Sanremo 2026, ecco le trenta canzoni in gara: l’ascolto in anteprima

Sui temi vince l’amore, tra le voci spiccano Arisa e Malika Ayane. Occhio alla coppia Fedez-Masini, Elettra suona debole. Carlo Conti si tiene i jolly in tasca: «Una grande responsabilità»

Cristiano Cadoni
L'ascolto in anteprima delle canzoni di Sanremo a Milano
L'ascolto in anteprima delle canzoni di Sanremo a Milano

Di rock - ma non è una novità - ce n'è ben poco. Tanto pop, una spruzzata di rap (annacquato), le solite melodie sanremesi in dosi abbondanti, ma anche - un po' a sorpresa - country, sonorità mediterranee e quel po' di urban che fa tanto musica giovane, con due o tre g. Sanremo 2026 ha ben poche sorprese in tasca, almeno sul fronte delle canzoni. Il preascolto riservato alla stampa negli studi Rai di Milano e Roma ha dato ragione al direttore artistico e presentatore Carlo Conti che parlava di grande varietà di generi, ma ha sollevato molte perplessità sulla qualità delle proposte. E su trenta, almeno un terzo è sembrato di troppo.

Conti: «Una grande responsabilità»

«La scelta è stata difficile», ha detto lo stesso Conti. «Sento sempre una grande responsabilità al momento di decidere, ogni anno è come andare dal fioraio e scegliere gli elementi per un bouquet che sia il più possibile vario e colorato e che possa andare incontro ai gusti del pubblico. L'anno scorso ci siamo riusciti, c'era qualche nome meno conosciuto ma che poi ha fatto l'exploit, ci auguriamo che possa andare così anche quest'anno». La proposta, in effetti, è varia e in grado di intercettare gusti anche molto diversi.

Temi: vince l’amore

Vince l'amore, manco a dirlo. Ma in forme anche nuove, ripiegate verso l'introspezione personale, dalle parti delle crisi interiori e dei percorsi di rigenerazione individuale. Amori falliti e amori ancora da scoprire offrono un'alternativa al solito amore romantico - che comunque non manca. Scarseggia l'attualità e questo un po' sorprende perché gli spunti non mancherebbero. Un paio di riferimenti alla guerra ma poco altro, come se Sanremo prendesse ancora una volta la residenza dentro una bolla tutta sua.

Voci: spiccano Arisa e Malika Ayane

Si fanno notare proprio quelle che ci si può aspettare leggendo l'elenco dei trenta artisti in gara. Serena Brancale, Arisa e Malika Ayane, al primo ascolto, sembrano averne di più. E' sempre elegante quella di Patty Pravo. Potente quella di Renga. Fresca quella di Nayt. Ma c'è anche un uso spregiudicato ed eccessivo di autotune.

Testi: Ditonellapiaga strepitosa

Strepitoso quello di Ditonellapiaga, ode al fastidio su base techno. Piacciono quelli di Levante, di Nigiotti (che nella scrittura è stato affiancato da Pacifico, e si sente), di Chiello (tra i più belli anche dal punto di vista musicale), di Fulminacci e dello stesso Nayt.

I favoriti: occhio a Fedez-Masini

Il duetto Fedez-Masini non spacca, suona lamentoso e la combinazione di voci e stili così diverse risulta spiazzante. Ma pop e rap così intrecciati potrebbero piacere e raccogliere tanto al televoto. Tommaso Paradiso fa precisamente quello che ci si aspetta, senza rischi, un compitino sufficiente, ma anche lui si piazzerà in alto. Occhio a Serena Brancale che gioca a fare Giorgia con un pezzo da Giorgia-a-Sanremo, sapendo che funziona.

I peggiori: debole Elettra, Michele Bravi tutto luoghi comuni

Con la premessa che è un primo ascolto, dunque i giudizi non sono sentenze, suonano decisamente deboli Elettra Lamborghini - un pezzo che non si può reggere neanche al chiosco in spiaggia; Sal Da Vinci, canzone anacronistica per non dire vecchia ma che può avere una sua vita alle feste di matrimonio; Samurai Jay, andale andale e altre banalità cantate con l'autotune; Lda e Aka7even, tarantelleggianti in modo insostenibile; Michele Bravi, che mette insieme una quantità sorprendente di luoghi comuni in soli tre minuti.

Che festival sarà

Conti si è tenuto più di qualche jolly in tasca. Ha fatto le barricate sui grandi ospiti ("Ma magari invitiamo Madonna a duettare con Patty Pravo", ha detto, senza smentire invece che in una serata ci sarà spazio per i 60 anni dei Pooh) ma si è sbilanciato un po' di più sugli omaggi, quello a Baudo ("Tutto il Festival è dedicato a lui che l'ha creato così come lo facciamo e quest'anno faremo anche due serate di Sanremo Top a marzo"), ma anche al maestro Peppe Vessicchio, a Ornella Vanoni e a Tony Dallara ("Li ricorderemo, almeno con un applauso"). I duetti li annuncerà domenica sera al Tg1, le polemiche social - dice - non gli interessano «e comunque tendo ad ascoltare gli esperti più che tutti gli altri, perché in questo caso uno non vale uno».

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