Corsa agli Oscar, il film “I peccatori” batte tutti i record: candidato a 16 statuette

L’opera di Coogler ha ottenuto il maggior numero di nomination della storia del cinema. “Una battaglia dopo l’altra” in corsa per tredici, Emma Stone in lizza come attrice e produttrice. La terza volta di Chalamet

La redazione
Leonardo DiCaprio in corsa per l'Oscar come miglior attore protagonista
Leonardo DiCaprio in corsa per l'Oscar come miglior attore protagonista

Sarà un Oscar politico. L’annuncio delle candidature alle statuette più ambite dell’industria cinematografica porta in trionfo due film che, pur diversissimi, riflettono sull’America di ieri e di oggi: quella che ha vampirizzato, oppresso e sfruttato la cultura black e quella caotica di un presente intossicato da derive suprematiste e militari. 

I peccatori di Ryan Coogler, in una affascinante e unica contaminazione di dramma d’epoca, blues, western e horror, conquista addirittura sedici nomination, un record assoluto che seppellisce, in un colpo solo, le quattordici di Eva contro Eva (1950), Titanic (1997) e La la land (2016). Uscito in sordina in Italia lo scorso aprile (con poco più di un milione al botteghino), il film di Coogler, ambientato nel Mississippi del 1933, è un’opera che affonda le mani nel fango della Storia americana e nel razzismo che non è più solo struttura o ideologia, ma diventa fame inestinguibile che dissangua, mescolando generi e folklore afroamericano in modo sovversivo. Il suo grande rivale, il prossimo 15 marzo, sarà un titolo della stessa scuderia (Warner Bros), ovvero Una battaglia dopo l’altra diretto da Paul Thomas Anderson che sul pallottoliere delle nomination si ferma a tredici. Con quest’opera incendiaria e irresistibile, tra rivoluzione, post rivoluzione, melodramma familiare, satira e tragedia, PTA prova - una battaglia dopo l’altra, per l’appunto - a vincere la guerra. Il regista californiano ha un conto aperto con l’Academy, dopo che, per undici volte, ha mancato l’Oscar come regista, sceneggiatore e produttore dei suoi film (Boogie Nights, Magnolia, Il petroliere, Vizio di forma, Il filo nascosto e Licorice Pizza).

Scorrendo gli altri titoli candidati, si ritrovano con nove nomination ciascuno Marty Supreme di Josh Safdie con la sua punta di diamante Timothée Chalamet favoritissimo per l’Oscar come miglior protagonista maschile (gli altri candidati sono Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra, Ethan Hawke per Blu Moon, Michael B. Jordan per I peccatori e Wagner Moura per L’agente segreto), il norvegese Sentimental Value di Joachim Trier (che è anche il nostro film della settimana) e Frankenstein di Guillermo Del Toro.

Proprio questi due ultimi titoli rilanciano la sfida a distanza tra Cannes e Venezia. Se la Mostra è stata la vetrina di quattro film che, insieme, hanno raccolto quindici candidature (oltre alle nove di Frankenstein, ci sono le quattro di Bugonia e una a testa per The Smashing Machine e The Voice of Hind Rajab), la Croisette risponde con diciassette candidature: nove per il film norvegese, quattro per L’agente segreto (lanciatissimo per il premio alla migliore opera internazionale), due a testa per Sirat e Un semplice incidente e una per il film di animazione La piccola Amelie.

Tra i titoli con più nomination (otto) c’è anche Hamnet di Chloé Zhao (che è anche l’unica donna candidata alla regia insieme a PTA, Josh Safdie, Joachim Trier e Ryan Coogler: con un po’ più di coraggio si poteva premiare con una nomination anche l’esordiente Eva Victor per il piccolo e bellissimoSorry, Baby) che racconta la morte del figlio di Shakespeare dal punto di vista di sua moglie, interpretata da Jessie Buckley. L’attrice irlandese resta la favorita nella categoria della miglior interpretazione femminile che comprende anche Rose Byrne (If I Had Legs I’d Kick You), Kate Hudson (Song Sung Blue), Renate Reinsve (Sentimental Value) e ancora Emma Stone (Bugonia) che infrange un altro record: è la donna più giovane in assoluto a conquistare sette nomination. Suggestiva la candidatura come attrice non protagonista di Amy Madigan (la strega dell’horror Weapons) che proverà a battere la coppia Elle Fanning/ Inga Ibsdotter Lilleaas di Sentimental Value, Teyana Tayalor (Una battaglia dopo l’altra) e Wunmi Mosaku (I peccatori).

Tra gli uomini Sean Penn cerca la terza statuetta per il suo colonnello Lockjaw nel film di Anderson (per il quale è candidato anche Benicio Del Toro), anche se tra il veterano svedese Stellan Skarsgård (Sentimental Value), il giovanissimo Jacob Elordi (che interpreta la “Creatura” inFrankenstein) e Delroy Lindo (I peccatori) la sfida è apertissima. Se nella scorsa edizione Hollywood aveva preferito il cinema concepito per la sala, lasciando fuori dalle nomination più importanti i film prodotti dai colossi dello streaming, quest’anno, tra i dieci migliori film candidati, Netflix piazza Frankenstein e il malinconico Train Dreams mentre Apple si gode le quattro candidature di F1.

L’Italia, invece, non c’è: la speranza di vedere candidato il corto di animazione Playing God con la firma padovana di Arianna Gheller si è infranta con l’annuncio delle nomination.

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