Ritorna l’Edera Film Festival, vetrina per i registi under 35

L’ottava edizione a Treviso dal 29 luglio all’1 agosto con 36 opere e un focus sul Nordest. Tra le novità i panel, ogni pomeriggio su un tema di attualità

Elena GrassiElena Grassi
Un frame di “Yalla Parkour” di Areeb Zuaiter, film ambientato in Palestina fra i più attesi del festival
Un frame di “Yalla Parkour” di Areeb Zuaiter, film ambientato in Palestina fra i più attesi del festival

«L’Edera Film Festival è considerato il primo festival in Italia per lo scouting di registi under 35, che dopo aver esordito nel nostro concorso, sono diventati famosi nel mondo, come Carla Simon, Orso d’Oro a Berlino, o la coppia da Oscar Tom Berkeley e Ross White, e gli italiani pluripremiati Francesco Sossai e i fratelli D’Innocenzo. Misurarsi con uno sguardo giovane sul mondo e dare una vetrina ai talenti emergenti di oggi, che diventeranno i grandi nomi di domani, continua ad essere la nostra missione».

Con questo annuncio Gloria Aura Bortolini, condirettrice artistica assieme a Giuliana Fantoni e Giuseppe Borrone, ha presentato a Treviso, venerdì 24 luglio, l’ottava edizione dell’Edera Film Festival, organizzato dall’associazione Orizzonti e in programma dal 29 luglio all’1 agosto al cinema Edera, con la media partnership della Tribuna di Treviso. In concorso 36 opere di registi under 35 anni, provenienti da tutto il mondo, tra lungometraggi, documentari e corti, a cui si aggiunge, come di consueto, la sezione Focus Nordest (dedicata a film girati nel Triveneto).
 

Il documentario "R60, la Vaca ad Fer – Alla ricerca del trattore operaio", sulla storia delle Officine Meccaniche Reggiane
Il documentario "R60, la Vaca ad Fer – Alla ricerca del trattore operaio", sulla storia delle Officine Meccaniche Reggiane

 

Novità di quest’anno sono i panel, ogni sera alle 18, con ospiti speciali su temi del presente: il primo sarà la Pace il 29 luglio, che vede protagonisti Saskia Terzani, divulgatrice culturale (figlia di Tiziano Terzani), con il conduttore televisivo Patrizio Roversi e il regista Giuseppe Ghinami, a cui seguirà la proiezione del documentario da loro diretto R60, la Vaca ad Fer – Alla ricerca del trattore operaio, sulla storia delle Officine Meccaniche Reggiane, dove, nel secondo dopoguerra, è stato realizzato un nuovo trattore, autentico gioiello dell’ingegno umano, che si contrappone come pars costruens alla pars destruens delle macchine da guerra. La pace è inoltre un tema che mette insieme anche diversi titoli del concorso, dove, tra i lungometraggi, troviamo Yalla Parkour di Areeb Zuaiter, che ci porta in Palestina oggi (29 luglio ore 20.30), mentre tra i documentari c’è Beirut addio: cantando sotto le bombe di Jean-Claude Chincheré e Women for Iran di Sara Hourngir (entrambi il 31 luglio alle 16).

 

«Da sempre il Festival mette in dialogo culture e Paesi diversi, nello spirito di comprensione e arricchimento reciproci», continua Bortolini, «e quest’anno abbiamo titoli provenienti dalla Svezia all’Arabia Saudita, dalla Francia al Regno Unito, fino a Cuba, con un focus anche sui registi del territorio. Siamo stati tra i primi a captare i fermenti della cosiddetta Veneto wave, che ci aprono visioni ampissime, dalla Grande guerra all’intelligenza artificiale, con una qualità artistica sempre aumentata negli anni». Vedremo infatti cortometraggi di registi veneti cresciuti all’Edera festival, che già hanno avuto vetrine importanti, come (Im)perfetta del trevigiano Nicolò Bressan degli Antoni e Kushta Mayn, la mia Costantinopoli del veneziano Nicolò Folin, entrambi passati alla scorsa Mostra del cinema di Venezia (31 luglio alle 15.30), ma anche Plutone del bellunese Alessandro Padovani, reduce dagli Italy Short Film Days di Berlino (1 agosto alle 15. 30).

 

Un frame di Kushta Mayn, la mia Costantinopoli
Un frame di Kushta Mayn, la mia Costantinopoli

 

Tornano in gara due ex vincitori del festival, Nicola Pegg di Castelfranco con il suo nuovo corto Fantasmi (29 luglio alle 15.30) e la vicentina Andrea Bernardi con Oltre la collina (31 luglio alle 15.30), ma occhi puntati anche sul veneziano Alberto De Grandis, che si sta facendo notare con L’ospite (29 luglio alle 15.30). Infine, tra i lungometraggi, c’è attesa per Tienimi presente del napoletano Alberto Palmiero, che racconta il suo sogno nel mondo del cinema (31 luglio alle 18.30). I panel continuano il 30 luglio alle 18 con la Leadership femminile spiegata da Marinella Sartori e Marina Collautti di Wyser Italia, a cui seguirà il documentario di Michele Pastrello e Lorena Trevisan Fora pal mont (I passi rimasti) sulle “sedonere” della Valcellina (venditrici ambulanti dell’Ottocento). Il 31 luglio c’è l’intervento di Antonio Silvio Calò, presidente di Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, con la proiezione di Sami del regista iraniano Habib Bavi Sajed sulle mine antiuomo, mentre l’1 agosto si parlerà di Sostenibilità ambientale con il sindaco di Treviso Mario Conte e Giulia Angelon di Rocking Motion Aps – Festival Daqua, e si vedrà il documentario di Edoardo Nervi e Christian Olcese Elia – Un racconto di mare e per il mare sulla pesca etica. Nello stesso giorno la cerimonia di chiusura con i premi delle giurie tecniche e del pubblico e i premi speciali Astoria “Celebrating Life”, Fondazione Benetton “Paesaggi che cambiano” e Rotary Club Treviso Terraglio.

Riproduzione riservata © il Nord Est