Il ritorno di Stucky: sei nuove puntate più film che serie tv
Iniziate a Treviso le riprese del secondo capitolo firmato dal regista De Matteo. Battiston sempre protagonista: «Spero che il mio commissario viva a lungo»

«Anche se Stucky ha una parte importante nella mia carriera, lo vedo come un ottimo punto di partenza e non di arrivo, perché mi considero sempre in cammino e cerco di ritagliarmi situazioni che mi mettano continuamente in gioco. Mi sono divertito tantissimo a dare vita a questo personaggio dieci anni fa con il film Finché c’è prosecco c’è speranza del regista Antonio Padovan, facendolo evolvere nella serie, anche se i suoi connotati sono rimasti gli stessi, e sono quelli che hanno determinato anche il suo successo televisivo».
«Recentemente mi è stato detto che la gente non può non amare Stucky, per la sua umanità, fatta anche di fragilità, oltre che di intelligenza di pensiero e curiosità verso il mondo, in una realtà di provincia, bellissima e non inflazionata, capace di amplificare queste sue caratteristiche. Spero che il mio commissario abbia lunga vita».
Con questo augurio Giuseppe Battiston ha battezzato la seconda stagione della serie Stucky, presentata a Treviso, dove dal 27 aprile sono in corso le riprese di nuove sei puntate da mandare in onda in prima serata su Rai1 nell’autunno prossimo.

L’ovvietà del male
Il capoluogo della Marca torna ad animare (dopo la prima stagione, su Rai2 nel 2024) le indagini del celebre commissario nato dalla penna di Fulvio Ervas, che da fine osservatore delle dinamiche più oscure e ancestrali della società (dalla corruzione al tradimento, dalla sete di potere all’invidia per il denaro), continua a combattere l’ovvietà del male, spesso vestito in abiti eleganti.
I crimini sono infatti quasi un pretesto per far emergere relazioni perverse, ammantate da perbenismo, in un quella che da più parti, anche per la location trevigiana, è stata considerata la versione 3.0 di Signore & Signori.
Dietro la macchina da presa c’è il regista Ivano De Matteo (marito della sceneggiatrice triestina Valentina Ferlan) e accanto a Battiston ritroviamo Barbora Bobulova, nel panni di Marina, il medico legale di cui lui è innamorato; l’oste amico e confidente Secondo, che ha il volto di Diego Ribon; gli agenti Landrulli e Guerra, interpretati da Laura Cravedi e Alessio Praticò.
La produzione è targata Rosamont (company fondata nel 2018 da Battiston con Marica Stocchi), Rai Fiction e Rai Com, con il contributo della Regione Veneto e il sostegno della Veneto Film Commission. I nuovi episodi sono stati scritti da Valerio Attanasio con Battiston e il pordenonese Adriano Candiago (David di Donatello per la co-sceneggiatura di Le città di pianura), ispirandosi alle atmosfere noir di Ervas, ma proponendo casi diversi rispetto ai suoi romanzi.
«Sono contento di questa nuova rotta», ha detto lo scrittore, «perché mi sento come un padre che ha visto il figlio crescere e andare avanti per la sua strada, raccontando in maniera così viva e sincera questo territorio che amo. Sono anche curioso perché il nuovo regista mi ha dato l’impressione di essere un grande narratore».
Uno sguardo local
De Matteo, che ha firmato una decina opere per il grande schermo (tra cui Villetta con ospiti, girato a Bassano, e il recente Una figlia), per la prima volta si cimenta con la serialità, promettendo un taglio fortemente cinematografico e uno sguardo “glocal”, Battiston lo ha definito infatti «il regista meno italiano con cui abbia lavorato», per la sua capacità di visione e di gestione del set.
«Sto girando le sei puntate come fossero sei brevi film», ha svelato De Matteo, «mantenendo la linea orizzontale della vita privata di Stucky e della sua storia d’amore con Marina, che resta platonica anche in questa seconda stagione, ma ho spinto di più sull’aspetto crime dei sei omicidi, tutti diversi, che coinvolgono varie location di forte impatto visivo, come il cimitero dei Burci sul Sile tra Casier e Silea, i vigneti delle colline coneglianesi patrimonio dell’umanità Unesco, o la bellissima villa Corner Campana a Santa Lucia di Piave, sempre con Treviso, dove Stucky vive e lavora, che fa da cornice».
Protagonisti di puntata
Il territorio diventa protagonista, conferendo autenticità alle storie rappresentate come «gancio per il pubblico e volano per il turismo», ha sottolineato Ivan Carlei, vicedirettore di Rai Fiction, mentre la produttrice Stocchi, originaria di Cappella Maggiore, ha cercato nei cast “di puntata” una significativa presenza di attori veneti, tra cui Paolo Pierobon, Michela Cescon, Matteo Cremon e Maria Roveran, oltre a un nutrito impiego di comparse e figurazioni speciali selezionate tra i 1.300 candidati ai provini organizzati dal centro Mira Project di Vicenza.
A fine presentazione è arrivato anche l’annuncio a sorpresa del sindaco di Treviso, Mario Conte, che consegnerà a Battiston le chiavi della città in occasione della messa in onda della prima puntata di Stucky 2 «per il suo ruolo di ambasciatore di Treviso nelle reti televisive nazionali, dando una giusta immagine dei veneti, affrancati dagli storici ruoli di secondo piano, per lo più macchiettistici e stereotipati».
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