Colombi d’artista in gara a Venezia

Decorati con vetri di Murano, avvolti in fili elettrici o dipinti con i colori della bandiera palestinese. La galleria dei pennuti iscritti al concorso Volo del Colombo immaginario 

Cristiano Cadoni

Invadenti imbrattatori di monumenti e palazzi storici, oltre che presenze spesso trascurate del paesaggio urbano di Venezia, nella settimana del carnevale i piccioni – pardon, i colombi – si prendono una piccola rivincita diventando essi stessi elementi artistici, emblema di una riqualificazione poetica e profondamente marciana. Certo, non sono quelli che svolazzano su piazza San Marco ma loro riproduzioni di pregio artigianale, realizzate in prima battuta da maestri mascareri e abili vetrai, e poi decorate da giovani artisti o aspiranti tali per essere infine esposte al pubblico.

A favorire questo ribaltamento di ruoli è un concorso solo apparentemente bizzarro, nato nel 2018 in onore di un noto ristoratore veneziano, Alessandro Stanziani, abruzzese d’origine, trapiantato in laguna, prima cuoco al ristorante Alla Colomba, poi titolare del quasi omonimo Al Colombo, a pochi passi dal teatro Goldoni, oggi gestito dal figlio Domenico. È proprio in suo onore che Roberto Zamberlan, ex gallerista, curatore di eventi culturali – affiancato nell’impresa dalla Scuola di Grafica e dei laboratori 18 e 19 dell’Accademia di Belle Arti e dalla Fondazione Bevilacqua La Masa – ha dato vita al Volo del Colombo Immaginario, concorso artistico rivolto a giovani fra i 18 e i 30 anni che propone di decorare i colombi di cartapesta realizzati dal laboratorio artigianale Kartaruga, dai membri della compagnia L’Arte dei Mascareri e resi ancora più eleganti da occhi, zampe e becco in vetro, prodotti dal vetraio muranese Andrea Penzo.

A raccogliere la sfida del concorso quest’anno sono stati 48 artisti che hanno presentato i loro bozzetti, sottoposti a una prima selezione della giuria. Tra questi, venti sono stati ammessi alla fase finale che ha trasformato le proposte grafiche in autentiche opere d’arte,  collocate fino a mercoledì 18 febbraio nella Sala del Camino del chiostro dei Santi Cosma e Damiano, sede espositiva della Fondazione Bevilacqua La Masa alla Giudecca, aperta dalle 15 alle 19, poi torneranno Al Colombo dove saranno esposte in modo permanente.

“Sono opere che ci parlano di questo tempo”, racconta Zamberlan, organizzatore del concorso ma che si qualifica con un sorriso come “domatore di colombi”. “Quest’anno prevalgono i temi della guerra e della tecnologia”. C’è il colombo colorato come la bandiera palestinese (mutilato e con una sola zampa di vetro), e quello che ha sembianze di Fidel Castro. Ci sono i colombi tecnologici, con circuiti elettronici o fili elettrici. Ma ci sono anche quelli molto veneziani, come il doge e la gondola. “Con questa iniziativa restituiamo dignità a un animale ingiustamente considerato minore”, aggiunge Zamberlan. “Mi piace pensare che questa manifestazione sappia rinnovarsi di anno in anno, con nuove espressioni artistiche, mantenendo però la stessa energia, la stessa passione. E che questo volo d’amore possa portare un vento di pace nel mondo”.

L’apertura della mostra e l’annuncio dei vincitori, alla Giudecca, sono stati anche un’occasione per premiare, come da tradizione del concorso, una figura femminile che si è distinta per professionalità e impegno culturale a Venezia, ma non solo. Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato a Daniela Iride Murgia, madrina e testimonial della serata, artista e illustratrice di fama internazionale, laureata in Arte Orientale a Venezia e, più di recente, collaboratrice di importanti testate giornalistiche e case editrici. Le opere di Murgia, premiate in importanti concorsi internazionali, si distinguono per l’uso raffinato di tecniche miste: collage, acquerello, ricamo, paper cutting e china. Infine i vincitori, scelti da una giuria composta da Stefano Cecchetto (critico d’arte), Marina Zulian (coordinatrice del Centro studi per l’Infanzia BarchettaBlu), Giovanni Turria (docente all’Accademia di Belle Arti), Domenico Stanziani e da giornalisti delle testate locali: il primo premio (mille euro) è andato al colombo Glombo, di Muyi Yang, che esalta il senso dell’orientamento di questo esemplare, combinandolo con il globo terrestre; il secondo a PiAccione di Maddalena Zorzan; il terzo a Venti Liquidi di Sara Pacucci. —

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