Dagli Smiths a Billie Eilish, Johnny Marr a Udine: «Le idee mi vengono mentre corro»
Il celebre chitarrista di Manchester lunedì 20 luglio in Castello: «Mi piacerebbe raggiungere i Gorillaz a Trieste»

Johnny Marr ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della musica alternativa. Dagli esordi con The Smiths, che lo hanno consacrato come uno dei songwriter e chitarristi più influenti della sua generazione, il suo percorso creativo lo ha visto al centro di progetti fondamentali come The The, Electronic, Modest Mouse e The Cribs, oltre a collaborazioni con Pretenders, Talking Heads, The Avalanches e con il compositore Hans Zimmer, con cui ha lavorato alla colonna sonora dell’ultimo film di James Bond, “No Time To Die”, firmando insieme a Billie Eilish la title track candidata all’Oscar.
L’artista di Manchester è in concerto lunedì alle 21 al Castello di Udine, organizza VignaPR e FVG Music Live, in collaborazione con il Comune di Udine, PromoTurismoFVG e Comcerto.
Marr, ha ricordi particolari dell’Italia?
«Un bel concerto a Roma con i Modest Mouse nel 2008 e prima con gli Smiths. Da solista sono tornato più spesso, negli ultimi anni ho suonato in posti molto belli».
Che scaletta porta a Udine?
«Includerò canzoni dall’album nuovo in uscita a ottobre, essendo stato in tour nel vostro paese di recente, ci tengo a portare qualcosa di diverso. Con la band attuale siamo insieme da 13 anni e questo è il mio quinto disco solista, quindi di repertorio ne abbiamo. Alla fine, ovviamente, c’è qualche pezzo degli Smiths, degli Electronic. Non voglio inserire pezzi troppo oscuri, e se sono sconosciuti si tratta di inediti».
Ha cambiato modo di scrivere con gli anni?
«In qualche modo sì. Sto scrivendo sempre più di me stesso. Quando ho iniziato con i dischi solisti nel 2011, non volevo essere autoriferito, parlare di sé mi sembrava una cosa che stavano facendo tutti, mentre quelli che ammiravo come Brian Eno, Siouxsie and The Banshees, The Cure, non lo facevano. Mi concentravo allora su altri concetti. Ma adesso mi rifletto negli altri, osservo le persone sulla metro, che vanno a lavorare, o quelle sui social media. E penso che agli ascoltatori piaccia sentire le tue storie».
L’album in arrivo s’intitola “The Age of Everything”. A cosa si riferisce?
«Una frase che ho catturato in una conversazione, l’ho subito annotata nel mio telefono perché mi è sembrata un’espressione adatta per un titolo. L’età per ogni cosa: viviamo in un’epoca di tante possibilità. Sono una persona ottimista, anche idealista, guardo alle nuove generazioni con fiducia. A volte osservo i giovani nel centro di Londra e li ammiro, penso che abbiano gli strumenti per cambiare ciò che non va».
Lei è un esempio salutare: vegano, niente alcolici, fa sport, corre maratone. Lo stile di vita si riflette nelle sue canzoni?
«Se ci fate caso, i miei pezzi sono tutti up tempo e pieni di energia. E questo perché le idee mi vengono soprattutto mentre corro, così lo spirito della corsa si riversa nella musica. Ne sono contento, voglio che i miei dischi suonino bene con la luce del sole, come succede con le canzoni dei Pet Shop Boys».
È più difficile comporre buone canzoni “diurne”?
«Assolutamente, è più semplice calarsi nel mood notturno. Tanto che in ogni album, accanto ai pezzi energetici, mi sforzo di comporne almeno uno un po’ triste ed emotivo, più lento. Aggiungo poi che sono perennemente in tour da quando mi sono unito agli americani Modest Mouse nel 2005, e poi con i britannici The Cribs, da solista con la mia band siamo stati in America, Europa, Cina: insomma, il mio stile di vita dimostra che ci sto ancora dentro fisicamente».
Tra le tante collaborazioni, è stato ospite (in studio e live) dei Gorillaz. Li raggiungerà a Trieste sabato?
«Mi piacerebbe, ne abbiamo discusso quando abbiamo suonato allo stadio di Londra, una delle serate più incredibili della mia vita. Ho partecipato a quattro brani del loro ultimo album “The Mountain”, sono stati in India e hanno coinvolto musicisti da tutto il mondo, differenti culture, generi, etnie in una mescolanza splendida».
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