Il mondo di Little Tony in mostra a Valdobbiadene: dalle giacche di paillettes alla Cadillac del ’59

A Valdobbiadene il museo dedicato all’interprete di “Cuore matto”. C’è anche la Cadillac comprata in California per imitare Elvis Presley

Francesco Dal Mas
Alcuni dei cimeli di Little Tony
Alcuni dei cimeli di Little Tony

Little Tony, il re del rock and roll per tanti anni? Ti dà il benvenuto col suo ciuffo ribelle, fin dalla vetrina del palazzo di Simon Benetton, a meno di un minuto dalla centralissima piazza Marconi di Valdobbiadene.

Entri e Tony ti sorride dal volto incorniciato dalla capigliatura cotonata. Decine di foto che lo ritraggono sui palchi di mezzo mondo.

Ma nella prima delle tre sale espositive della Mostra Museo Collection, aperta solo da pochi giorni in sede permanente dall’imprenditore Roberto Valerio, spiccano le improbabili giacche in paillettes o frange lunghe del cantante che continua ad appassionare 7 milioni di italiani.

«Se le faceva confezionare da sarti americani piuttosto che inglesi, ma anche italiani. Era un perfezionista assoluto, curava pure l’abbigliamento dei musicisti, oltre al suo» ci confidano gli accompagnatori della sala espositiva.

Negli anni ’60 e ’70 molti suoi colleghi si vestivano in modo classico, lui invece portava uno stile estroso – così certificano le testimonianze fotografiche che tappezzano i muri -, così insolito che faceva impazzire le donne e che gli uomini imitavano. Compreso il suo amico Roberto Valerio.

«Little Tony è diventato un modello culturale prima ancora che musicale». Il rock and roll come filosofia di vita è quanto si coglie da queste prime testimonianze.

Dal ciuffo, fotografato da ogni angolatura, agli stivaletti, dal giubbotto con le frange agli atteggiamenti sul palco, come riportano decine di clic scattati in storici concerti: tutto doveva essere in sincronia con la musica.

Ma, in fondo alla sala, accanto al primo gradino della scala scolpita da Simon Benetton, compare un inedito smoking. Sì, è proprio quello indossato da Tony al Festival di Sanremo nel 1967, per cantare il suo pezzo più indimenticato.

«Il suo film “Cuore matto / riderà”, costato una manciata di milioni di lire, incasserà 2 miliardi» ci viene ricordato.

La canzone ha venduto ufficialmente un milione e 900 mila dischi.

«Dopo 15-20 anni, Tony – ci viene raccontato - ha incontrato un ex dirigente della Durium che gli ha chiesto: tu sai la storia di Cuore matto come è andata?».

«No, dimmelo», rispose il cantante. Ufficialmente un milione e otto, un milione e nove, ma ne abbiamo stampato tre milioni in nero». Tony ha fatto causa e ha vinto. È il 45 giri più venduto nella storia.

Ma il cimelio che ogni visitatore tocca come fosse sacro è quella splendida Cadillac che troneggia nel salone d’ingresso. È del 1959. È, manco a dirlo, è un modello che era preferito da Elvis Presley, il mito che Little Tony ambiva di imitare.

«L'abbiamo comprata in società io e Little in California», confida Valerio.

Sono numerose le bacheche che conservano i premi ed i riconoscimenti ricevuti dall’artista, dal Campidoglio, a Roma, a Cleveland, passando per cittadine come Montebelluna e piccoli paesi come Chions.

Nel 1983 la sua San Marino gli assegnò il “Premio teenager”, particolarmente gradito perché era la comunità natale a riconoscerglielo. I vinili delle sue canzone sono incorniciati dalle pagine di giornali che celebrano i successi. 

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