Premio Lago juniores, ecco i vincitori: «Olimpiadi, emozioni e sfida di pace»

A Treviso la premiazione degli studenti, presenti gli sportivi Manuel Bortuzzo, Sara Simeoni e Rossano Galtarossa

Tommaso Miele

Sport e tregua: scenari necessari, quelli al centro della decima edizione del Premio Giorgio Lago juniores. Giovedì l’Auditorium di Santa Caterina a Treviso ha ospitato l’incoronazione dei suoi tre giovani vincitori 2026, nell’anno del tema “Olimpiadi, sfida di pace”: prima classificata Martina Faccio (liceo Gian Battista Brocchi di Bassano del Grappa), seguita da Sara Perin (liceo Duca degli Abruzzi di Treviso) e da Riccardo Antonello (liceo Classico Giorgione di Castelfranco).

Promosso dall’Associazione Amici di Giorgio Lago in collaborazione con il Comune di Treviso e il Centro Studi Regionali Giorgio Lago dell’Università di Padova, rivolto agli studenti delle classi quinte degli istituti superiori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, il concorso intitolato alla memoria del giornalista veneto ha coinvolto alcuni testimonial dello sport e della politica regionale.

Oltre al sindaco di Treviso Mario Conte e al presidente della Regione Alberto Stefani (che ha sottolineato la valenza della professione giornalistica come baluardo e ultima difesa da porre innanzi alla semplificazione imperante), di profondo interesse l’intervento di tre grandi atleti ed ex atleti olimpici.

Sara Simeoni, oro nel 1980 a Mosca, ha ricordato i suoi trascorsi con viva emozione. «Partecipammo all’Olimpia senza la bandiera italiana e non fu suonato l’inno; ma non dimentico che eravamo circondati da penne eccezionali, che valorizzavano l’emozione. Oggi - ha aggiunto la veronese -vengono creati prima i personaggi che le imprese».

Rossano Galtarossa, oro olimpico nel quattro di coppia a Sydney 2000, ha esternato tutto il suo amore per lo sport, «Qualcosa di talmente bello - ha detto - da regalare emozioni impagabili», evidenziando come il canottaggio sia spesso più una disciplina di squadra che non una solitaria esibizione di forza. E poi Manuel Bortuzzo: il trevigiano classe 1999, medaglia di bronzo nei 100 metri rana ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, ha “celebrato” la voglia di lottare.

«Non ho mai compiuto imprese eroiche, ma ho inseguito uno stile di vita positivo: disciplina e rigore. Lo sport lo insegna». Ai tre studenti sul podio sono state assegnate altrettante borse di studio, da 1000, 750 e 500 euro destinate a sostenere il percorso universitario; “Giovani al bivio: restare o lasciare il Nordest?” sarà il banco di prova per l’edizione 2027. —

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