Un’oasi nell’apocalisse, così la magia del Cansiglio ha stregato Hollywood
Esce mercoledì 26 agosto il film di Ridley Scott “The Dog Stars – Le stelle dopo la fine” girato nelle prealpi tra il trevigiano, il bellunese e il pordenonese, oltre che in Carnia, in Abruzzo e a Cinecittà: «Cercavamo luoghi sereni e bucolici»

«Cercavamo luoghi che apparissero sereni e bucolici piuttosto che eccessivamente ostili e abbiamo trovato aree perfette per rappresentare le regioni montuose descritte nella storia».
Tra queste aree perfette c’è il Cansiglio, con la sua piana e il suo bosco, ma anche i villaggi cimbri e le Dolomiti sullo sfondo, tutte location corrispondenti all’obiettivo dichiarato da Michael Pruss, produttore di “The Dog Stars – Le stelle dopo la fine”, che il leggendario regista Ridley Scott ha girato la primavera scorsa nelle prealpi tra il trevigiano, il bellunese e il pordenonese, oltre che in Carnia, in Abruzzo e a Cinecittà.
La pellicola
Il film, con un cast hollywoodiano all’ultimo grido, dal protagonista Jacob Elordi (idolo delle teenagers ma non solo) a Margaret Qualley (femme fatale sulla breccia dell’onda), ma anche Josh Brolin e Guy Pearce, uscirà al cinema mercoledì prossimo e trapelano già le prime informazioni sul set, che all’epoca delle riprese (in Cansiglio a inizio maggio) fu blindatissimo con un fuggi fuggi di notizie sulle cinquecento comparse utilizzate, sui voli di un Cessna sopra le Dolomiti, sui villaggi Cimbri trasformati in villaggi dei sopravvissuti.
La missione
Proprio così, perché la storia, tratta dal romanzo “The Dog Stars” di Peter Heller, è ambientata in un mondo post apocalittico, dove un’epidemia ha sterminato la maggior parte della popolazione e il giovane pilota Hig (Elordi), ormai solo con il suo cane, si dà la missione di aiutare chi è rimasto.
Così ogni giorno rifornisce la fattoria mennonita e perlustra le zone circostanti, nel film rappresentate dal Vallorch a Fregona, dalle località Le Rotte e Genzianella, e Polcenigo.
I mennoniti (discepoli di una chiesa protestante simile agli Amish) vivono isolati e sostentati da un sistema contadino rispettoso della natura, quasi gli alter ego cinematografici dei cimbri, altrettanto operosi e devoti all’ambiente di cui si sentivano parte integrante. «Hig ha un gruppo di persone che può raggiungere solo per via aerea, ovvero i mennoniti e le famiglie che vivono felicemente unite e che sono anche contadini» spiega Ridley Scott. «Ed è curioso pensarci, ma in questo mondo post apocalittico i contadini diventano improvvisamente molto preziosi perché sanno coltivare la terra e sfamarsi».
Le altre location
Gli eventi si collocano in un ipotetico 2035 e si svolgono in Colorado, “interpretato” oltre che dal Cansiglio, anche dalle rive del lago di Bordano e dagli ambienti rurali di Trasaghis (Udine), a cui si aggiungono le Dolomiti sorvolate da Hig.
«Per un attore» svela Elordi, «tutto diventa molto più facile quando puoi guardarti intorno, sentirti avvolto da queste montagne gigantesche e percepire il clima, l’aridità, il caldo o il freddo: tutto questo rende la nostra esperienza più tangibile, e il film più credibile per il pubblico che lo vedrà al cinema».
I luoghi reali «sereni e bucolici» del Cansiglio sono stati un balsamo per l’anima di Margaret Qualley che dichiara: «Adoro stare nella natura, ed è stato davvero positivo per il mio cane. C’erano tantissimi campi e prati a perdita d’occhio, la pace e la tranquillità sono state terapeutiche per tutti noi».
Non resta che aspettare qualche giorno per scoprire come Scott abbia reso tutto questo sul grande schermo, con il suo tocco da maestro di indimenticabili capolavori, ispirato stavolta dalla bellezza delle nostre montagne.
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