Parco archeologico di Altino, torna alla luce il foro dell'antica città romana
I lavori sono cominciati a ottobre 2025 a cui seguiranno le analisi di laboratorio e lo studio dei reperti rinvenuti

Dal parco archeologico di Altino torna alla luce il foro dell’antica città romana. Tutto grazie alla prima campagna di scavo nel cuore monumentale dell’abitato antico.

Le indagini sulla basilica e sulle sue botteghe, sulla via Annia e su uno dei due teatri cittadini confermano le ipotesi formulate circa vent’anni fa attraverso prospezioni geofisiche e inaugurano una nuova stagione della ricerca archeologica nel sito.
I lavori sono cominciati a ottobre 2025 a cui seguiranno le analisi di laboratorio e lo studio dei reperti rinvenuti.

«Questa campagna di scavi rappresenta il punto di arrivo del lungo lavoro di acquisizione dei terreni,successivo alle prospezioni rivelatrici di quasi vent'anni fa,e il punto di partenza per la programmazione futura della ricerca archeologica nel sito di Altino» dichiara Marianna Bressan, direttrice dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

La campagna di scavo è sostenuta dalla direzione generale musei per 210 mila euro, per un intervento che apre una nuova fase. «Altino torna a raccontare la propria storia grazie alla ricerca archeologica» – dichiara il Direttore generale Musei Massimo Osanna.
«I risultati di questa campagna di scavo inaugurano una nuova stagione di studi su uno dei più importanti siti archeologici del Veneto antico. Il sostegno della Direzione generale Musei alla ricerca nei parchi archeologici nazionali nasce dalla convinzione che la conoscenza rappresenti il primo strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio.
Condividere questi risultati con il pubblico significa rendere i luoghi della cultura sempre più partecipati e consapevoli, capaci di generare nuove opportunità di crescita per i territori e di rafforzare il Sistema museale nazionale».
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