Corpi caduti, velati, offerti: i disegni di Hirschl ad Asolo

La mostra contiene i disegni dell’artista nato a Timisoara e formatosi a Vienna all’Itaca Gallery

Marina Grasso

Corpi che cadono, si piegano, si offrono, affiorano dai panneggi o vi scompaiono. Nei disegni di Adolf Hirémy-Hirschl è la tensione del gesto a dare significato alla figura, anche quando sullo sfondo restano miti e allegorie. È da questo lessico del corpo che prende le mosse “De corpore sacro. Il nudo come forma simbolica”, la mostra aperta a Itaca Gallery di Asolo, che fino al 13 dicembre riunisce 34 studi accademici autografi a carboncino, grafite e gessetto dell’artista.

Chi è Hirschl

Nato nel 1860 a Timișoara e formatosi a Vienna, Hirschl oggi non è fra i nomi più noti dell’arte mitteleuropea di fine Ottocento, eppure nella capitale imperiale fu una vera celebrità. La formazione accademica e la pittura di storia gli avevano dato una solida padronanza della figura; nel 1882 il Prix de Rome, ottenuto con L’entrata dei Goti a Roma, gli permise di soggiornare per due anni nella capitale italiana, dove il contatto diretto con l’antico lasciò un segno profondo: il rigore del disegno cominciò allora a misurarsi con il mito, il sogno, l’acqua, la morte e la fine del mondo classico, mentre la sua pittura si avvicinava progressivamente al simbolismo. E anche quando, pochi anni dopo, Gustav Klimt diede vita alla Secessione viennese, Hirschl non aderì al movimento e rimase fedele allo studio dell’anatomia, alla costruzione della figura e alla precisione del segno. La sua pittura si fece però meno narrativa e più inquieta: la natura cessò di essere semplice sfondo, mentre il mito perse il carattere illustrativo per diventare spazio di eros, paura e morte.

Il percorso in tre nuclei

I fogli riuniti ad Asolo permettono di seguire da vicino questa ricerca, senza però ricostruirla in ordine cronologico. Il percorso, accompagnato dai testi di Mario Guderzo e Miriam Schirato, li dispone in tre nuclei: Corpus Lapsum , il corpo caduto, Corpus Velatum, il corpo velato, e Corpus Offerens, il corpo offerto. Ne emerge con chiarezza l’autonomia del disegno rispetto alla pittura e il valore che Hirschl attribuisce alle forme, ai gesti e alle pose. Furono proprio i disegni a riaccendere l’interesse per la sua opera, quasi mezzo secolo dopo la morte: quelli esposti ad Asolo provengono infatti dal fondo d’atelier rimasto per decenni presso gli eredi e riemerso all’inizio degli anni Ottanta, richiamando l’attenzione di studiosi e collezionisti. Disegni che furono proposti anzitutto a Roma, poi a Chicago e Londra, dove Hirschl si era stabilito nel 1898 e visse fino alla morte, nel 1933.

La relazione con Isa Ruston

A spingerlo lontano da Vienna contribuì la sua relazione con Isa Ruston (allora sposata, poi divorziata e divenuta sua moglie) che lo isolò negli ambienti viennesi proprio nell’anno in cui il suo dipinto Le anime dell’Acheronte fu premiato con la medaglia d’oro alla grande esposizione del Künstlerhaus. Il trasferimento non ne arrestò la carriera: a Roma entrò nell’Accademia di San Luca e presiedette il Deutscher Künstlerverein, mentre nella sua ricerca, accanto ai temi dell’antico, acquistarono spazio il mare, il paesaggio, il sogno e gli stati d’animo, in un repertorio sempre più personale. Espresse appieno, insomma, una sensibilità fin de siècle che l’esposizione mette idealmente in rapporto con Asolo: non per un legame storico documentato con Hirschl, ma attraverso la memoria di Eleonora Duse custodita dal borgo, accostando due ricerche diverse nelle quali il corpo, il gesto e la posa assumono un ruolo centrale.

Il momento dell'inaugurazione
Il momento dell'inaugurazione

La presentazione si è svolta nella sala consiliare di Palazzo Beltramini, con gli interventi di Franco Dalla Rosa, sindaco della Città di Asolo; Mario Moretti Polegato, Console Generale Onorario di Romania a Treviso; Alessandro Schirato, presidente di Itaca Investimenti d'Arte; e Miriam Schirato, curatrice della mostra. È seguito il taglio del nastro negli spazi di Itaca Gallery, in via Dante 25. La mostra è infatti organizzata da Itaca Investimenti d'Arte con il patrocinio del Comune di Asolo e del Consolato Generale Onorario di Romania a Treviso.

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