L’ultima utopia di Ceroli tra come siamo e come potremmo essere

La mostra alla galleria 21ARt di Treviso. Il curatore: «È l’ultimo no di un artista che non ha mai accettato compromessi»

Elena Grassi

 

Si attraversano le macerie della guerra, simbolica, ancestrale, che racchiude tutti i conflitti in corso, tra i lacerti di rame anneriti, sfrangiati, violentati, che ci ammoniscono dalle pareti, per poi svoltare l’angolo e ritrovarsi in un’atmosfera dalle “Mille e una notte”, una sala dove tutti i materiali presenti, dai pezzi di legno alle pietre di fiume, sono ricoperti d’oro zecchino ed emanano una luce limpida e quasi accecante. Sono i due mondi dell’umana esistenza, il “come siamo” persi nelle ceneri della distruzione, e il “come potremmo essere”, spiritualmente elevati al bene, ovvero quanto di più prezioso ogni anima possiede.

L’ultima Utopia. Ceneri e germogli, cronache dal Presente è un’installazione totale e immersiva, che ben rappresenta quell’incrocio tra arte e scenografia per il cinema e il teatro, a cui Mario Ceroli ha dedicato i suoi settant’anni di ricerca creativa. Questo suo ultimo lavoro, con la curatela di Cesare Biasini Selvaggi, è inedito e realizzato site specific per la galleria 21Art di Treviso, che lo ospiterà fino al 31 luglio (ingresso libero da martedì a domenica, 10-13 e 15-19).

Trait d’union fra le due dimensioni è una stringa di travi lignee, vestite da un celeste ipnotico, che si ritrova poi nella composizione della grande scritta “Evviva”, considerata da Biasini Selvaggi una sorta di autoritratto di Ceroli, per quelle lettere a stampatello maiuscolo, l’alfabeto da cui si genera il linguaggio, e l’esclamazione benaugurante di un artista critico ma sempre orientato alla speranza.

«Il concetto di “utopia” qui non significa un mondo ideale e irrealizzabile, ma significa non accettare ciò che non va di questo mondo», spiega il curatore.

«È l’ultimo no in ordine di tempo, affermato da Ceroli, che non ha mai accettato compromessi, e che non si piega al politicamente corretto, opponendosi, con il suo lavoro, a tutto ciò che considera ingiusto e disumano, come in questo caso le guerre. Ma ci prospetta comunque un’alternativa, da ricercare nella capacità dell’uomo di elevarsi attraverso l’arte, la creatività, la spiritualità, tutte rappresentate simbolicamente dall’oro, materiale che, come il legno degli alberi, esprime la spinta dell’uomo verso l’alto».

Innovatore, indipendente, ironico, sono tre aggettivi chiave per descrivere Ceroli-artista, che pur incontrando per un periodo i destini del movimento dell’Arte povera, ha sempre mantenuto uno sguardo poliedrico e personale, come testimoniato dalle opere esposte in sei Biennali di Venezia (premiato in quella del 1966) e quattro Quadriennali d’arte di Roma, dalle scenografie ideate e costruite per il teatro di Ronconi e i film di Pasolini e Patroni Griffi, e dall’allestimento di molte chiese d’Italia.

Dopo la grande retrospettiva “Ceroli totale”, che si è conclusa a gennaio scorso alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’artista ha accolto con trasporto e partecipazione la collaborazione con 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton e Davide Vanin.

«Ringrazio questa galleria coraggiosa per avermi ospitato con la mia nuova installazione», ha detto Ceroli all’inaugurazione, «perché mi considero ancora un giovane artista che vuole mostrare quello che fa. Vi ho portato il legno, la materia primaria della mia vita, perché quando cominciai a scolpire ero così povero da potermi permettere solo questo materiale, e l’ho dipinto di blu in onore al Veneto, perché è il colore del cielo che ho visto alla Cappella degli Scrovegni di Giotto e che mi ha ricordato anche il solfato di rame dei viticoltori. Da sempre inoltre utilizzo la terra colorata dei fratelli Dolci di Verona, conosciuti dagli anni Settanta. La stanza dell’oro è invece ispirata al Museo del Cairo e a Tutankhamon, mentre dai lacerti di rame vedrete emergere profili umani e le ali di una colomba: i germogli che nascono dalle ceneri dell’ultima utopia».​​​

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