La commedia umana di Venezia: Tiepolo, l’eredità del padre e lo sguardo acuto sulla società

Le opere di Giandomenico in mostra alle Gallerie d’Italia di Vicenza fino al 17 gennaio

Marina Grasso

Essere figli d’arte può essere una fortuna e una condanna. Tanto più quando il padre è Giambattista Tiepolo, celebrato in tutta Europa per la grandiosità della sua pittura. Per Giandomenico, tuttavia, quell’eredità fu insieme un confronto ingombrante e la scuola in cui maturò un talento capace di trovare nella vita quotidiana, nei gesti e nei comportamenti umani una materia pittorica di straordinaria ricchezza. A raccontare questa progressiva conquista di autonomia è Giandomenico Tiepolo (1727-1804). Un mondo nuovo, la mostra inaugurata ieri sera a Palazzo Leoni Montanari, sede vicentina delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, che anticipa le celebrazioni per il tricentenario della nascita dell’artista, nel 2027. Curata da Carolina Brook, Valter Curzi e Fabrizio Magani e realizzata in collaborazione con il Martin von Wagner Museum dell’Università di Würzburg, riunisce fino al 17 gennaio 68 opere fra dipinti, disegni e incisioni, con prestiti da musei italiani e internazionali, dal Prado di Madrid al Louvre, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna alla Morgan Library di New York.

L’eredità del padre Gianbattista

Senza rompere con il padre, che affiancò nei grandi cantieri di Venezia, Würzburg, Villa Valmarana ai Nani e Madrid, Giandomenico rivelò già nelle opere giovanili una sensibilità personale, attenta ai sentimenti e all’umanità dei soggetti religiosi. Lo documenta lo spettacolare confronto che apre la mostra fra la Via Crucis del 1747 per San Polo a Venezia e tre scene del 1772 provenienti dal Prado, nelle quali emerge la crescente libertà narrativa ed espressiva dell’artista. Nelle sale dedicate alla pittura sacra, fra pale d’altare e opere di devozione privata, Giandomenico restituisce ai racconti evangelici una dimensione intensamente umana, popolandoli di figure che osservano, si interrogano, manifestano emozioni e talvolta sembrano uscite dalla Venezia del suo tempo. Un’attenzione alla realtà che precede le celebri scene di costume e accompagna tutta la sua pittura. «Un pittore che raffigura la gente che guarda», lo ha definito Magani, e il Mondo nuovo, arrivato dal Prado, ne offre l’esempio più eloquente: una folla vista di spalle si accalca davanti a un pantoscopio, apparecchio ottico che mostrava città lontane e scene sorprendenti (in mostra grazie al museo del Precinema di Padova).

La pittura della commedia umana

Ma di quello spettacolo Giandomenico non mostra nulla, preferendo osservare le reazioni degli spettatori, fra i quali sembra aver ritratto anche se stesso e il padre, tra i pochi volti riconoscibili. Perché nella Venezia ormai prossima alla caduta della Repubblica Giandomenico osserva con ironia, talvolta con sarcasmo, nobili, popolani, mercanti e forestieri che si incontrano nelle piazze, nelle feste e negli spettacoli, come nel Minuetto, nel Burchiello o nel Cavadenti, prestato dal Louvre, in cui un imbonitore esibisce il dente appena estratto come un trofeo davanti a una folla dalle espressioni più diverse.

Come osserva Valter Curzi, non si tratta di pittura di denuncia sociale, ma di uno sguardo acuto sui comportamenti e sulle convenzioni, vicino al teatro di Goldoni e Gozzi, che racconta soprattutto la commedia umana. Alcune sale riservano spazio alla grafica, dai disegni di Würzburg, legati al lavoro con il padre, alle incisioni, dove emerge la libertà inventiva di Giandomenico: nelle 27 acqueforti delle Idee pittoresche sopra la Fuga in Egitto il viaggio della Sacra Famiglia si popola di paesaggi, soste e incontri quotidiani, mentre nelle Teste di carattere, vicine a Rembrandt, l’attenzione si concentra su fisionomie ed espressioni di grande intensità. Il percorso approda a Zianigo, dove Giandomenico decorò la villa di famiglia con le avventure di Pulcinella, maschera che diventa specchio delle debolezze e contraddizioni umane.

Lo sguardo verso la totalità del suo universo pittorico

Grandi riproduzioni degli affreschi, oggi a Ca’ Rezzonico, sono affiancate da un video sul distacco dalla villa e il trasferimento al museo. Da Il mondo nuovo del celebre dipinto a Un mondo nuovo della mostra, il cambio d’articolo allarga quindi lo sguardo all’intero universo pittorico di Giandomenico, popolato di santi e divinità, viaggiatori, popolani e maschere, osservati con partecipazione e disincanto. Accompagnano la mostra un catalogo (Allemandi) e visite guidate, incontri e laboratori, mentre la nuova Vicenza Tiepolo Card comprende in un unico biglietto anche Palazzo Chiericati, Palladio Museum e Villa Valmarana ai Nani, con visite itineranti.

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