Claudio Baglioni ambasciatore della Bellezza: «Venezia è un posto dove sognare»

Il riconoscimento a Palazzo Balbi. Il cantante ripercorre alcuni momenti della sua carriera: «Quella volta al Lido con un pubblico di dieci persone, né applausi né fischi»

Camilla Gargioni
Il riconoscimento a Baglioni a Palazzo Balbi
Il riconoscimento a Baglioni a Palazzo Balbi

La montatura nera spessa, la voglia di riavvolgere il nastro di una carriera che si appresta a celebrare non con un semplice tour, ma al Gran Tour “La vita è adesso”. Claudio Baglioni è diventato ufficialmente Ambasciatore della bellezza, ricevuto a Palazzo Balbi dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Ma Baglioni, innanzitutto, punta a cuore e ricordi, in vista della doppia data che lo aspetta in piazza San Marco il 29 e 30 giugno.

Venezia, quel concerto al Lido senza applausi

«È proprio da Venezia che inizia il mio Grand Tour: tempo fa, ero riuscito a fare una piccola apparizione in piazza, mi è sempre rimasta la voglia», racconta Baglioni. E torna indietro, nel tempo, trovando tra le memorie un momento al Lido di Venezia. «Ero agli inizi della mia carriera, in un locale sotto all’Excelsior», ricorda Baglioni, «avevo appena inciso un 45 giri, lì suonava un gruppo residente, “I Leoni”. Smisero la loro performance, toccava a me». Ma Baglioni è solo, tocca passare dietro le quinte del palco per avviare il registratore, ora che torna davanti al pubblico la canzone è già alla seconda strofa.«Non ci sono stati né applausi, né fischi», dice Baglioni, «allora presi la chitarra, cantai la seconda canzone: a metà del brano, il pubblico, una decina di persone, cominciarono a gridare “Leoni, Leoni”. Mi sono sentito come una sorta di martire».

«La parola bellezza incute timore»

Ma gli aneddoti su Venezia non sono finiti, anzi. Stavolta, siamo nel 1970, premiazioni della Gondola d’Argento: «Arrivai ultimo... ma mi sono rifatto», afferma sorridendo. Ora, Baglioni diventa Ambasciatore della Bellezza 2026, tra i protagonisti del Festival della Bellezza dedicato al “Simbolico” che animerà di appuntamenti anche il Veneto. «La parola bellezza incute timore», riflette Baglioni, «essere ambasciatore fa tremare i polsi. È vero che “ambasciator non porta pena”, ma è difficilissimo mirare alla bellezza. A volte è palese, a volte si nasconde. Mi prendo questa responsabilità: sono alla fine di una lunga carriera iniziata 60 anni fa, in un festival di voci nuove, in un quartiere periferico romano. E pensare che sono timido: forse si diventa artisti proprio per superare questa difficoltà».

Il legame con il Veneto

Poi il legame con il Veneto, i 12 concerti all’Arena rimasti impressi. «Il Veneto mi ha dato tanto», afferma, «ma anche Venezia: prima dei Pink Floyd, ho fatto io un concerto su un palco galleggiante: era in occasione della riapertura dell’Arsenale, ventimila persone sulla banchina». Nel fiume di ricordi, ci sono anche quelli del presidente Stefani, che tira fuori dalla tasca della giacca una lettera su carta rosa, dritta dai tempi del liceo. «La prima canzone che mi hanno dedicato è “La vita è adesso”, sono molto legato alla musica e alla storia di Claudio», sorride Stefani.

Le tappe venete del Grand Tour

Il Grand Tour di Baglioni farà altre tappe in Veneto: sarà il 2 luglio al Castello Scaligero di Villafranca (Verona), il 4 lulgio nella piazza del Castello di Marostica (Vicenza), il 5 luglio al Castello Carrarese di Este (Padova). «Venezia? a volte penso che non esista», conclude Baglioni, «è un incanto, è qualcosa dentro la quale trovarsi e ballare, sognare».

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