Patty Pravo: «Il palco è una botta d’amore»
La cantante veneziana porta al Geox di Padova il suo tour “Opera”: «Canto per Ornella Vanoni e Gino Paoli. I concerti sono una goduria»

Patty Pravo, la signora della canzone italiana, l’ultima delle grandi dive, si esibirà al Gran Teatro Geox di Padova, giovedì 14 maggio alle 21 con il suo nuovo “Opera Tour”. La cantante veneziana, all’anagrafe Nicoletta Strambelli, icona di stile, libera, anticonformista, ha sempre mostrato la capacità di cambiare il proprio linguaggio musicale e il proprio look. Particolarmente amata dal pubblico veneto, presenterà dal vivo il suo ultimo album Opera che prende il titolo dal successo lanciato al Festival di Sanremo. Ma porterà sul palco anche i suoi classici, come La bambola, Pazza idea, …e dimmi che non vuoi morire e Pensiero stupendo. Non mancheranno gli omaggi a Ornella Vanoni, Gino Paoli e Lucio Battisti.
«La scaletta naturalmente comprenderà Opera e tutti i pezzi che sono contenuti nel nuovo album», racconta lei. «E poi tutti i miei classici. Ci sarà un doveroso omaggio a Ornella Vanoni, eravamo tanto amiche, io la chiamavo affettuosamente Ornellik. Sarò accompagnata dalla mia band, composta da Luca Proietti (tastiere), Daniele Natrella (batteria), Giuseppe Iodice (chitarra), Alessandro Chimienti (chitarra), Elisabetta Pasquale (basso) e Cristiana Polegri (sax)».
Le va di regalarci un ricordo della Vanoni?
«Ornella è stata una grande artista oltre che una grande donna, aveva un senso dell’umorismo meraviglioso e poi adorava abbracciare. Quindi a me mancano molto i suoi abbracci, oltre alle lunghe chiacchierate telefoniche».
Recentemente se n’è andato anche Gino Paoli.
«Purtroppo sì. In concerto ricorderò Ornella con un brano scritto proprio da Gino: Ti lascio una canzone. Quindi, sarà un modo per rendere omaggio a entrambi. Poi ci sarà un momento dedicato a un altro grande della canzone italiana: Lucio Battisti».
Con il concerto di Padova tornerà nel suo Veneto: si sentirà a casa?
«Certo, sarà molto divertente, con un po’ di gente di casa mia, verranno tanti amici, sarà come una grande festa».
Il tour teatrale segue le presentazioni del disco nei musei, poi in estate?
«Farò un altro tour, dai teatri passerò alle arene all’aperto, ma la cosa importante è che continuerò a incontrare il pubblico, questa cosa mi rende molto felice».
Quest’anno ha partecipato al Festival di Sanremo per l’undicesima volta, quel palco continua a regalarle emozioni?
«Sa, i palcoscenici a noi artisti danno sempre un’emozione, non solo perché si tratta del Festival. A Sanremo c’è un gran lavoro da fare, si tratta di una manifestazione importante e impegnativa però quando sei sul palcoscenico è solo piacere, è una goduria. Se non si gode di queste cose nella vita che cosa ci stiamo a fare a questo mondo? Il mio mestiere è meraviglioso, perché stare su un palcoscenico, avere il pubblico che ti ama, è una botta d’amore meravigliosa che ci fa sentire in cielo».
Con “Opera”, il suo ultimo album, ha dimostrato di saper lavorare con un ampio team di autori importanti. «La ringrazio per l’osservazione, però devo dire che il produttore Taketo Gohara mi ha aiutata molto, anzi direi che è stato fondamentale. Sono stata molto contenta, comunque, di aver potuto collaborare con autori come Giovanni Caccamo, che è stato anche Art Director del concept grafico del disco, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Morgan, Serena Brancale, Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi (Baustelle), Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista), Marianne Mirage e Andrea Bonomo, Federico Dragogna, Pierpaolo Capovilla, Cristina Donà e Saverio Lanza».
Che emozione ha provato quando ha sentito “La bambola” cantata da Madonna?
«Noi abbiamo cominciato a dialogare su Instagram e quindi quando lei ha inciso La bambola mi ha fatto molto piacere. Lei è bravissima e come era scontato ha fatto un ottimo lavoro. Poi, se pensiamo che è stata la prima volta che ha cantato in italiano, dobbiamo riconoscerle un ulteriore grande apprezzamento. Cantare nella nostra lingua non è facile, nemmeno per un italoamericana e lei l’ha fatto davvero alla grande».
Lei ha promosso la figura della donna emancipata ma sul rispetto delle donne il nostro Paese sembra stia arretrando.
«Il fatto è che i tempi cambiano e delle volte mutano in meglio e delle volte cambiano in peggio. L’Italia, l’Europa sono così».
Per non parlare dell’America...
«L’America lasciamola perdere».
I biglietti (da 34,50 euro, 46 e 57,50), sono in vendita su ticketmasters. it. Per informazioni: zedlive.com.
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