Dolegna del Collio, una terra di soglie

Lungo il Judrio, in provincia di Gorizia, un territorio di confine tra Friuli e Slovenia fatto di vigne, borghi, storia e paesaggio. Sei frazioni, ville storiche, architetture medievali e memorie novecentesche raccontano l’identità di una frontiera

Margherita ReguittiMargherita Reguitti
Borghi e verde, a 400 metri sul livello del mare: la pace e la bellezza di Dolegna del Collio
Borghi e verde, a 400 metri sul livello del mare: la pace e la bellezza di Dolegna del Collio

Il torrente Judrio è sempre stato un confine naturale fra il regno Lombardo-Veneto e la contea di Gorizia prima, e tra l’impero Asburgico e il regno d’Italia poi.

Lungo il suo corso irregolare per portata, si incontra il comune di Dolegna del Collio ultimo lembo a nord della provincia di Gorizia.

Terra di confini da sempre, di colline che possono arrivare a 400 metri sul livello del mare, di borghi dove poche dozzine di abitanti vivono adattando le proprie esistenze ai ritmi della natura.

Terra ricca di bellezza che offre un respiro ampio sul Friuli, sulle montagne, sulla preziosa area denominata Collio che prosegue con il nome di Brda in Slovenia.

Più lontano il mare Adriatico che si mostra nelle limpide giornate.

Sei frazioni

Il territorio comprende 6 frazioni fra piano e collina, e tutto attorno il paesaggio è per la maggior parte disegnato dalla mano dell’uomo che ha trasformato in vigneti le alture di ponca, terreno di antica origine marina che alterna strati di marna sedimentaria e argillosa con capacità di trattenere l’acqua, all’arenaria dalle caratteristiche drenanti.

Terra preziosa da cui nascono vini pregiati, soprattutto bianchi, autoctoni come friulano, malvasia e ribolla gialla. I filari danno al paesaggio un ritmo di bellezza ossessiva, in un intreccio di mappe geometriche interrotte da cantine e case rurali, spesso trasformate in attività ricettive.

Ogni frazione ha una propria chiesa attorno alla quale si raccoglie in un abbraccio, un tempo difensivo, il borgo.

A Scriò la chiesetta di San Leonardo è datata alla seconda metà del XV secolo con un portale tardo gotico e all’interno cicli pittorici di varie epoche.

Anche Ruttars sorge a 100 metri sul livello del mare, qui vive una decina dei circa 300 abitanti del comune nello splendido borgo fortificato del sec. XII. Le mura di cinta di duecento metri racchiudono le case a cui si accede attraverso la torre detta di Marquardo, possente, a forma quadrata con il grande portone massiccio in legno al cui lato si intravede un dipinto di soggetto religioso.

Se vi capita di incontrare la signora Alida che vive nella torre e la cui famiglia per secoli ha gestito la locanda del borgo oggi nelle mani della signora Teresa, sarà felice di farvi entrare nella proprietà, raccontandovi aneddoti affascinanti, un salto nel passato.

Il castello di Trussio, imponente e dominante costruzione in pietra con due torri laterali, viene citato per la prima volta nel 1257. La sua posizione strategica ne fece roccaforte di vari eserciti nei secoli, distrutto e ricostruito nei diversi conflitti. Di proprietà privata, al momento va ammirato dalla pubblica via.

Sempre salendo in località Casali nella frazione di Lonzano sorge sobriamente maestosa Villa Zorutti-Frisacco dove nacque il poeta friulano Pietro Zorutti (1792 – 1867) come così ricorda in uno dei suoi componimenti: "Ne l'an novantedoi Mi an fabricat in doi. Soi nassut a Lonzan In ciase di Frisacc ".

Sulla trave del portone d’ingresso alla proprietà fa mostra di sé lo stemma della famiglia. La villa è tutt’oggi abitata e i proprietari nella corte ospitano di buon grado nel periodo estivo eventi culturali all’ombra delle chiome di gelsi monumentali. Due targhe e un busto omaggiano l’illustre proprietario. Sul viale di accesso la chiesetta di San Giacomo dove periodicamente viene celebrata la Messa.

Vale uno sguardo anche la frazione di Vencò adagiata nei pressi dell’argine del Judrio. Alla fine del secondo conflitto mondiale Dolegna consegnò alla Jugoslavia un’ampia fetta di territorio, tranne una collina già destinata alla Federativa. La leggenda racconta che l’astuzia degli abitanti di issare il tricolore risparmiò loro il cambio di nazionalità.

L’eden del Bosco Romagno

A circa tre chilometri da Dolegna si trova l’accesso “Bosco Romagno”. Un paradiso di 53 ettari dove si snodano sentieri adatti a tutti e sono presenti aree attrezzate per picnic, giochi per bambini e servizi igienici.

Un polmone di piante d’alto fusto come pioppi, tigli, castagni, querce e un sottobosco di agrifoglio e edera, in primavera fiorito di primule e vinca verde, abitato da caprioli, tassi e scoiattoli e varie specie di uccelli.

Çorut, il vate friulano per eccellenza

Pietro Zorutti – Pieri Çorut in friulano (1792 – 1867) è il vate friulano per eccellenza, letterato fra i più famosi e imitati. Affascinato dai poeti del romanticismo, tradotto anche in inglese, scelse per i suoi testi ambientazioni preromantiche. È noto soprattutto per aver pubblicato, lungo un percorso culturale di oltre quarant’anni, gli strolics, almanacchi lunari contenenti liriche di soggetto naturalistico, ironico o di occasione.

 

 

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