Paolini e l’atlante delle rive: i fiumi trasformati in palchi tra testimonianza e racconto

Atlante delle Rive, il progetto teatrale triennale ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo e realizzato da Jolefilm, mobiliterà oltre duecento realtà con più di sessanta appuntamenti in tutta Italia domenica 27 settembre, nella Giornata Mondiale dei Fiumi,

Marina Grasso
Marco Paolini
Marco Paolini

Un fiume può diventare un palcoscenico, ma anche una strada da percorrere, un archivio di memorie, un problema da discutere, una partitura musicale. Perché raccontare i fiumi significa raccontare i territori che hanno modellato e il rapporto costruito nel tempo con chi li abita.

È da questa idea che nasce Atlante delle Rive, il progetto teatrale triennale ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo e realizzato da Jolefilm, che domenica 27 settembre, nella Giornata Mondiale dei Fiumi, mobiliterà oltre duecento realtà con più di sessanta appuntamenti in tutta Italia. Da alcuni anni l’acqua è diventata per Marco Paolini un modo per leggere il territorio e ciò che accade intorno a noi: il rapporto con il paesaggio, le scelte con cui l’uomo lo modifica, le comunità che vivono lungo fiumi e torrenti. Una ricerca che ha preso forme diverse (da VajontS23 a Mar de Molada, da Bestiario idrico a Dov’è il Po?) e che con Atlante delle Rive, avviato nel 2025, si allarga a molte altre voci. Compagnie, associazioni, studiosi, tecnici e cittadini raccolgono lungo fiumi e rive documenti, testimonianze ed esperienze che diventano materia di racconto e di teatro.

In Veneto il programma conta quindici iniziative e il 27 settembre sono spesso le memorie raccolte lungo i corsi d’acqua a suggerire da dove cominciare. A Camposampiero, alle 15.30, Memorie d’uomini e d’acque di Paesaggi di Risorgiva parte dal Ponte Canale del Muson dei Sassi per raccontare risorgive, paesaggio e interventi dell’uomo. A Selvazzano Dentro, nel Parco di Villa Cesarotti, il Bacchiglione raccoglie alle 10 e alle 18 esperti, cittadini, artisti e bambini chiamati da Tiziana Michelotto a dare forma con linguaggi diversi a L’intelligenza dei fiumi. Lo stesso corso d’acqua conduce infine a Dueville, dove alle 16 La Piccionaia cerca nelle sue storie, nelle sue voci e nelle sue ferite la materia di B come Bacchiglione. Altri corsi d’acqua raccontano come l’uomo abbia cercato di governarli e di inserirli nella vita delle città: a Noventa Padovana, alle 17.30, La strada del Piovego ripercorre la storia del canale che oggi torna al centro dell’attenzione anche nel dibattito sul nuovo ospedale, e alle 18.30 al Parco della Guizza di Padova, Raccontare lo Scaricatore affida invece a un coro popolare il racconto di un’opera idraulica ormai entrata nella storia e nella geografia della città. A Pieve del Grappa il Lastego suggerisce un’altra lettura.

Alle 9.30 e alle 15 la Staffetta anfibia di Salvatica, Sea Shepherd Italia e Associazione Favilla segue il torrente con un percorso teatrale itinerante: il percorso lungo il suo corso diventa parte dell’azione e il torrente, da linea di separazione, si rivela connessione ecologica fra ambienti differenti. Lungo il Brenta entrano in gioco la musica e la festa. A Campolongo Maggiore, alle 16, La Brenta: musica, immagini, parole accosta testimonianze, fotografie storiche e concerti; a Mira La Riscossa anima Via Riscossa dall’alba al tramonto con letture poetiche, musica, spettacoli e laboratori, facendo della Riviera lo spazio di un teatro diffuso. A Bassano del Grappa, alle 18. 30 nell’Orangerie di Villa Angaran San Giuseppe, Negli Stessi Fiumi cerca invece nell’acqua un terreno d’incontro fra madrigali rinascimentali, jazz e composizione contemporanea. A Belluno, alle 19, l’attenzione si sposta dalle acque del territorio alle minacce che ne compromettono disponibilità e qualità. Pfas ovvero la nascita dell’Antropocene di SlowMachine nasce dal laboratorio condotto da Rajeev Badhan su documenti, dati e testimonianze legati alla contaminazione da Pfas e alla scarsità d’acqua, rielaborati dai partecipanti fino a diventare materia teatrale.

Il racconto prosegue anche dopo il 27 settembre. Il primo ottobre alle 21, al Cinema Teatro di Mirano, Farmacia Zooè torna all’alluvione del 1966 con Quando l’acqua sale. Il 3 ottobre dalle 16, alla Casa sul Piave di Goffredo Parise a Salgareda, “La giusta distanza” accompagna il pomeriggio fino a Tutti viviamo in riva al mare di e con Marco Paolini, alle 17.30. Il 4 ottobre dalle 16 il festival raggiunge il Brenta tra Campolongo Valbrenta e Solagna con l’escursione Storie di fiumi e, a seguire, Pescatori di frodo con Massimo Cirri e Mirko Artuso e Una Brenta di risate con I Papu. Il 10 ottobre, infine, è l’Adige a entrare nell’Atlante: alle 15, a Villa San Bonifacio di Legnago, Le voci del fiume propone una passeggiata animata nell’ambito del Piase Festival. Un Atlante che resta aperto per continuare a riempirsi di luoghi, voci e nuovi punti di osservazione. Programma: atlantedellerive.org

 

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