Vicenza Jazz, 30 anni nel nome di Miles Davis
Il festival New Conversations compie 30 anni e celebra il Principe delle Tenebre. Dieci giorni di concerti, quattro prime italiane e una parata di stelle internazionali

Racconta Riccardo Brazzale, direttore artistico di Vicenza Jazz, che qualche mese fa gli era capitata fra le mani una notizia sfiziosa: Barbara Hannigan, soprano e direttore d’orchestra – un fenomeno capace di cantare e dirigere contemporaneamente – stava registrando canzoni di John Zorn. «Le ho mandato un’email con una foto di Zorn e Uri Caine che si esibivano all’Olimpico, al nostro festival, nel 2004 e le ho chiesto se le andava di venire all’edizione del trentennale». La risposta è già nelle locandine di New Conversation - Vicenza Jazz 2026, accanto al logo che ritrae Miles Davis con una bambina, perché è all’immenso Miles che sarà dedicata questa edizione speciale del festival (15-25 maggio), intitolata Dalle trombe di Gerico al divino Miles. Barbara Hannigan è tra gli ospiti più attesi - perché la soprano canadese ovviamente ha risposto sì all’invito di Brazzale e verrà a misurarsi - per la prima volta - con il jazz. Brazzale gongola: «Ci conosceva, ormai ci conoscono tutti. Trent’anni sono tanti, basta guardare qualche foto per rendersene conto».

Numeri, cifre tonde, celebrazioni. Nel festival nato nel 1996 si celebrano soprattutto i cento anni dalla nascita di Miles Davis («Perché lui ha cambiato il suo stile e la storia della musica almeno cinque volte», sottolinea Brazzale) ma anche quelli di John Coltrane - e c’era in effetti l’imbarazzo della scelta. Tromba e sax saranno dunque gli strumenti prevalenti in un cartellone che trabocca di appuntamenti imperdibili, con dieci giorni di programmazione, quattro prime italiane, una produzione speciale del festival e tre progetti multidisciplinari e i soliti momenti speciali, nel cuore della notte e all’alba. Tutta questa musica troverà casa all’Olimpico, al Comunale, ma anche all’abbazia di Sant’Agostino, al Cimitero Maggiore, alla Basilica Palladiana e - novità - all’ex CotoRossi, perché Vicenza ha imparato che jazz e bellezza hanno più di due z in comune, possono moltiplicarsi a vicenda. «E nei giorni del festival la nostra offerta culturale somiglia a quella di una capitale più che di una cittadina di 110 mila abitanti», fa notare il sindaco Giacomo Possamai.

Dopo i numeri, i nomi. Le stelle saranno queste: Makaya McCraven, Barbara Hannigan con Bertrand Chamayou, Mary Halvorson, Uri Caine, Billy Cobham, Joshua Redman, Israel Galvan e Michael Leonhart, Paolo Fresu, Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Savina Yannatou, Roberto Ottaviano con Robert Luft, Pietro Tonolo, Dimitri Espinoza, Neapolis Mantra, Enrico Rava e Fabrizio Bosso. L’anteprima, il 15 maggio, sarà affidata alle bacchette del “beat scientist” Makaya McCraven, batterista e producer di Chicago tra i più innovativi della scena contemporanea. Il giorno dopo toccherà proprio ad Hannigan che si esibirà all’Olimpico con il pianista francese Bertrand Chamayou proprio nel repertorio di Zorn, ma anche di Messiaen e Scrjabin.
Esauriti i fuochi d’artificio dell’inaugurazione, sarà - come sempre - un susseguirsi di appuntamenti capaci di soddisfare tutti i gusti: il quartetto del chitarrista Halvorson, il piano solo di Uri Caine, il batterista Billy Cobham. E gli eventi speciali, come quello del 21 maggio quando Paolo Fresu con il suo storico quintetto, suonerà Ascensore per il Patibolo - la colonna sonora per il film di Louis Malle firmata da Miles Davis. Oppure quello del 25 maggio quando altri due trombettisti (Rava e Bosso) si esibiranno uno dopo l’altro sul palco del Comunale. Ma siccome c’è anche il compleanno di Coltrane, ecco che Vicenza aspetta anche il sassofono di Joshua Redman, che torna al festival (il 19 maggio) dopo la prima volta con Brad Mehldau per presentare Words Fall Short, una raccolta di composizioni originali registrata per Blue Note con il suo nuovo quartetto.

Ma a Coltrane saranno dedicati anche altri concerti: quello di Isaiah Collier e quello di Lakecia Benjamin (entrambi il 22 maggio), collegati in modi diversi a Coltrane, e quello del giorno dopo con Ottaviano e Tonolo. Da segnalare, infine, l’appuntamento del 20 maggio all’insegna della contaminazione, con il coreografo spagnolo Israel Galvan, innovatore nel flamenco, che incontra il trombettista Michael Leonhart e il suo sestetto, in un progetto ispirato a Sketches of Spain, album del 1960 di Miles Davis e Gil Evans.
Il resto – che non è poco – lo fa la dimensione diffusa del festival che trova sponde preziose nei locali, nei negozi, negli sponsor (c’è sempre lo storico abbinamento con Trivellato) e soprattutto negli spazi culturali della città, che si organizza in funzione di un pubblico di appassionati in arrivo anche da altre regioni.
Il programma completo è online da ieri su tcvi.it e su vicenzajazz.org. Biglietti in vendita dal 18 febbraio. —
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