Teatro de la Sena, la piccola Fenice torna a risplendere

La collaborazione tra il Comune di Feltre e lo Stabile del Veneto: il teatro torna in piena attività dopo un secolo. Non solo spettacolo, ma anche centro di produzione: si parte dal Cantiere Goldoni

Ivan Ferigo
Il teatro de la Sena a Feltre
Il teatro de la Sena a Feltre

Una Sena viva, che torni a essere pienamente luogo di spettacolo e comunità. Non solo di programmazione, ma anche di produzione. Primo passo in questa direzione, l’avviso pubblico “Cantiere Goldoni” lanciato dal Teatro Stabile del Veneto e Arteven (scadenza il 7 maggio). È con questa visione che il teatro de la Sena riapre dopo quasi un secolo – e un lavoro lungo, complesso e stratificato del Comune di Feltre – nella sua massima capienza: 290 posti. Venerdì 10 aprile alle 19.30 il primo assaggio ufficiale, con il concerto dell’Orchestra di Padova e del Veneto. La “piccola Fenice”, dove Carlo Goldoni presentò due delle sue prime opere di teatro musicale, tornerà a essere spazio di cultura, vivo e produttivo. Questo attraverso il progetto “La Sena viva”, che sarà illustrato nel dettaglio a fine maggio.

Il Cantiere Goldoni

Il primo passo è “Cantiere Goldoni”, per rileggere l’eredità di Carlo Goldoni. «Abbiamo pensato il Teatro de la Sena come centro di produzione e parte integrante dell’intera filiera teatrale regionale», sottolinea Claudia Marcolin, direttrice generale dello Stabile del Veneto, ieri in vece del presidente Giampiero Beltotto. «Lanciamo un avviso pubblico rivolto alle compagnie teatrali professionali venete. Un bando alla sua quarta edizione, avviato nel 2022 con Goldoni 400». “Cantiere Goldoni” invita a presentare spettacoli che spazino dalla prosa al teatro ragazzi, dalla danza al circo contemporaneo, fino alle forme ibride. Trasformando il repertorio goldoniano e l’intera tradizione teatrale veneta in un laboratorio di linguaggi capace di mettere in dialogo compagnie, artisti e pubblico. «Entro maggio», continua Marcolin, «selezioneremo sei proposte, che confluiranno in una programmazione che si svilupperà tra la Sena e altri teatri regionali tra settembre 2026 e febbraio 2027. Aggiungeremo poi una produzione dei diplomati dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni. E oltre a questi sette spettacoli ci saranno residenze artistiche e percorsi rivolti alla partecipazione della comunità feltrina. Vorremo far sì che i giovani artisti si innamorino di questo gioiello».

Una “casa nova” del teatro veneto

«Spero questo teatro diventi davvero – per dirla con Goldoni – una “casa nova” del teatro veneto», marca Giancarlo Marinelli, direttore generale di Arteven. «Un incubatore di sogni, con la possibilità di portare gli stessi spettacoli in altre sedi e rassegne. Un tentativo, dall’impulso del direttore artistico Filippo Dini, di dare voce alle compagnie venete, nello spirito di Goldoni». Il teatro de la Sena - ristrutturato nel 1802 dall’architetto Gianantonio Selva, già vincitore del concorso di progettazione della Fenice - tornerà a vivere appieno dopo quasi cent’anni. Chiuso nel 1929 per la mancanza di adeguate vie di esodo e sicurezza, ha visto un primo recupero dal 1971 grazie all’impegno di Italia Nostra, con lavori proseguiti fino agli anni ‘90. Una nuova fase è stata avviata nel 2000 con un accordo tra Comune e Soprintendenza, che ha consentito il recupero del corpo storico, ma senza risolvere del tutto la completa fruibilità. Nel 2009 il teatro riapre parzialmente: 123 posti tra platea e primo ordine di palchetti.

I lavori e la svolta

La svolta arriva con il progetto “FE1 – Completamento funzionale del Teatro civico La Sena”. L’intervento ha riguardato soprattutto sicurezza, camerini e completamento degli spazi per il pubblico. Tra 2016 e 2019 si sviluppano progettazione e appalto; ma i lavori, consegnati nel febbraio 2020, subiscono rallentamenti per pandemia, verifiche archeologiche e varianti tecniche. Questi passaggi fanno salire i costi a 2,6 milioni di euro, consentendo finalmente la conclusione di un cantiere strategico per la città. Detto questo, «la struttura va riempita di contenuti», come sottolineato dall’assessore alla cultura Flavia Colle. «Dall’anno scorso, reinstallato il sipario di Tranquillo Orsi, abbiamo avuto migliaia di persone per visite guidate o con rappresentazioni teatrali. Ci siamo chiesti quindi come renderlo fruibile. Questo è un teatro storico nazionale ed europeo: ecco allora il Festival delle pari opportunità, e altri eventi in calendario. Con il Teatro Stabile del Veneto e Arteven abbiamo stabilito un indirizzo d’intenti: che sia una Sena viva. A disposizione della comunità, aperto ai giovani e anche alle aziende». Ieri non sono mancati alla presentazione l’assessore regionale Dario Bond e la sindaca di Feltre Viviana Fusaro. Un patrimonio che a livello pratico sarà gestito, come altri siti cittadini (dalla Galleria Rizzarda alle torri), dalla società rodigina Aqua.

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