C.S.I., non una semplice reunion: in 5 mila a Marzabotto. Scaletta e cronaca della prima data

A Poggiolo di Monte Sole, a Marzabotto, è partito il tour “In viaggio”, venticinque anni dopo l’ultimo live di Giovanni Lindo Ferretti e compagni

Nicola Cesaro
I C.S:I. sul palco di Marzabotto
I C.S:I. sul palco di Marzabotto

«Non è facile stare sul palco dei C.S.I. Mi capirete se resto qui». Giovanni Lindo Ferretti resta seduto per tutto il concerto. Non è l’immagine della stanchezza, però. E’ quella di chi non ha bisogno di alzarsi, di animare, di spingere, perché a farlo ci pensa la musica, ci pensano gli strumenti, ci pensano i 5 mila arrivati lì per loro.

E non senza fatica, vien da dire, visto il luogo, quel Poggiolo di Monte Sole, a Marzabotto, che oltre ad avere un valore evocativo per la storia di una nazione è stato anche il teatro del loro ultimo live, nel giugno 2001. Tanta era la gente e tanta la difficoltà a raggiungere questa piana che il concerto ha dovuto attendere quasi le 22 per far sì che tutti entrassero. Palco scarno, poche luci, tanto fumo (si legga poi), visibilità non ottimale. Dettagli, oltre l’essenziale.

Ferretti, Zamboni, Canali, Maroccolo, Di Marco e Magnelli hanno aperto venerdì sera il loro tour "In viaggio” – sette date, la seconda ancora lì a Marzabotto – portandosi sicuramente dietro tanti di quelli che, negli ultimi due anni, hanno già vissuto l’entusiasmo di reincontrare i CCCP, riuniti ancora una volta – fedeli alla linea – a 33 anni dall’ultimo addio. Certo, il pubblico non è necessariamente lo stesso, ma è sicuramente tanto, entusiasta, partecipe.

 

Il pubblico di Marzabotto alla prima data del tour
Il pubblico di Marzabotto alla prima data del tour

Non voleva essere e non è stata una reunion, non è stato solo amarcord. «I C.S.I. hanno lasciato un vuoto di pensiero complesso nella musica italiana, qualcosa che oggi difficilmente si trova: l’ambizione di leggere la storia, l’esistenza e la geopolitica attraverso suoni profondamente popolari e insieme di alto spessore culturale», ha detto Ginevra nei giorni scorsi. Difficile colmare un gap con un live, ma qualcuno è arrivato proprio per riempire quel vuoto almeno per due ore.

L’apertura è senza gli artisti sul palco, con “Noi non ci saremo”, un tributo a quel cantante che ad appena 40 chilometri da lì (tanto dista Pavana) ha segnato generazioni. Fu proprio la canzone di Francesco Guccini, va ricordato, a dare il titolo della doppia raccolta che celebrò la fine della storia dei C.S.I., nel 2001.

Avvolti ininterrottamente dal fumo prodotto dalle macchine – piccola nota all’organizzazione: spegnetele alle prossime date, era davvero davvero esagerato -, quasi a nascondere l’attuale forma di chi sulle spalle ha trent’anni in più di vita e a serbare il ricordo di quei tempi, i C.S.I. hanno suonato quel che ci si aspettava di ascoltare, e nel modo in cui era più naturale farlo: composti, concreti, puliti, ficcanti. Va detto: i problemi tecnici non sono mancati, tra volumi e amplificazioni non ottimali.

Non serve raccontare molto altro, basta forse annotare quei gesti di dolce vicinanza di Ginevra a Giovanni, lui salopette in jeans con camicia bianca, non ultimo un bacio sulla testa rasata del collega al termine di una canzone. La loro “E ti vengo a cercare” è il degno coronamento del sodalizio di serata, forse il momento più alto, ancor più dei bis. 

Giovanni Lindo Ferretti e Ginevra Di Marco
Giovanni Lindo Ferretti e Ginevra Di Marco

 

SCALETTA

In viaggio

Noi non ci saremo (cover Francesco Guccini)

In viaggio
Occidente
Del mondo
A tratti
Inquieto
Cupe vampe
Linea gotica
Irata
Esco
Bolormaa
Blu
Forma e sostanza
Brace
Ongii
Unità di produzione
E ti vengo a cercare (cover Franco Battiato)

Depressione caspica
Fuochi nella notte
Montesole

BIS

Matrilineare

M’importa ‘na sega
Buon anno ragazzi

 

Il palco dei C.S.I. a Marzabotto
Il palco dei C.S.I. a Marzabotto

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