Cristina D’Avena: «I miei show non hanno età. Sogno di cantare con Jova o Mengoni»
Al Mirano Summer Festival la cantante idolo di generazioni di bambini poi cresciuti che canticchiano ancora Kiss me Licia: «Le mie sigle sbloccano una parte bella del cuore. Si torna un po’ bambini, con la consapevolezza di essere nel 2026»

A grande richiesta, Cristina D’Avena torna al Mirano Summer Festival: mercoledì 15 luglio la voce dei cartoon più amata di sempre salirà sul palco accompagnata dagli irriverenti Gem Boy, per un concerto che proporrà sigle indimenticabili e parodie folli, in una serata di nostalgia, ironia ed energia, ideale per cantare a squarciagola (ore 21. 30, biglietti su Ticketone).
Da “vittima” delle loro parodie a compagni di palco: qual è il segreto del sodalizio con i Gem Boy?
«È proprio così: da tartassata a innamorata. Perché effettivamente, loro, in passato, me ne hanno dette di ogni colore. Però, come si dice in questi casi, la musica unisce, e quando ci siamo incontrati è stato amore a prima vista. Abbiamo iniziato a cantare insieme, e tutto è andato liscio. Anche se devo sempre tenerli a bada, soprattutto Carletto, perché onestamente non so mai che cosa mi può accadere sul palco quando canto con loro».
Che cosa ascolteremo?
«Sarà uno show molto divertente, non sarà solo musica ma avrà spazio anche il cabaret. Possiamo dire che sarà davvero uno spettacolo trasversale: invito tutti a venire a sentirci con la mente libera e tantissima voglia di divertirsi. Ovviamente si potranno ascoltare i grandi classici: da Kiss Me Licia, I Puffi e Occhi di gatto fino a Holly e Benji e All’arrembaggio, giusto per citarne qualcuno».
Sotto il palco ci sono fan di tutte le età. Che effetto fa essere la colonna sonora della vita di un pubblico trasversale?
«Vedere tantissime persone di generazioni diverse è un’emozione unica, perché canto da molti anni ormai. Mi rendo conto che la mia musica, il mio modo d’essere, hanno accompagnato tanti giovani e meno giovani in maniera semplice e immediata. Con amore soprattutto, perché le mie canzoni, in un certo modo, sbloccano una parte bella del cuore. Si torna un po’ bambini, con la consapevolezza di essere nel 2026: è bello esibirsi soprattutto per i bimbi, che magari ascoltano certi brani per la prima volta».
Tra le centinaia di sigle che ha cantato, ce n’è una che ancora oggi la emoziona dal vivo più delle altre?
«Sicuramente Kiss Me Licia è sempre un brano che mi tocca, perché ha segnato l’inizio della mia carriera. Licia è stata un trampolino di lancio anche per farmi conoscere come attrice, dato che l’ho interpretata in tv in carne e ossa».
Cos’avevano di magico e irripetibile i cartoni e le sigle degli anni Ottanta e Novanta rispetto a quelle attuali?
«Credo che i cartoni animati, anche quelli di oggi, siano sempre e comunque magici perché sono fatti di pura fantasia; e quindi risvegliano una parte bella in ognuno di noi. Però è chiaro, i “nostri” erano cartoni più complessi, avevano storie, episodi. Un po’ più complicati se vogliamo, anche drammatici alle volte. Adesso sono molto più veloci, più smart: come i bambini, che sono veloci, vogliono vedere le cose subito e non stanno lì imbambolati come facevamo noi a guardare la tv, ad aspettare cinque episodi per capire per quale motivo fosse successa una determinata cosa».
Dopo il successo degli album Duets c’è un artista con cui sogna ancora di collaborare?
«Certo. Mi piacerebbe cantare con Marco Mengoni, con Jovanotti e con Antonello Venditti, per esempio. Ma sarebbe bello anche collaborare con artisti molto giovani e che magari mi conoscono un po’ meno: emergerebbe un approccio alle mie sigle in modalità ancora differente, più attuale. Potrebbe realizzarsi anche questo desiderio, chissà».
Se potesse vivere per un giorno intero dentro a un cartone animato di cui ha cantato la sigla, quale sarebbe?
«Mi piacerebbe ritornare nel mondo di Kiss Me Licia, e quindi al Mambo con Marrabbio e tutti i miei amici, con mio marito Mirko. Sì, proprio lì».
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