Tra lo Stabile del Veneto e la Biennale un’alleanza «russa»
Le due istituzioni uniscono le forze per cavalcare la “Veneto Wave”. La nuova stagione: nel cartellone 26-27 c’è il balletto russo con lo Schiaccianoci. Beltotto: «Siamo dalla parte del mondo che costruisce ponti»

Nel giorno in cui l’Accademia Carlo Goldoni porta al debutto un suo lavoro (Comeradovera) sul palcoscenico della Biennale Teatro, lo Stabile del Veneto si prende anche uno spazio a Ca’ Giustinian, che della Biennale è casa, per presentare La realtà non basta, cioè il cartellone della stagione 2026-2027. Così, ancora prima del lungo elenco di produzioni, co-produzioni e grandi nomi in arrivo, diventa notizia questa sinergia tra «due avamposti culturali che in passato sono stati distanti, se non addirittura in competizione», come riconosce Andrea Porcheddu, intervenuto per la Biennale Teatro in vece del direttore Willem Dafoe. Sotto il logo della nuova stagione – una farfalla disegnata dall’artista catalano Javier Jaén che simboleggia la trasformazione ma anche il sogno di volare della crisalide – il presidente Giampiero Beltotto può parlare di «sistema culturale» che significa «abbandonare i privilegi», mettersi in discussione e cercare alleanze. «Così», dice, «può succedere che un’istituzione come la Biennale ti apra le porte».
La ricerca di una casa per la scuola di teatro
Cosa produrrà questa nuova alleanza, lo si scoprirà nel tempo. Lo Stabile intanto cerca casa a Venezia – e non altrove – per la sua scuola di teatro e naturalmente sogna di intensificare le collaborazioni con Ca’ Giustinian. Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, apre le porte: «Lavoreremo insieme per fare dell’arte il lievito di cui beneficia la nostra attività. Io poi sono innamorato dei teatri, luoghi in cui la società diventa comunità».
Il balletto russo
E per far sentire ancora più stretta la vicinanza, Beltotto annuncia che nel cartellone del Tsv c’è anche un balletto russo, quello dello Schiaccianoci (il 26 dicembre al Goldoni). «Perché noi», chiarisce il presidente dello Stabile, «siamo dalla parte del mondo che costruisce ponti». Ogni riferimento al padiglione russo della Biennale Arte è puramente voluto. La stagione, come sempre composta da più cartelloni – uno per ogni città e due per Padova dove Le Maddalene avranno un programma di teatro contemporaneo – si annuncia ricchissima.
Da Alcesti a Incendi
Brillano gli occhi al direttore artistico Filippo Dini, che sarà in scena anche in due delle maggiori produzioni, l’Alcesti (che ha debuttato a Siracusa) e Incendi di Wajdi Mouawad per la regia di Marco Lorenzi. «Credo molto nella Veneto Wave di cui tutti parlano, quest’onda veneta che è delicata ma può portare l’arte di questo territorio a una dimensione internazionale», dice. E sulla stagione aggiunge: «Abbiamo bisogno di un teatro che ci pone grandi domande».
Ecuba di Marina Carr e molti altri
Il cartellone si compone di 83 spettacoli, 37 titoli in abbonamento, 16 fra produzioni e co-produzioni. Detto dell’Alcesti e di Incendi, il terzo grande appuntamento è Ecuba di Marina Carr. La Veneto Wave porterà Pennacchi e Vacis (con Ruzante), Paolini, Sangati (che mette in scena Goldoni e Trevisan). Grandi nomi? Tanti: Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Paolo Calabresi, Claudio Casadio, Emma Dante, Elio De Capitani, Anna Ferzetti, Salvo Ficarra, Anna Galiena, Massimiliano Gallo, Greg, Luca Marinelli, Neri Marcorè, Nello Mascia, Stefano Massini, Ivana Monti, Umberto Orsini, Maria Paiato, Carolina Rosi, Lunetta Savino, Antonio Zavatteri. E poi ci sono gli spettacoli “Fuoriserie”, come quelli di Buttafuoco e Umberto Curi dell’anno scorso, che diventeranno libri stampati da Ronzani.
I progetti di internazionalizzazione
Altre novità: si intensificano i progetti di internazionalizzazione, con collaborazioni nuove in partnership con istituzioni teatrali di Germania, Lettonia e Lituania. I prezzi: saranno sostanzialmente invariati, perché se da un lato gli sconti per gli over 65 si spostano sulla fascia over 70, dall’altro si riducono i prezzi per gli under 26. La campagna abbonamenti parte il 23 giugno. Parte anche un programma di membership per fidelizzare il pubblico. Novità anche sul fronte dell’inclusione e della sostenibilità: aumenta il numero di spettacoli senza barriere linguistiche. Programma completo della stagione su teatrostabileveneto.it.
Riproduzione riservata © il Nord Est








