Lussari, il monte dei tre popoli

Il Lussari, sopra Tarvisio, ospita santuario e borgo d’alta quota. E’ uno storico crocevia tra culture friulana, slovena e germanica. A 1.790 metri nelle Alpi Giulie,  offre un panorama sulla Val Saisera

 

Margherita ReguittiMargherita Reguitti
Il Lussari è immerso in un panorama privo delle frontiere tracciate dagli uomini e in luoghi di profonda spiritualità
Il Lussari è immerso in un panorama privo delle frontiere tracciate dagli uomini e in luoghi di profonda spiritualità

In ogni stagione l’aggettivo “fiabesco” ben descrive il borgo del Monte Lussari, frazione parte del comune di Tarvisio (Ud) sopra la località Camporosso. Con i suoi 1790 m s. l. m. è il villaggio di viuzze e edifici storici più in alto del Friuli Venezia Giulia.

Punto privilegiato da dove ammirare le cime delle Alpi Giulie.

 

Lo sguardo viaggia à vol d’oiseau sui fianchi di roccia del Jof di Montasio e del Fuart le cui pareti verticali precipitano a picco sulla sottostante Val Saisera.

Un panorama privo delle frontiere tracciate dagli uomini e luogo di profonda spiritualità con la presenza del Santuario della Madonna con Bambino. Cuore della Val Canale, terra d’incontro di popoli, amata e celebrata da Julius Kugy (1858–1944).

Sintesi di natura e fede

Per l’alpinista, scrittore, botanico e umanista luogo del cuore, sintesi di natura sublime e fede.

Il santuario è da secoli meta di pellegrinaggio dai paesi diversi della Mitteleuropa geografica e culturale, punto di incontro di bellezza paesaggistica e di culture e lingue diverse: Mont Sante di Lussari in friulano, Svete Višarje (“Le sante alture” ) in sloveno e Luschariberg in tedesco.

Si raggiunge in auto via A4 che allo snodo di Palmanova entra in A23 fino all’uscita di Tarvisio. In treno la meta è la stazione di Tarvisio-Boscoverde, quindi con autobus o taxi fino alla cabinovia di Camporosso funzionante sia in inverno sia in estate (orari: www.turismofvg.it/montagna, tarvisio@promoturismo.fvg.it, tel. 0428 653915).

Gli appassionati della neve potranno ancora divertirsi sulle piste fino al 22 marzo usufruendo di tariffe ridotte per lo skipass giornaliero. Vista la situazione meteorologica variabile è utile consultare il sito infoneve www.turismofvg.it/montagna/infoneve. Nel borgo fra le attività di accoglienza e ristorazione il Rifugio Monte Lussari gestito da oltre sessant’anni dalla famiglia Meschnik (tel. 39 331 6813180 – rifugioalpinomontelussari1@gmail.com).

Una ricca biodiversità

La flora è caratterizzata da una ricca biodiversità tipica dell’ambiente montano e subalpino, influenzata dalla confluenza di climi diversi che varia dai fitti boschi di conifere, in particolare abeti rossi, con anche esemplari monumentali, ai larici sulle pendici. In praterie d’alta quota fioriscono la stella alpina e l’erica carnicina amante dei suoli calcarei. Ma sono presenti anche altre specie floreali come globularia cordifolia, primula auricula, rhodothamnus chamaecistus, e la paederota lutea.

Altrettanto ricca la fauna, con presenza di ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi. La marmotta abita le zone di pascolo e prateria alpina così come la lepre, dal manto grigio-marrone a fondovalle e bianca alle quote più elevate.

Nei cieli plana l’aquila chrysaetos, simbolo della fauna friulana.

Si scia ancora sul Lussari
Si scia ancora sul Lussari

Luogo di pellegrinaggi

Monte Lussari luogo di pellegrinaggi e religiosità sin dal 1360 quando secondo la tradizione un pastorello trovò una statuetta della Madonna col Bambino. La portò al parroco che la rinchiuse in un armadio. Ma l’immagine miracolosamente il giorno dopo tornò sulla montagna, evento che si ripeté nel tempo fino a quando il Patriarca di Aquileia ordinò la costruzione di una cappella nel luogo del ritrovamento. Edificio di cui oggi però non restano tracce.

L’attuale chiesa, datata XVI secolo, è frutto di vari rifacimenti. Nel 1807 fu colpita da un fulmine e durante la Grande Guerra subì pesanti bombardamenti. Durante il Giubileo del 2000 è stata completamente restaurata e rinnovata. Chiesa “dei tre popoli” , il germanico, il friulano-italiano e lo slavo (https: //lussari.eu/it/).

Il giro d’Italia

Curiosità sportiva: nel 2023 il Giro d’Italia comprese la tappa Tarvisio-Lussari, un’impegnativa cronoscalata di oltre 18 km vinta dallo sloveno Primus Roglic che ha così conquistato la maglia rosa in vetta. Il transito ciclistico, autorizzato in salita, è vietato in discesa con obbligo di rientro in cabinovia. 

 

Muoversi a piedi o con la telecabina

Come muoversi? A piedi lungo il Sentiero del Pellegrino che parte da Camporosso nei pressi del ristorante “Alte Hutte”, sul segnavia CAI 613, circa due ore e trenta minuti per 950 metri di dislivello; oppure dalla Val Saisera lungo la strada che risale le pendici meridionali in circa tre ore per 900 metri di stacco di quota.

Con la telecabina del Monte Lussari, invece, si va da Camporosso in quindici minuti fino al borgo.

 

Un cammino celeste, in tre itinerari

Consiglio di lettura. “Il Cammino celeste. A piedi da Aquileia al Monte Lussari” di A.Bellavite, M. Bregant e T. Perini (Ediciclo). Un percorso ideato da persone accomunate dal desiderio di essere pellegrini. Si compone di tre itinerari; da Aquileia in Italia, Brezjein Slovenia e Maria Saal a nord di Klagenfurt. Una la meta: il santuario del Monte Lussari. Da Aquileia circa duecento chilometri impegnativi, percorribili in una decina di giorni.

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