Duino, un castello di Lego: la storia scritta con i mattoncini
Dal 17 aprile nell’antico maniero della famiglia della Torre e Tasso a Duino. Si potranno ammirare riproduzioni in miniatura del palazzo e degli illustri ospiti. Oltre 300 mila i pezzi utilizzati daranno vita agli allestimenti che hanno richiesto più di 800 ore di lavoro

Passione senza età, che spesso accompagna una vita intera, le costruzioni Lego possono essere iscritte a pieno titolo sotto la voce arte, nel senso più ampio del termine. Arte dell’intuizione, della creazione o ancora (ed eccoci al caso di specie) della riproduzione di soggetti, spesso illustri: l’elenco è ormai lunghissimo, basta scorrere i cataloghi, e adesso si arricchisce di una perla nostrana, il castello di Duino, che ha preso forma in versione Lego, appunto, all’interno del maniero originale.
Il confronto tra macro e micro
Maniero in mattoncini, dunque, nella maestosa residenza in affaccio sul mare, a picco sulla scogliera di Duino-Aurisina, a pochi chilometri da Trieste: un’occasione speciale, unica nel suo genere, che si potrà cogliere a partire dal 17 aprile e che offrirà uno stimolante confronto fra macro e micro, fra sapienza edilizia dei secoli passati e abilità nella trasformazione di modelli reali in un impegnativo ma certamente appagante passatempo.

“Pezzi di storia, il castello di Duino si racconta in mattoncini Lego” il titolo della proposta, che si articolerà in sette installazioni (alcune monumentali) dedicate, oltre che al luogo in sé, a personaggi e vicende legati al sito, per narrare in una forma diversa, con un linguaggio a misura di pubblico eterogeneo, una realtà le cui origini rimandano al 1389, quando il castello fu edificato sui resti di un preesistente e ben più antico fortilizio da Ugone di Duino, capitano di Trieste.
Per le sale del complesso nobiliare, che da oltre 400 anni appartiene alla famiglia della Torre e Tasso, sono passati musicisti come Franz Liszt e Johann Strauss, poeti e scrittori - Rainer Maria Rilke e Mark Twain, per esempio -, l’imperatrice Sissi, gli arciduchi Francesco Ferdinando e Massimiliano, con la moglie Carlotta del Belgio, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse; per non parlare, poi, del passato remoto: leggenda vuole che Dante vi abbia composto alcune terzine della Divina Commedia.
Ottocento ore di lavoro
Oltre 300.000 i mattoncini Lego utilizzati per dar vita agli allestimenti, che hanno richiesto più di 800 ore di lavoro. Il castello, come accennato, sarà in buona compagnia: si potranno ammirare la scala Palladio, la figura di Rilke intento a leggere le Elegie Duinesi, la principessa Marie von Thurn und Taxis (1855-1934) e il principe Raimondo della Torre e Tasso (1907-1986); le ultime due realizzazioni immortalano la bora che soffia sul Molo Audace di Trieste e il Patto di Duino (1954).

Il progetto è stato attuato grazie ad un investimento privato della famiglia della Torre e Tasso, con l’obiettivo di arricchire l’offerta del castello, visitato nel 2025 da 69.000 persone: a concretizzare l’idea delle riproduzioni permanenti è stata la società francese Epicure Studio, nell’ambito del progetto Histoire en Brique®.
Il castello in Lego, che accoglierà il pubblico all’inizio del percorso, si compone di 132.260 mattoncini. Le dimensioni (oltre 2 metri e 45 centimetri per 2,12, con 1,45 m di altezza e 600 chili di peso) sono degno omaggio a un immobile dalla storia lunghissima, che affonda le radici nel III secolo dopo Cristo, età in cui sulla scogliera venne eretto un avamposto romano; l’edificazione del castello prese poi avvio, come detto sopra, nel XIV secolo.
La storia ei personaggi
La famiglia della Torre e Tasso è discendente della casata lombarda dei della Torre, che consolidato il proprio potere in Friuli con il patriarca di Aquileia Raimondo I della Torre, primo di quattro patriarchi espressi dalla stirpe, intrecciò il proprio albero genealogico con quello dei Tasso.
Il principe Raimondo (1907-1986) è il nonno dell’attuale proprietario del maniero, il principe Dimitri: il suo ritratto, quadrato (1,20 x 1,20 m), si ispira a una foto scattata nella piccola baia sottostante il castello, nei pressi dello Scoglio di Dante.
La sua immagine è stata riprodotta con 40.000 Lego e campeggerà nel salotto in cui il nobile amava trascorrere le serate. Un altro ritratto (34.574 mattoncini) immortala la principessa Marie von Thurn und Taxis, poetessa, mecenate e grande sostenitrice di Rilke, mentre la scala Palladio (22.090 pezzi) propone una sezione dell’elemento architettonico di maggior fascino del castello, caratterizzato dalla pianta elicoidale.
A grandezza naturale è la statua di Rilke (80.000 pezzi), tributo al poeta boemo che soggiornò a lungo nel castello e che proprio lì trovò ispirazione per i suoi componimenti. E poi, come detto, c’è l’inchino alla bora: per darle “forma” sono stati usati 9.896 mattoncini, che si sviluppano in larghezza per 77 centimetri, in profondità per altrettanti e per 15 in altezza: lo sferzante vento simbolo di Trieste “soffierà” nel Salotto Impero, offrendo una vista panoramica dal mare sul Molo Audace, su piazza Unità e sulla chiesa greco-ortodossa di San Nicolò.
Per rappresentare, infine, il patto di Duino - all’atto della firma del passaggio di consegne civili e militari che sancì il ritorno di Trieste all’Italia – sono stati impiegati più di 11 mila Lego.

«Pezzi di Storia - commenta il principe Dimitri della Torre e Tasso - rispecchia la costante attività di rinnovamento cui ci stiamo dedicando per rendere sempre più riconoscibile e a misura di famiglia il nostro castello. L’ispirazione ci venne nel 2024, visitando la mostra temporanea “La légende de Napoléon en briques LEGO”, allestita a Waterloo, in Belgio, e realizzata da Epicure Studio».
L’allestimento, che accompagna appunto il percorso di visita, articolato in 18 sale, si potrà ammirare negli orari di apertura del castello (9.30-17.30, da aprile a settembre), al prezzo del biglietto d’ingresso: info su www.castellodiduino.it.
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