L’uomo dell’Essex e il Cadore magico
Mostra alla Casa Natale: negli acquerelli di Josiah Gilbert il sentimento della scoperta romantica delle Dolomiti e la nascita della Titian’s country nel cuore dell’Ottocento

I luoghi diventano celebri per molti motivi differenti. Perché lì accade qualcosa, perché lì nasce qualcuno, perché vanno in scena drammi, guerre, battaglie, miracoli, svolte della storia. Oppure perché qualcuno li racconta. Per il Cadore, nell’800, fu determinante quella che oggi si chiamerebbe narrazione, o storytelling. E il narratore – lo storyteller della situazione – ebbe il nome di Josiah Gilbert.
La Casa Natale di Tiziano, restituita al pubblico dopo un accurato restauro, ospita (18 luglio-18 ottobre) una piccola mostra che apre una prospettiva sorprendente sul Maestro cadorino. Nell’ambito delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Tiziano, la Magnifica Comunità di Cadore, la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e il Comune di Pieve di Cadore presentano Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert: una mostra nella mostra che invita a osservare, con gli occhi di un viaggiatore romantico dell’Ottocento, le montagne tra cui si formò il giovane Tiziano.
Il gusto del Grand Tour
Nella seconda metà del XIX secolo il gusto del Grand Tour sta cambiando. Alle grandi città d’arte si affianca il desiderio di un viaggio più autentico, capace di cercare la natura, il silenzio e il sublime. È in questo clima che emerge la figura di Josiah Gilbert (1814-1892): pittore, scrittore, saggista e raffinato intellettuale inglese, interprete di quella nuova sensibilità che vede nelle montagne non un confine da superare, ma un paesaggio da comprendere.

Nel 1864 pubblica a Londra The Dolomite Mountains. Excursions through Tyrol, Carinthia, Carniola, and Friuli in 1861, 1862 and 1863. Il volume ottiene un successo internazionale e contribuisce come poche altre opere a cambiare il destino delle Dolomiti, trasformandole da remoto scenario alpino a monumento naturale e culturale, uno dei riferimenti fondativi della futura letteratura di montagna.
Tra quelle pagine prende forma anche un’intuizione destinata a lasciare il segno: il Cadore come Titian’s Country, la Terra di Tiziano. Gilbert immagina che quei boschi, quelle vallate e quelle cime siano entrati nello sguardo del pittore, riaffiorando poi, più o meno consapevolmente, negli sfondi delle sue opere. Su questa idea costruisce un secondo libro, Cadore or Titian’s Country, pubblicato nel 1869, un diario di viaggio che segue le tracce del Maestro attraverso i suoi luoghi.
Una nuova prospettiva
È una svolta culturale. Fino ad allora molti paesaggi montani dipinti da Tiziano erano stati considerati invenzioni d’atelier o idealizzazioni classiche. Gilbert e i viaggiatori inglesi ribaltano questa prospettiva. Esplorano il territorio, confrontano dipinti e vallate, cercano corrispondenze tra la pittura e la geografia.

Nasce così un itinerario ideale in cui il paesaggio reale e quello dipinto finiscono per sovrapporsi Accade un fenomeno di identificazione tra artista e ambiente; le Dolomiti diventano il “Paese di Tiziano”: un luogo in cui la natura dialoga con il Rinascimento e la memoria dell’artista contribuisce alla nascita del moderno turismo di montagna.
I dipinti e le finestre
Gli acquerelli esposti a Pieve di Cadore, appartenenti alla Fondazione Angelini di Belluno, restituiscono ancora oggi la freschezza di quello sguardo. Il percorso espositivo, curato da Tullia Zanella con la collaborazione di Letizia Lonzi e Antonio Genova, il supporto del responsabile scientifico delle attività espositive del quattrocentocinquantesimo anniversario Thomas Dalla Costa e del Consiglio scientifico del Centro Studi Tiziano e Cadore – Stefania Mason, Bernard Aikema ed Enrico Maria Dal Pozzolo – accompagna il visitatore dentro quel primo innamoramento per il paesaggio dolomitico.

Accade così qualcosa di raro. Dalle finestre della Casa Natale lo sguardo incontra il paesaggio reale; sulle pareti, gli acquerelli di Gilbert restituiscono lo stesso orizzonte filtrato dalla sensibilità romantica. Tra l’uno e l’altro continua il dialogo che, ormai centocinquant’anni fa, fece nascere la magia e il mito della Terra di Tiziano.
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