Addio a Tinto Brass, il regista aveva 93 anni
Tinto Brass è morto nella mattina del 4 novembre a Roma. Ne danno notizia la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass

È morto mercoledì a Roma, all'età di 93 anni, Tinto Brass, il regista che ha segnato profondamente il cinema erotico italiano. La notizia è stata comunicata dalla famiglia. Dopo gli esordi nel cinema d'autore e una prima fase caratterizzata da sperimentazioni e ricerca stilistica, dagli anni Ottanta Brass si era affermato come uno dei nomi più riconoscibili del genere, dirigendo film diventati celebri come La chiave, Paprika, Così fan tutte e Monella.
Dagli esordi d'avanguardia al cinema erotico
Nato a Milano il 26 marzo 1933 con il nome di Giovanni Brass, si era trasferito in Francia negli anni Cinquanta per approfondire gli studi di montaggio e regia. In quel periodo entrò in contatto con la Nouvelle Vague, movimento che avrebbe influenzato il suo approccio alla macchina da presa e al linguaggio cinematografico.
Rientrato in Italia negli anni Sessanta, lavorò anche accanto a registi come Roberto Rossellini e Luigi Comencini. In quegli anni realizzò opere sperimentali e apprezzate dalla critica, tra cui Col cuore in gola (1967), L'urlo (1968), Nerosubianco (1969), Dropout (1970) e La vacanza (1971).
La progressiva attenzione al tema della sessualità lo portò, negli anni Settanta, verso un cinema destinato a diventare la sua cifra distintiva. Tra i primi titoli di questa fase ci furono Salon Kitty (1976) e Caligola (1979).
Uno stile riconoscibile e le attrici lanciate dai suoi film
Il cinema di Brass si distingueva per un linguaggio fortemente personale, costruito su ironia, provocazione e voyeurismo. Tra gli elementi ricorrenti c'erano l'uso insistito di specchi, le inquadrature che indugiavano sui corpi, la nudità e la scelta di far dialogare talvolta i personaggi direttamente con il pubblico, rompendo la cosiddetta quarta parete.
Nelle sue storie le figure femminili erano spesso rappresentate come donne libere, consapevoli del proprio desiderio e capaci di prendere l'iniziativa, mentre i personaggi maschili apparivano frequentemente impacciati o caricaturali. Una formula narrativa che contribuì a rendere riconoscibili le sue pellicole e a consolidarne il successo.
Diversi film di Brass furono anche un trampolino di lancio per attrici come Serena Grandi, Claudia Koll, Francesca Dellera e Debora Caprioglio. Tra le opere più note della sua filmografia figurano La chiave (1983), Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1991), Così fan tutte (1992), L'uomo che guarda (1994) e Monella (1998).
Negli ultimi decenni il regista aveva vissuto a Isola Farnese, borgo a nord-ovest di Roma.
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