Musica e politica nella notte dei Grammy, Bad Bunny premiato per l’Album dell’anno
Sul palco della kermesse molti interventi contro le politiche migratorie di Trump. Billie Eilish vince per la miglior canzone (“Wildflower”). Premiati anche Lady Gaga, i Cure e Steven Spielberg

La 68a edizione dei Grammy Awards, gli Oscar della musica, nella notte italiana fra domenica 1 e lunedì 2 febbraio, è stata anche un'occasione di rivendicazione politica, con una lunga sequenza di interventi di accusa contro le politiche migratorie dell'amministrazione Trump, riferite soprattutto alla presenza dell'Ice in Minnesota e all'uccisione di due persone da parte degli agenti.
A incendiare un clima che era già teso dal red carpet ha contribuito l'assegnazione del premio per il miglior album dell'anno al rapper portoricano Bad Bunny, per il suo "Debì Tirar Màs Fotos": nella storia del premio è il primo artista latino a vincere in questa categoria. E Bad Bunny, che l'anno scorso aveva scelto di cancellare i suoi concerti negli Usa per non offrire agli agenti dell'Ice la possibilità di intercettare i suoi fan - in prevalenza immigrati latini - ha dedicato il premio a "tutte le persone che hanno dovuto lasciare la loro patria per inseguire i propri sogni".
L'album di Benito Antonio Martinez Ocasio - che domenica prossima si esibirà nell'intervallo del Super Bowl, l'evento più seguito negli Stati Uniti - è un album che esplora le tradizioni musicali latinoamericane ed è quasi interamente in spagnolo. "Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: Ice fuori", ha scandito, accettando il premio. "Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani".
A fargli eco è stata Gloria Estefan, che nel celebrare il suo quinto Grammy per il miglior album Latin tropical ha confessato ai microfoni della stampa di "non riconoscere più il proprio Paese" e ha invitato i latinoamericani ad "alzare la voce" contro politiche definite apertamente "disumane".
Ma gli interventi politici sono stati tanti. Tra questi anche quello di Billie Eilish, premiata per la miglior canzone dell'anno, "Wildflower": "Nessuno è illegale in una terra rubata. Dobbiamo continuare a dire la nostra e a protestare. Le nostre voci contano". Billie, il fratello Finneas O'Connell, autore della canzone, e altre star della musica come Justin Bieber sono arrivati indossando spillette "Ice Out" e "Be Good" per onorare le vittime di recenti scontri tra agenti federali e civili, come Alex Pretti e Renée Good, uccisi da agenti federali a Minneapolis. "Sono la nipote di un immigrato. Sono il frutto del suo coraggio e penso che gente come mio nonno dovrebbe essere celebrata", ha detto Olivia Dean accettando il premio come miglior attrice esordiente.

Anche Kehlani, premiata per la migliore performance R&B con "Folded", ha indossato una spilla con la scritta "Ice Out" e ha invocato l'unità dei colleghi: "Spero che tutti si sentano ispirati a unirsi come comunità di artisti e a parlare apertamente contro ciò che sta accadendo".

Tornando ai premi, cinque (su nove candidature) li ha vinti Kendrick Lamar, tra le quali quella per il miglior album rap ("Gmx") e per la miglior registrazione (il track "Luther" con Sza) e ha portato a 27 il totale dei Grammy vinti in carriera, superando Jay-Z. Arriva a due Lady Gaga, premiata per il miglior album pop ("Mayhem"). Per i fan del cartone KPop Demon Hunters, "Golden" non ha deluso conquistando il primo Grammy per il KPop (miglior canzone scritta per un'opera audiovisiva). Tra gli altri vincitori di rilievo figurano i Cure, premiati per "Songs of a Lost World", e il duo composto da Cynthia Erivo e Ariana Grande per "Defying Gravity". Una statuetta è andata anche a Steven Spielberg come produttore di "Music for John Williams": un riconoscimento che ha fatto entrare il regista nel rarefatto club degli Egot (i vincitori di Emmy, Grammy, Oscar e Tony).
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