Il settimo sestiere di Venezia: Iuav, il progetto della biblioteca delle biblioteche

Nasce una piattaforma digitale unica che mette in connessione tutte le biblioteche della città. Il rettore Albrecht: «Ora un deposito-laboratorio centralizzato a Mestre»

Costanza Francesconi

Dalla prima stampa del Corano in caratteri mobili, conservata nella Biblioteca di San Francesco della Vigna, al testamento di Marco Polo, chicca tra gli scaffali della Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia conta sei milioni di volumi e trentamila testate di periodici conservati in 104 biblioteche attive in 93 luoghi della città. Questo pulviscolo di pagine da sfogliare costituisce il settimo sestiere, quello del libro, fruibile entro l’anno in unico circuito bibliotecario: La biblioteca di tutte le biblioteche. Dopotutto nel 1490 Aldo Manuzio fondò proprio in Laguna la più celebre tipografia d’Italia. Oggi, nel territorio comunale, solo i testi di architettura sono 900 mila. Un numero iperbolico che conferisce alla specifica sezione il primato mondiale davanti persino al catalogo della Columbia University di New York.

Il rettore Iuav Benno Albrecht
Il rettore Iuav Benno Albrecht

Venezia, un arcipelago di carta

Venezia è un arcipelago di carta, le sue isole sono gli atenei, le scuole, le fondazioni, i monasteri e i conventi, gli enti culturali pubblici e privati. Luoghi già esistenti ma gestiti spesso come monadi, disseminati in circa 156 chilometri quadrati di territorio comunale, acque escluse, tra il centro storico, Mestre, Marghera, Zelarino, Campalto, Favaro. Il corpus verrà messo a sistema confluendo in un’unica piattaforma informatica, oggi due; le sedi saranno accessibili grazie a una tessera passe-partout; la rete bibliotecaria una e omogenea.

Come una piccola Alessandria

«Ci siamo». Il rettore dell’Università Iuav Benno Albrecht parla di una piccola Alessandria. La suggestione nasce nel 2017 dalla tesi di laurea magistrale in Architettura “Un laboratorio culturale per la città di Venezia” di Davide Gabriele. La relatrice Sara Marini ha colto l’intuizione dello studente continuando a lavorare al progetto, dapprima sposato e promosso da Iuav che ha sigillato da un accordo di collaborazione con il Comune, settore Cultura, e l’anno scorso confluito nell’allestimento della 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale.

L’intesa tra le istituzioni

A novembre le più importanti istituzioni culturali cittadine hanno siglato un’intesa che si appresta a entrare nel vivo. «Questa operazione ha una ragione storica profonda», calca Albrecht, «il libro è nato a Venezia. Il patrimonio librario è sconfinato e le competenze in materia altamente qualificate. Nell’ottica di valorizzare la città come polo della conoscenza, questi tasselli vanno messi in riga». Un’edizione dei “Quaderni Iuav. Ricerche” (2025) mostra che nel Comune veneziano esiste una biblioteca per chilometro quadrato, 37 volumi per metro quadro e 23 per abitante. Soltanto nelle isole di Venezia, San Giorgio e Giudecca – all’incirca 49 mila residenti per otto chilometri quadrati – il numero di volumi per abitante sale a 105, e non senza rarità.

Un patrimonio di pagine dalla Cini a San Lazzaro degli Armeni

Alla Fondazione Giorgio Cini si trovano quasi tutte le fonti manoscritte e a stampa in circolazione delle composizioni di Antonio Vivaldi, all’Ateneo Veneto incunaboli e cinquecentine della scienza medica che non ce n’è nel mondo, nella Biblioteca Gianni Milner della fondazione Levi le oltre 4.200 composizioni musicali del fondo storico della Cappella di San Marco. E poi c’è la biblioteca del monastero mechitarista (dal nome del fondatore della Congregazione Armena Mechitarista, Mechitar) a San Lazzaro degli Armeni, a Nord-ovest del Lido. Un tempo tipografia, tra dipinti di Palma il Giovane, il Ricci, il Longhi e il Tiepolo, il monastero conserva migliaia di volumi, tra cui codici miniati che sono autentici tesori. Per numero di manoscritti in armeno è la biblioteca al mondo dopo Yerevan e Gerusalemme.

I passaggi in concreto

Ora che la disponibilità degli attori coinvolti nel progetto “La biblioteca di tutte le biblioteche” è stata raccolta, i passaggi da svolgere sono i seguenti: rendere operativo un catalogo web e armonizzare l’orario di apertura delle sedi, così che il servizio copra l’intera settimana e che un libro preso in prestito (poniamo alla Civica Vez di Mestre) possa essere reso alla Fondazione Querini Stampalia o alla Cfz di Ca’ Foscari a Venezia. «Buone pratiche e criticità vanno condivise», incalza il rettore Iuav. Quindi il personale possibilmente tutto internalizzato e la galassia dei mestieri che gravitano attorno all’universo libro – restauratori di libri antichi, archivisti, rilegatori – ripensato in uno spazio che sia strumento e fonte di lavoro. «Un deposito-laboratorio centralizzato a Mestre», riflette Albrecht, «che andrebbe a riqualificare un pezzo di città in una struttura che possa accogliere archivi e laboratori di eccellenza, logisticamente pratici da raggiungere e con competenze di riferimento per il mondo».

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