Bassano si candida a capitale della cultura 2029

L’ufficializzazione: Palladio, Canova, i musei, la biblioteca, la storia e i festival. A Milano l’inizio di un percorso che coinvolge tutta la città

Marina Grasso
Il museo civico, uno dei gioielli di Bassano del Grappa
Il museo civico, uno dei gioielli di Bassano del Grappa

Bassano del Grappa è da secoli un punto di riferimento per un territorio ampio, luogo di scambi, relazioni e attività produttive e culturali nel cuore della fascia pedemontana veneta. E negli ultimi decenni ha costruito con continuità un percorso fatto di progetti, pubblico e relazioni, premiato anche dal titolo di Città Veneta della Cultura 2025 conferito dalla Regione del Veneto. Un’identità precisa con la quale la città ha rilanciato la propria candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029, presentata alle Gallerie d’Italia di Milano. A sostenerla con determinazione è la Regione del Veneto. «Bassano è uno scrigno di storia, arte e architettura e ha tutte le carte in regola per primeggiare, anche per il ruolo che ha sempre mantenuto come crocevia di scambi culturali tra l’area alpina, la pianura e Venezia» ha affermato il presidente Alberto Stefani.

«Bellezza come motore di sviluppo»

Gli ha fatto eco il sindaco Nicola Ignazio Finco: «Non vogliamo una Bassano “sotto vetro”, ma una città in cui patrimonio e bellezza siano motori vivi di sviluppo», che ha indicato nella candidatura il passaggio all’interno di un progetto più ampio di “risorgimento urbano”. Gli interventi già individuati, non come effetti diretti della candidatura (che, in caso di assegnazione, comporta anche un contributo statale di un milione di euro), ma come parte di un percorso già avviato, spaziano dal recupero di Palazzo Pretorio, destinato a funzioni pubbliche e servizi, alla rifunzionalizzazione di Palazzo Bonaguro come spazio culturale e di produzione. Ma anche alla nascita di “Cantiere 35”, spazio nel cuore della città pensato per gli under 35, con funzioni di coworking, incubazione d’impresa, laboratori e percorsi di formazione, con l’obiettivo di trattenere competenze e creare nuove possibilità di lavoro legate anche ai settori culturali. E la progettazione si estende anche alle periferie, con interventi che vanno dalla trasformazione di aree verdi in “palestre a cielo aperto” alla creazione di un bosco urbano a sud dell’ospedale, fino alla riforestazione e alla valorizzazione delle serre storiche del Giardino Parolini. Ma oltre al “risorgimento” ci sono le realtà già consolidate.

Le realtà consolidate

I Musei Civici, tra i più antichi del Veneto, oltre al patrimonio che spazia da Guariento a Tiepolo, da Hayez ad Artemisia Gentileschi, propongono una programmazione capace di continuare ad attrarre pubblico. La mostra dedicata a Giovanni Segantini ha superato i 108mila visitatori, e altri grandi esposizioni sono alle porte: dal 24 aprile al 27 settembre Palazzo Sturm ospiterà “Olivetti. L’arte di comunicare”, mentre in autunno il Museo Civico accoglierà una grande retrospettiva dedicata a Sebastião Salgado e a dicembre tornerà al centro del museo stesso, dopo un lungo restauro, il “Cavallo colossale” di Antonio Canova. E se già nel Settecento i Remondini firmavano le loro stampe diffuse in tutta Europa e oltre con un orgoglioso “In Bassano”, costruendo un sistema capace di unire produzione culturale e impresa e di diffondere nel mondo un’immagine riconoscibile della città, in ambito culturale la Bassano del XXI secolo ha saputo attivare relazioni e coprogettazioni di respiro internazionale.

Lo fa da 45 anni con Operaestate Festival Veneto, uno dei progetti culturali più solidi e riconosciuti del territorio, che fa dialogare produzione, ricerca e pubblico e che con il Centro per la Scena Contemporanea opera da anni su una scala che supera i confini nazionali tra residenze, progetti europei e una rete stabile di artisti e collaborazioni costruita nel tempo.

La rete attiva sul territorio

Un quadro già ben vivace nel quale si colloca anche il lavoro di rete attivo sul territorio: l’Intesa Programmatica d’Area coinvolge quattordici Comuni del comprensorio, mentre la costruzione di un marchio territoriale prova a dare forma a un sistema che comprende cultura, paesaggio, mobilità lenta ed enogastronomia. Se è iniziata una "corsa" al titolo, Bassano ha buone gambe per la gara, insomma.

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