Trama Creative Studio: la magia delle narrazioni immersive
Il collettivo padovano fonde arte, tecnologia e cinema e realizza storymapping, scenografie a 360°, allestimenti e cortometraggi

Al piano terra di un condominio nel cuore dell’Arcella, a Padova, un portone quasi anonimo nasconde le meraviglie di un mondo immersivo. Solo l’intestazione sul campanello – Trama Creative Studio – tradisce qualcosa che ha a che fare con l’invenzione. È la sede di una realtà produttiva che, in pochi anni, è diventata un punto di riferimento quando si tratta di fondere arte, tecnologia e audiovisivo «al servizio della bellezza».
E quando si entra in questa casa fondata da Andre (senza accento) Guidot (metà padovano e metà bolognese) e dalla bassanese Serena Marcon, quelle parole assumono un senso come in un vertiginoso passaggio dalla bidimensionalità di una pagina scritta alla quarta dimensione. Cos’è, allora, Trama Creative Studio? È, prima di tutto, un collettivo. Un manipolo di creativi, informatici, narratori crossmediali che hanno compreso come la produzione audiovisiva non poteva che essere solo l’inizio di una progettualità ibrida, votata alla realizzazione di contenuti cinematografici con obiettivi localizzati. Ma non per questo di corto respiro.
L’idea nasce dalla visione di Guidot, classe ’84, diplomato al Fermi di Padova, una laurea in semiologia applicata alla distribuzione digitale. Oggi è un direttore creativo, un regista, un produttore specializzato in installazioni immersive e interattive, che ha assorbito il concetto di “artvocacy”. La sua formazione, però, non potrebbe essere più artigianale con quell’amore viscerale per il cinema dei grandi autori (Antonioni, Petri), quell’ammirazione per la creatività italiana alla “spaghetti western”, quella passione per la lirica di Battiato e la versatilità di Tognazzi. Suggestioni che sono diventate il retrobottega da aggiornare a una realtà audiovisiva in continua evoluzione. Così Guidot ha visto nascere, a Londra, i pioneristici programmi on demand della BBC, prima ancora dell’avvento dello streaming. È il 2009 e lo studio delle piattaforme diventa il trampolino per inventarsi qualcosa di diverso. Qualche anno dopo, a Padova, sviluppa un progetto crossmediale intitolato The Erasmus Generation, sorta di spazio virtuale capace di unire le persone in giro per il mondo per motivi di studio. È solo un “pilota” ma gli servirà per capire come la tecnologia possa essere applicata alla all’educazione. Le risorse economiche sono ancora scarse, si viaggia sui treni notturni interregionali e nel frattempo si fa esperienza. Come, per esempio, quella di service di produzione per il film di Checco Zalone Sole a catinelle, girato a Padova. Tutto serve ma la svolta arriva con Expo 2015 e l’installazione Panorama: perché non mettere la tecnologia a servizio di eccellenze italiane, culturali, territoriali, letterarie?
Trama Creative Studio prende forma, specializzandosi nella narrazione immersiva museale, ma anche nelle installazioni intimamente legate alla terra che, proprio grazie a quella relazione così materica, si prestano ad essere più interattive di altre. Realizza incredibili scenografie a 360° per cantine vinicole, progetta Divina – Immersiva Eccellenza per il ministero dell’Agricoltura, presentata al Vinitaly e portata in giro per il mondo sulla nave Amerigo Vespucci. E poi, ancora, uno storymapping che unisce cinema, letteratura e immaginazione. Il loro fiore all’occhiello: uno spazio di mille metri quadri a Firenze in cui Le avventure di Pinocchio prendono vita attraverso approfondimenti interattivi e allestimenti museali. Ogni stanza, un capitolo, un’esperienza da vivere. Ora Trama è richiestissima: in Sicilia, per il museo del pistacchio di Bronte e in Cilento per quello sulla dieta mediterranea (curioso che Guidot si trovasse lì per consegnare due cervi impagliati alla produzione di Capri Revolution di Mario Martone, ma le vie della creatività sono infinite…). Progetti che assumono anche un alto valore civico, nella vocazione di riqualificazione di luoghi spesso dimenticati. E ancora, aule immersive per le scuole, proponendo allestimenti per spiegare le scienze, l’arte e ridefinire il concetto educativo. Ma il cinema non sparisce dai radar di Trama, anzi resta comunque il sottofondo necessario. Tanto che nel 2024 produce il cortometraggio L’acquario, diretto dal rodigino Gianluca Zonta, che ottiene centinaia di riconoscimenti in tutto il mondo. Una commedia romantica ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, in una logica distopica e critica (ma non demonizzatrice), che ora potrebbe diventare un lungometraggio per il cinema. Una storia della serie Stay Human che sembra aderire perfettamente all’anima di Trama. Che rimane una realtà fatta di donne e uomini che usano la tecnologia e quella stessa AI per restituirla sotto forma di cultura, interscambio, interattività, legame con il territorio e relazioni personali. Creazione, appunto, di trame vitali. —
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