Olimpiadi: l’emozione e la regola

Il Gran mestro della Gran loggia d’Italia Luciano Romoli riflette sul valore simbolico e umano dei Giochi: quando il gesto atletico diventa espressione di responsabilità, fraternità e bellezza condivisa

La redazione
Luciano Romoli, gran maestro della Gran Loggia d’Italia
Luciano Romoli, gran maestro della Gran Loggia d’Italia

Con l'accensione della fiaccola olimpica si apre un tempo diverso : un tempo in cui la regola non è limite ma garanzia di equità, la sfida non è conflitto ma incontro, la vittoria non è umiliazione dell'altro ma superamento consapevole di sé. La Gran Loggia d'Italia riflette sul valore simbolico e umano dei Giochi: quando il gesto atletico diventa espressione di responsabilità, fraternità e bellezza condivisa. La vera vittoria non è precedere l'altro, ma camminare insieme senza scambiare la coscienza.

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La fiaccola dei giochi olimpici si è accesa. Il rito è un richiamo forte alla tradizione, che non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco.

I Giochi Invernali ci invitano a coltivare e trasformare quel fuoco in cammino luminoso, in cui la competizione unisce gli uomini, nel rispetto delle regole e dei valori universali dello sport. La libera muratoria – commenta e spiega Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia , sente con particolare trasporto il carico simbolico dell'olimpiade, che inaugura un “tempo diverso” in cui le armi devono tacere per lasciare spazio al confronto e al dialogo.

Certo la guerra esiste, domina le cronache, è sempre lì, come un bandito dietro l'angolo dei grandi eventi, ma possiamo provare a disarmarla se uniamo memoria e futuro, radici e visione, bellezza e responsabilità.

Le olimpiadi mettono in vetrina il coraggio, il sogno, la dedizione, la sfida, che sono le connotazioni morali che distinguono gli atleti autentici.

L'armonia, termine che ci riporta alla cultura classica da cui discendiamo, termine sublimato dalla civiltà dell'umanesimo – prosegue Romoli – incarna un equilibrio supremo, fatto di bellezza, proporzioni, sano spirito di competizione. L'Italia è tutto questo, per proporzioni non possiamo competere con i grandi numeri della società globale, ma possiamo essere un riferimento alto di cultura, gentilezza, creatività, genio messo al servizio dell'umanità, perché questo racconta la nostra storia.

La Libera Muratoria sa cosa vuol dire rispetto dell'uomo, ricerca continua che porta al superamento di ogni limite senza mai tradire la coscienza, senza dimenticare i valori della fratellanza, della vittoria che ci riempie di orgoglio ma che non deve mai umiliare avversari, che non sono mai nemici.

Trasformare la competizione in espressione, il gesto in significato, l'impegno individuale in valore condiviso, sono gli aspetti centrali su cui dobbiamo soffermarci per capire il tessuto profondo di questo appuntamento che coinvolge tutti, perché per la comunità delle sorelle e dei fratelli massoni, nessuna pietra è inutile per la costruzione del tempio, nessuna mano è superflua, nessun popolo può essere considerato estraneo al progetto comune. Libertà, Uguaglianza, Fratellanza costituiscono il pavimento fondativo del metodo massonico che persegue il perfezionamento dell'essere umano.

Costruire ponti là dove la storia ha eretto muri è nostro compito, così come spezzare la catena dell'odio che genera altro odio. Il cammino dell'uomo e il cammino dell'atleta olimpico si intersecano. Disciplina, sacrificio, responsabilità, ogni gara ha un riflesso sul corpo collettivo che ha bisogno di specchiarsi in tanta genuina bellezza per rinascere nel palcoscenico tormentato della storia.

La pista ghiacciata, il trampolino, la montagna innevata se guardiamo bene non sono dei semplici spazi geometrici, ma luoghi iniziatici,aree “cariche di senso” dove l'armonia si attualizza nella sintesi alta di corpo e spirito, senza di cui gareggiare diventa un vuoto esercizio fisico. In conclusione, vorrei rivolgere il mio saluto fraterno agli atleti. È il vostro momento. “Io sono perché noi siamo” ha detto la presidente del CIO, Kirsty Coventry, nel discorso inaugurale. Proprio così, è questo lo spirito giusto che deve animarvi.

L'altro è la circostanza che ci chiama all'essere, la famiglia olimpica è la nostra stessa famiglia; “Casa Italia è la casa di tutti, una dimora di scambio e di partecipazione dove la vera vittoria scandice uno “scatto in avanti” dell'essere umano.

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