Tutti insieme appassionatamente e i legami triestini di von Trapp

Dalla nascita a Zara alla carriera nella marina imperiale: come la ricerca d'archivio ridisegna la figura del baronetto reso celebre dal film con Julie Andrews

Zero Saracino
Tutti insieme appassionatamente: un frame del celeberrimo film con Julie Andrews
Tutti insieme appassionatamente: un frame del celeberrimo film con Julie Andrews

Quale legame scorre tra Trieste e Georg von Trapp, burbero vedovo di guerra al centro del pluripremiato “Tutti insieme appassionatamente”? Uno dei maggiori campioni d'incassi della storia del cinema, con la diva Julie Andrews nel ruolo della governante Maria, in Italia classico della vecchia Mediaset e ossessione nipponica con l'anime targato Kozo Kusuba “Cantiamo insieme”, fu in realtà un adattamento americano del musical di Broadway “The Sound of Music” di Richard Rodgers, a propria volta preceduto dalla doppietta di film tedeschi “Die Trapp- Familie” di Wolfgang Liebeneiner, tratti dal romanzo autobiografico della cantante austriaca Maria Augusta von Trapp, “The Story of the Trapp Family Singers”. Eppure una delle maggiori rappresentazioni internazionali dell'Austria alpina, spinta all’ultra kitsch per il pubblico yankee, nasconde fortissimi legami col Litorale austriaco, con Trieste e con la penisola istriana.

Proprio quel legame tra i Trapp e Trieste è al centro del progetto di ricerca “Montecuccoli, Whitehead, Trapp: identità fra Austria e Italia”, condotto dall'insegnante e traduttrice Felicita Ratti, professoressa a metà tra Modena e Salisburgo, che mira a esplorare le dolorose vicende di chi fu travolto, nei due conflitti mondiali, dai nazionalismi del Secolo Breve.

Georg Ritter von Trapp nacque infatti a Zara, in Dalmazia, all'epoca parte integrante della Duplice Monarchia: la giovinezza, all'insegna come il padre della carriera nella Marina, avvenne tra Pola e Trieste, con le prime azioni di guerra durante la rivolta dei Boxer e il trasferimento, nel 1908, nella sperimentale U-Boot-Waffe. Capitano di corvetta durante la prima guerra mondiale, al comando di una base di sommergibili alle Bocche di Cattaro, Georg aveva inoltre sposato quella stessa Agathe Whitehead, nipote dell'ingegnere Robert, perfezionatore del siluro U-6 prodotto in serie a Fiume. Poi, dopo la disgregazione dell'Impero, ecco l'acquisto della villa a Salisburgo, il crack finanziario, l'arrivo dell'istruttrice Maria per i figli e l'intera avventura canora.

Il primo contatto con l'esperienza triestina dei Trapp è avvenuto per la Ratti un anno fa, a settembre 2025, quando ha scoperto come, in un b&b di via Raffineria 8 (Bora di Loredana Scherl), avesse avuto sede la ferramenta di Guglielmo Pauletta, grande amico di Gerg von Trapp. La proprietaria ricordava l'inaugurazione a Trieste della ferramenta di Pauletta ed è stato grazie allo storico Roberto Todero che si è appurata l'amicizia con l'esule polesano; un uomo molto cattolico, come d’altronde lo stesso von Trapp. È noto come a Pola, porto militare all’epoca degli Asburgo, vi sia tutt’oggi la Villa Trapp; meno noto come Georg fosse stato battezzato nella chiesa luterana di Trieste, conservando per sé e i figli la “pertinenza”in città, col ritorno nel secondo dopoguerra di una delle pronipoti nel capoluogo.

«Le ricostruzioni dell'identità di Georg hanno cancellato le sue origini a Trieste e in Istria dove pure trascorse la sua infanzia; von Trapp conosceva meglio il Litorale a confronto con l'Austria alpina - spiega Ratti -. Georg avrebbe voluto tornare a Trieste più che a Pola e, come si legge nelle memorie della secondogenita Agathe, aveva una profonda nostalgia del mare Adriatico, di Trieste e di Pola che aveva rivisitato dopo il secondo matrimonio con Maria tramite un lungo viaggio “su trabaccolo” nel 1932».

Un ritratto di uomo molto lontano dallo stereotipo di “The Sound of Music”: «C'è sempre stata quest'immagine di un ufficiale un po' noioso, molto legato al passato, di natura conservatore - riflette Felicita Ratti - eppure tutte le figlie furono iscritte al Mozarteum, l'Università di musica e arte di Salisburgo; un dato non scontato durante il periodo dell'austrofascismo quando si cercava di scoraggiare le giovani austriache dal conseguire la maturità, per non citare l'università. Vi sono state certamente ambiguità verso l'austro-fascismo e il regime di Mussolini, legate però alla necessità di lavorare come imprenditore».

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