Pretty Woman e Ghost: il romanticismo come rivoluzione culturale

Riproposti in versione restaurata per San Valentino, Pretty Woman e Ghost non sono soltanto cult romantici: sono documenti emotivi di un passaggio storico. Tra la fine delle ideologie e l’avvento della connessione globale, l’amore raccontato da Julia Roberts e Demi Moore diventa metafora di un’epoca che credeva possibile superare ogni limite — sociale, economico, perfino esistenziale

Elena GrassiElena Grassi
Pretty Woman torna al cinema per San Valentino
Pretty Woman torna al cinema per San Valentino

“Pretty Woman” di Garry Marshall con Julia Roberts e Richard Gere, e “Ghost” di Jerry Zucker con Demi Moore e Patrick Swayze, tornano al cinema sabato 14 febbraio in versione restaurata per un San Valentino all'insegna dell'amarcord sul grande schermo.

Entrambi i film uscirono nel 1990 imponendosi da subito come successi planetari in grado di far sognare intere generazioni.

Ora si preparano a riconquistare le sale italiane con la loro dose inarrivabile di romanticismo, lo splendore giovanile di due dive hollywoodiane agli albori, e colonne sonore culto, nella nostra mente, da allora, indissolubilmente legate alle immagini. Perch é sono proprio le musiche a condurci dentro al fulcro narrativo delle vicende : dal leitmotiv originale “Pretty woman”, che accompagna le sperdute azioni di Vivian da finta fidanzata del milionario Edward, alla commovente evergreen "Unchained Melody", che suona mentre Molly plasma con le sue mani un vaso di terracotta abbracciata dal fantasma del defunto compagno Sam.

Lo spirito del tempo

Due titoli assurti a pietre miliari nella storia della commedia romantica americana , perché hanno saputo interpretare perfettamente lo spirito del proprio tempo, caratterizzato dall'abbattimento delle barriere sociali, culturali e ideologiche (siamo tra la caduta del muro di Berlino nel 1989 e la conclusione definitiva della Guerra fredda nel 1991).

Negli anni Novanta, inoltre, internet si diffonderà su larga scala in Occidente diventando alla portata di tutti e avverando la profezia di Marshall McLuhan sul “Villaggio Globale”.

Il sapere è reso accessibile da un click senza distinzioni di classi, le persone cominciano a connettersi tra loro con modalità che le rendono assolutamente pari perché schermate dalla tecnologia, l'ottimismo per un futuro più democratico, nel senso esteso del termine, rende tutto possibile, perfino che un ricco magnate voglia costruirsi una nuova vita insieme ad una prostituta, e che l'amore possa addirittura infrangere il confine definitivo tra la vita e la morte.

L'amore senza limiti

Perché questo è il vero tema comune a “Pretty Woman” e “Ghost”, che ci rende capaci di innescare i nostri più profondi desideri ancora oggi: l'assenza di limiti imposti dalle convenzioni, di qualsiasi natura esse siano.

 

Ghost uscì in sala nel 1990
Ghost uscì in sala nel 1990

Tale rivoluzione comporta l'attribuzione del proprio valore a ciò che noi siamo e non a ciò che possediamo, permettendoci di raggiungere qualsiasi obiettivo, sia con la ragione che con il sentimento, con l'azione o la contemplazione, indifferentemente dal fatto di unirsi per sempre (come nella “favola” chiesta da Vivian a Edward) o lasciarsi per sempre (come Molly e Sam dopo la loro relazione tra anime).

Di Vivian più volte viene sottolineata l'intelligenza, che non risiede più nel titolo di studio , ma piuttosto nella capacità di comprensione dell'altro, di empatizzare, di trarre il meglio dalle situazioni più scomode (l'intelligenza emotiva che Goleman teorizza nel 1995), mentre Molly è dotata da una forte spiritualità, da un pensiero trascendente, dalla capacità di “sentire” l'invisibile, agevolando il ritorno terreno del fantasma di Sam a ciò che è rimasto in sospeso prima di potersene andare (come secondo le teorie New Age che prendono quota negli anni Novanta).

L'empowerment femminile

Vivian e Molly, nella loro complementarietà, sono testimonial ante litteram dell'empowerment femminile che si stava liberando alla fine del secolo scorso, sole contro il sistema, ma forti di una personalità e di un carisma, che ha dato corpo a personaggi così dirompenti, da trasformare Julia Roberts e Demi Moore, all'epoca sconosciute, in icone del cinema mondiale. Per questo “Pretty woman” e “Ghost” reggono, perché non c'è presente , in ogni epoca, che non rincorra il sogno dell'uguaglianza, della possibilità infinita, della forza di andare avanti, nonostante tutto, verso un “happy end”, magari inconciliabile con la realtà di ciascuno, ma di cui si nutre irrinunciabilmente la speranza di ognuno, anche di chi a San Valentino è single, felicemente o meno, ma potrà comunque godersi questi due intramontabili “feel good” movie.

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