Donato alla Marciana un libro “gigantesco” e “preziosissimo”
Il dono del mecenate Peruzzo alla Biblioteca Marciana di Venezia. “Modern Art revolution and painting” aperto è largo un metro per settanta cm. Ogni copia costa 5 mila euro

Da un’Iliade del X-XI secolo appartenuta al cardinal Bessarione, all’Historia naturalis di Plinio; dal primo libro stampato nel 1469 a Venezia da Giovanni da Spira, all’Hypnerotomachia Poliphily di Francesco Colonna edito da Aldo Manuzio; dal codice trecentesco di una Commedia di Dante, all’editio princeps del Canzoniere del Petrarca. Accanto al patrimonio di un milione di volumi, di cui oltre 13 mila manoscritti in volume e quasi cinquemila non legati, quasi tremila incunabili e 24 mila cinquecentini, da oggi alla Biblioteca Marciana sarà consultabile anche il libro considerato «il più grande, più pesante, più costoso del mondo», dedicato all’arte moderna. Presentato dal direttore della Marciana, Stefano Trovato, da Francesco Rucco e Roberto Ciambetti, rispettivamente vicepresidente ed ex presidente del Consiglio regionale, Marco Trevisan direttore della Fondazione Peruzzo e Alberto Peruzzo ideatore e curatore del testo, nel salone sansoviniano resterà esposto per alcuni giorni per poi passare la prossima settimana nella sala di lettura della biblioteca.

Modern Art revolution and painting con i suoi 100x70 cm, aperto, si offre su un leggio di legno di faggio alla libera visione, proponendo un viaggio immaginario nell’arte del XX secolo. Stampato in 500 copie in italiano e 500 in inglese, rilegato a mano, copertina in legno di betulla rivestita in pelle chiara punzonata con argento a caldo acquistabile a 5 mila euro, presenta una selezione di circa 300 capolavori delle avanguardie dalla Maya desnuda di Francisco Goya al Cadetto e sua sorella di Paula Rego, passando per Picasso e Chagall, Arman e Warhol, Casorati e Balla, Albers e Max Ernst. Nelle 544 pagine litografate in 25 colori, ogni avanguardia è accompagnata da un cappello introduttivo che la contestualizza; un viaggio nella bellezza suggerito da Alberto Peruzzo, illuminato collezionista, ma soprattutto mecenate, che ha trovato nell’arte quella fonte di ispirazione che, per sua stessa ammissione, gli ha consentito di crescere come uomo e imprenditore, attivo nel campo della nautica d’alta gamma con l’Arzanà Navi.
Individuando in Goya la rinascita della libertà espressiva che ha allontanato l’artista dal ruolo di artigiano imbrigliato in una realtà edulcorata al servizio del committente, secondo Peruzzo proprio da lui è partita la rivoluzione dell’arte contemporanea, finalmente capace di esprimere il vero sentimento dell’artista per la realtà. Così, continua Peruzzo, nell’Urlo Munch ha potuto rappresentare la solitudine umana e la sua caduta nel baratro, mentre Picasso con Les Demoiselles d’Avignon non ha temuto di raffigurare la prostituzione, sempre esistita e non più da nascondere. «Una sorta di storia dell’uomo attraverso le immagini più iconiche che sono le mie preferite, provenienti dai musei dove sono esposte e dove le ho potute ammirare». Dal Moma di New York alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, ma alcune anche parte della sua collezione privata, nata trent’anni fa. Spiega nell’introduzione al volume: «Tutti coloro che nutrono una passione per l’arte e sono sensibili all’incanto della creatività, almeno una volta nella vita hanno sognato di possedere una collezione personale nella quale custodire le opere più amate. Lì, nella galleria del cuore. Questo volume nasce con l’idea di realizzare quel sogno. È un libro», continua Peruzzo, «che è nato due volte: nel 2002 quando è stato pubblicato, e oggi che entra nel patrimonio della Biblioteca Marciana. Una rinascita che è anche l’auspicio che possa essere custodito, ammirato, studiato, guardato con desiderio quale rappresentazione plastica dell’arte moderna».
Una passione che ha spinto Peruzzo, mecenate dell’oggi e presidente della fondazione che porta il suo nome, a impegnarsi anche nel campo del restauro; nel 2011 al Padiglione Venezia della Biennale, e nel 2023 nella chiesa medievale di Sant’Agnese a Padova dove è allestita e visibile al pubblico la sua collezione. Un centinaio di opere del XX secolo specchio dell’arte moderna contemporanea italiana ed internazionale. Un ponte tra passato e futuro che continua sulla scia di un mecenatismo avviato cinque secoli fa proprio alla Marciana che oggi conferma la sua attualità.
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