Storie dal passato nelle filande di Dignano, Carpacco e Gorizia

A Dignano e Carpacco le testimonianze di un’industria vitale per il territorio fino alla metà del secolo scorso. A Gorizia più diffusi i piccoli opifici rurali. Echi di un mondo in cui le donne lavoravano fino a sfinirsi tra bachi e sete

Margherita ReguittiMargherita Reguitti
Le filande del Friuli Venezia Giulia
Le filande del Friuli Venezia Giulia

 

“Cos'è, cos'è/Che fa andare la filanda/È chiara la faccenda/Son quelle come me”; così cantava Milva nel 1971 quando le canzonette di successo raccontavano la vita sociale e culturale del Paese, in particolare il duro lavoro delle donne nelle filande. Un’economia industriale precapitalistica, fiorente soprattutto nel nord d’Italia sulla linea geografica che da Como in Lombardia attraversava il Veneto, passando per Venezia acquirente della seta grezza e secolare luogo di eccellenza della produzione di stoffe, per giungere in Friuli Venezia Giulia. Terra in cui l’attività fu di forte impulso economico e occupazionale soprattutto nell’’800 fino al declino nella seconda parte del ‘900.

Un pilastro

La storia delle due filande nel comune di Dignano, circa 26 chilometri in auto o bus di linea da Udine, costituisce un pilastro dell'archeologia industriale del Friuli, avendo rappresentato per quasi un secolo la principale risorsa economica e occupazionale del territorio lungo il fiume Tagliamento (https://catalogo.cultura.gov.it) e la pubblicazione “Il patrimonio industriale sul Tagliamento. Le filande di Dignano e di Carpacco”, di Angela Zulli.

Testimoni oggi immoti di un’attività di grande impatto nell’economia che impiegava donne, spesso bambine. Erano loro il motore di un’industria che richiedeva un lavoro tanto faticoso e pesante da poter essere svolto solo da giovani, logorante per il corpo, senza diritti se non quello di ubbidire.

Il lavoro delle filandere

Erano le filandere o filandine la mano d’opera che, unitamente alla coltivazione del gelso, creava nelle famiglie la fonte di reddito essenziale al supporto per un’economia agricola povera.

Il lavoro si articolava in passaggi fondamentali che avevano bisogno di grandi quantità di acqua a 90 gradi. Prima la stufatura, i bozzoli venivano immersi in acqua bollente o esposti al vapore per uccidere la crisalide e sciogliere la sericina. Quindi le operaie, dette "maestre" o "filatrici", li pescavano a mani nude dall’acqua bollente e individuavano il "capo" del filo per srotolarlo.

Storie di filande in Friuli Venezia Giulia
Storie di filande in Friuli Venezia Giulia

Ultimo passaggio la torcitura e l'aspatura in anelli di vetro avvolti su grandi ruote chiamate aspi. Quindi la seta grezza in matasse era pronta per essere tinta e tessuta. I turni di lavoro erano anche di 12 ore in condizioni estenuanti che a inizio ‘900 diedero vita a proteste e scioperi da parte delle operaie contro i padroni feroci.

Anche la grande fotografa Tina Modotti a 12 anni fece la filandina prima di emigrare in America. Oggi accade spesso, viaggiando a Nordest, di incontrare grandi edifici in mattoni avvolti, o riconquistati, da alberi e vegetazione rampicante. Sono emblemi di un’archeologia industriale diventati luoghi di cultura, attività artistiche, festival nel segno della conservazione della memoria.

Il sentiero

 

La filanda di Carpacco ospita vari eventi e un festival organizzati dal comune e dall’associazione Heritage in Fvg (heritagefvg@gmail.com).

Una proposta recente è la creazione del sentiero delle Filande, che valorizza il territorio comunale di Dignano lungo il corso del Tagliamento e ne attraversa le frazioni.

Una piacevole passeggiata di circa 8 km che dalla piazza passa accanto alla filanda, attraversa il centro di Bonzicco, tocca piazza Cimolino e raggiunge la Pieve medievale di San Pietro. Un andare tra storia locale, paesaggio rurale, memoria industriale e natura fluviale, tra caseggiati, ville, borgate, colture e gelsi, alberi simbolo della storia friulana. Scendendo verso il greto del Tagliamento a Vidulis, il panorama si apre sui sassi bianchi e sulle acque azzurre.

Esiste anche una variante più breve altrettanto piacevole (/invecchiamentoattivo.regione.fvg.it/it/eventi-news/.focus/Dignano.html).

A Gorizia

Nell’Isontino, in particolare a Gorizia, già nel Settecento era presente una vivace industria serica, non si trattava di grandi fabbriche a vapore, ma opifici rurali a conduzione familiare, dove la gelsibachicoltura e la trattura della seta rappresentavano una risorsa fondamentale per il territorio. Un’industria che per il tempo era ad alta tecnologia come testimonia il torcitoio o mulino da seta ricostruito già negli anni ’90 del secolo scorso al museo della Moda di Gorizia (per approfondimenti: museomoda.regione.fvg.it/ e università di Trieste www.openstarts.units.it). Il Friuli fu paese di "morârs", gelsi, e di “cavalîrs”, bachi da seta.

Case di sassi, filari di gelsi e sete nel bozzolo

A Carpacco, lungo il medio corso del Tagliamento, le case di sassi conservano la memoria del rapporto indissolubile dell’uomo con il fiume. Dalla piazza si giunge alla vecchia filanda. Qui generazioni di donne dipanavano la seta dal bozzolo, attorno il paesaggio agrario conserva i filari di gelsi a testimonianza della bachicoltura praticata dai contadini.

Ogni dettaglio rivela la relazione secolare dell’uomo con l’ambiente. Un rapporto fra passato e presente raccontato dal libro “Carpacco. Un paese, un patrimonio” di Angela Zolli, editore Società Filologica Friulana.

L’azione umana che interrompe il ciclo naturale

Le filande erano industrie al femminile. Le agili e delicate dita delle donne dipanavano l’etereo, sottile e lunghissimo filo di seta che, legato dalla sericina sostanza collosa prodotta dal baco, forma il bozzolo.

Nella sua breve vita l’animaletto, vorace consumatore di foglie di gelsi, costruisce attorno a sé il contenitore nel quale trasformarsi in farfalla. Un processo interrotto per evitare che, raggiunta la nuova natura, la crisalide buchi il nido, danneggiando il filo per volare nella nuova vita. Un processo stoppato dall’uomo dal quale nasce la seta.

 

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