Addio a Tinto Brass, il regista aveva 93 anni

Tinto Brass è morto nella mattina del 4 novembre a Roma. Ne danno notizia la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass

La redazione
24/02/2023 Roma. Tinto Brass con sua moglie Caterina Varzi nella sua casa a Roma
24/02/2023 Roma. Tinto Brass con sua moglie Caterina Varzi nella sua casa a Roma

È morto mercoledì a Roma, all'età di 93 anni, Tinto Brass, il regista che ha segnato profondamente il cinema erotico italiano. La notizia è stata comunicata dalla famiglia. Dopo gli esordi nel cinema d'autore e una prima fase caratterizzata da sperimentazioni e ricerca stilistica, dagli anni Ottanta Brass si era affermato come uno dei nomi più riconoscibili del genere, dirigendo film diventati celebri come La chiave, Paprika, Così fan tutte e Monella.

Dagli esordi d'avanguardia al cinema erotico

Nato a Milano il 26 marzo 1933 con il nome di Giovanni Brass, si era trasferito in Francia negli anni Cinquanta per approfondire gli studi di montaggio e regia. In quel periodo entrò in contatto con la Nouvelle Vague, movimento che avrebbe influenzato il suo approccio alla macchina da presa e al linguaggio cinematografico.

Rientrato in Italia negli anni Sessanta, lavorò anche accanto a registi come Roberto Rossellini e Luigi Comencini. In quegli anni realizzò opere sperimentali e apprezzate dalla critica, tra cui Col cuore in gola (1967), L'urlo (1968), Nerosubianco (1969), Dropout (1970) e La vacanza (1971).

La progressiva attenzione al tema della sessualità lo portò, negli anni Settanta, verso un cinema destinato a diventare la sua cifra distintiva. Tra i primi titoli di questa fase ci furono Salon Kitty (1976) e Caligola (1979).

Uno stile riconoscibile e le attrici lanciate dai suoi film

Il cinema di Brass si distingueva per un linguaggio fortemente personale, costruito su ironia, provocazione e voyeurismo. Tra gli elementi ricorrenti c'erano l'uso insistito di specchi, le inquadrature che indugiavano sui corpi, la nudità e la scelta di far dialogare talvolta i personaggi direttamente con il pubblico, rompendo la cosiddetta quarta parete.

Nelle sue storie le figure femminili erano spesso rappresentate come donne libere, consapevoli del proprio desiderio e capaci di prendere l'iniziativa, mentre i personaggi maschili apparivano frequentemente impacciati o caricaturali. Una formula narrativa che contribuì a rendere riconoscibili le sue pellicole e a consolidarne il successo.

Diversi film di Brass furono anche un trampolino di lancio per attrici come Serena Grandi, Claudia Koll, Francesca Dellera e Debora Caprioglio. Tra le opere più note della sua filmografia figurano La chiave (1983), Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1991), Così fan tutte (1992), L'uomo che guarda (1994) e Monella (1998).

Negli ultimi decenni il regista aveva vissuto a Isola Farnese, borgo a nord-ovest di Roma.

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