David di Donatello 2026, Sossai batte Sorrentino con 16 candidature

Il regista bellunese di “Le città di pianura”: «Non mi sarei mai aspettato questo trionfo». Veneto protagonista con “Duse” di Pietro Marcello e “Primavera” di Damiano Michieletto

Marco Contino
Altivole (TV) 28/10/2024 Via Brioni, 31030. Fai memoriale Tomba Brion. foto di scena del film "le città di pianura" di Francesco Sossai.
Altivole (TV) 28/10/2024 Via Brioni, 31030. Fai memoriale Tomba Brion. foto di scena del film "le città di pianura" di Francesco Sossai.

Lo scorso anno un regista padovano, Andrea Segre, faceva il pieno di candidature (15) ai David di Donatello con “Berlinguer - La grande ambizione”. Quest’anno, “Le città di pianura”, del bellunese Francesco Sossai, fa ancora meglio e trasforma il caso cinematografico dell’anno nel film più nominato ai premi dell’Accademia del Cinema Italiano. Sono 16 le candidature raccolte dal road movie alcolico girato interamente in Veneto, un percorso geografico ed esistenziale solcato da una miriade di identità, di narrazioni e di modi diversi di rapportarsi alla vita. “Le città di pianura” supera “colossi” come “La Grazia” di Paolo Sorrentino, che ha inaugurato l’ultima Mostra del Cinema di Venezia (14), “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini (13) e “Fuori” di Mario Martone (8).

Il Veneto protagonista ai David

Un Veneto così protagonista ai David non si era mai visto. Non solo grazie a Sossai, ma anche per merito di altri due film molto legati al territorio. “Duse” di Pietro Marcello, con il racconto degli ultimi anni di vita e di carriera della Divina Eleonora, ambientato tra Venezia, Chioggia e Asolo, conquista 8 candidature. Una in più di “Primavera”, esordio alla regia del visionario regista teatrale veneziano Damiano Michieletto: un “melò” in costume che, attraverso l’inquieto processo creativo delle composizioni di Vivaldi, racconta di legami materni recisi e di sogni infranti, in un vortice di musica, morte e soldi. Tre film che hanno girato il mondo (Sossai era a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”, Marcello in Concorso a Venezia, e Michieletto a Toronto), accomunati dalla relazione con la Regione Veneto che li ha finanziati e li ha sostenuti con la sua Film Commission, presieduta da Luigi Bacialli e diretta da Jacopo Chessa che raccolgono, così, i frutti di sei anni di lavoro.

Lo slancio di “Le città di pianura”

«Siamo entusiasti», ammette Chessa, dopo aver appreso la notizia delle 31 candidature complessive raccolte dai tre film. «Quando c’è una strategia e gli investimenti sono mirati i risultati arrivano. E ricordiamoci che il cinema è un comparto industriale!». Non tarda ad arrivare anche il comunicato dell’Assessore alla Cultura Valeria Mantovan che chiosa: «Comunque vada, il cinema veneto ha già vinto». Tornado ai film, “Le città di pianura” si impone in quasi in tutte le categorie, comprese le più pesanti: miglior film, regia, produttore, sceneggiatura originale (scritta da Sossai insieme ad Adriano Candiago) e attori (Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, i due spiantati protagonisti cinquantenni con l’ossessione per l’ultimo bicchiere e, i non protagonisti, Roberto Citran e Andrea Pennacchi), oltre che nelle cinquine per la fotografia, il montaggio, la scenografia, il suono, il casting, il premio David giovani e per le musiche e la canzone originale composte e interpretate da Krano.

Sossai: «Non me lo sarei mai aspettato»

Sossai è incredulo: «Pazzesco. Sono contento soprattutto per i miei collaboratori. L’Accademia ha capito che è stato un lavoro di squadra. Non mi sarei mai aspettato questo trionfo di candidature. Però, in fondo, uno fa un film per crederci. E ci abbiamo creduto!». “Duse” concorre, tra, tra gli altri, al David per la miglior sceneggiatura originale, la miglior attrice (Valeria Bruni Tedeschi) e il miglior attore non protagonista (Fausto Russo Alesi in una febbricitante interpretazione di Gabriele D’Annunzio).

Michieletto: «Sette nomination, contento che il film sia stato notato»

Mentre “Primavera” è nella rosa delle migliori sceneggiature non originali (il film è ispirato al romanzo “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa), delle migliori attrici protagonisti (Tecla Insolia, orfana e talentuosa violista del Pio Ospedale della Pietà di Venezia) e, naturalmente, delle migliori composizioni (Fabio Massimo Capogrosso). Le altre nomination arrivano dalla produzione, i costumi, il trucco e le acconciature.

Da Zurigo, dove si trova, Michieletto commenta «Sono felicissimo per le 7 nomination e che il film sia stato notato. Ringrazio i miei attori e collaboratori che meritano questo riconoscimento». Gli altri candidati al miglior film 2026 sono “5 secondi” di Virzì e i già citati “Fuori”, “La Grazia” e “Le assaggiatrici”.

Bene anche Mainetti

Ottimo risultato anche per “La città proibita”, kung fu all’amatriciana diretto da Gabriele Mainetti (con 8 candidature compresa quella per la miglior fotografia del veneziano Paolo Carnera), per il piccolo “Gioia mia” (5) e per il più internazionale “Queer” di Luca Guadagnino (con 5 candidature tecniche). I campioni di incasso di questa stagione (il fenomeno “Buen camino” e “Follemente”) si devono, invece, accontentare di una sola candidatura per la miglior canzone.

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