Este verso notti memorabili: arrivano i Deep Purple, il vero rock non finisce mai
Inossidabili e con un nuovo album, saranno al Castello Carrarese il 17 luglio. Pionieri dell’hard rock e icone mondiali, Ian Gillan e compagni porteranno in città un bagaglio di oltre cnquant’anni di carriera

«Non diremo mai basta”. E se lo dicono loro, c’è da crederci. Gli inossidabili Deep Purple, che da qualche giorno hanno pubblicato il nuovissimo album “Splat! ”, non hanno nessuna intenzione di appendere chitarre e riff al chiodo e anche in questa estate concertistica giocheranno tutte le loro carte: l’Este Music Festival è pronto a ospitare la storica band anglosassone venerdì 17 luglio in una delle serate più attese della rassegna ospitata dal Castello Carrarese, che coinvolgerà questo mese anche i Pooh (16 luglio), Riccardo Cocciante (20 luglio), Giorgia (21 luglio), l’omaggio al K-Pop (22 luglio), Marco Masini (23 luglio), la parentesi teatral-musicale con Paolo Ruffini e “Din don down” (24 luglio), Il Volo (25 luglio), Sal Da Vinci (27 luglio), Savatage (28 luglio) e Shiva (29 luglio), prima delle ultime due propaggini tardo-estive con Gianni Morandi il 31 agosto e gli Hollywood Vampires di Johnny Depp e Alice Cooper il 2 settembre.
Pionieri dell’hard rock e icone mondiali, Ian Gillan e compagni porteranno in città un bagaglio straordinario “pesante” oltre cinquant’anni di carriera, con i successi intramontabili e una nuova energia garantita anche dall’ingresso nel gruppo del chitarrista Simon McBride.
Un evento imperdibile per tutti gli amanti del rock più autentico e viscerale delle origini, che potranno riascoltare le più grandi canzoni della storia dei Deep Purple, allo stesso tempo vere pietre miliari dei primi vagiti dell’hard rock: da “Child in Time” e “Smoke on the Water” a “Highway Star”, passando per “Hush”, “Lazy” e “Perfect Strangers”, solo per citarne qualcuna.
Dai precedenti tour, battezzati nel 2017 quasi ironicamente “The Long Goodbye” a voler sottintendere un graduale arrivederci alle scene, sono passati quasi dieci anni; eppure Gillan, Ian Paice, Roger Glover e Don Airey, supportati dalla verve del ben più giovane McBride, non hanno perso un grammo di energia e di voglia di divertirsi.
Una coinvolgente seconda (o terza) giovinezza ben esposta nel fresco disco che da poco meno di una settimana ha fatto il suo esordio sulle piattaforme e nei negozi di dischi: “Splat! ” è un lavoro coeso, poco propenso alle dilatazioni temporali e generalmente molto più diretto di qualche recente predecessore, segnando un gradito ritorno a un suono decisamente granitico con qualche inaspettata collaborazione, come in “Diablo”, registrata quasi per caso in uno studio di Nashville.
Se esiste una band che incarna il concetto stesso di “hard rock”, quelli sono i Deep Purple. Insieme a Led Zeppelin e Black Sabbath hanno composto l’indiscussa e sacra trinità d’Oltremanica che ha plasmato l’heavy metal e la musica “dura” degli anni Settanta: una mistura di blues con vezzi classicheggianti frullata all’interno degli amplificatori, portando il livello del virtuosismo strumentale su pianeti al tempo ancora inesplorati.
Un viaggio mai tranquillo, quasi una saga fatta di ego giganteschi, volumi assordanti, litigi feroci, cambi di formazione drammatici e rinascite spettacolari; partendo da quel 1968 e sbocciando attorno alle figure cardinali e irripetibili del tastierista Jon Lord e del geniale mago della sei corde Ritchie Blackmore.
Un’avanzata indimenticabile e travolgente, sorretta da dischi che hanno cambiato per sempre la storia del rock: “In Rock”, il vero manifesto dell’hard rock del 1970, “Machine Head”, contenitore ideale dell’inno “Smoke on the Water” (1972) e, soprattutto, uno dei più grandi album dal vivo mai registrati, quel “Made in Japan” dello stesso anno che rappresentò un punto fermo di paragone da cui partire per giudicare le performance di chi “osava” dichiararsi una vera hard rock band.
A Este forse non ci saranno l’energia e il furore che aleggiavano nei camerini oltre cinquant’anni fa, ma non mancheranno le personalità, il carisma e, soprattutto, le canzoni: “Alright, hold tight, I’m a highway star”. Inizio concerto alle ore 21.30, biglietti disponibili su Ticketone.
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