Addio a Enrica Bonaccorti, la voce gentile che insegnò l'eleganza alla TV: da Modugno al "Cruciverbone"
Si spegne a 76 anni l'autrice di "La lontananza" e volto storico di "Pronto, chi gioca?". Una carriera tra Rai e Mediaset segnata dalla sensibilità narrativa e da uno stile mai incline alle convenzioni

«La lontananza sai è come il vento…». Un motivo popolare degli anni Settanta. Lo scrissero Domenico Modugno ed Enrica Bonaccorti. Certo, era pure autrice quella ragazza gentile, volto di una televisione gentile, ormai talmente sommersa dal trash che vien difficile riconoscerla.
Enrica ci aveva avvertito del suo arrivederci alla vita, come si usa fare adesso: la condivisione pubblica di un dolore. Negli ultimi mesi si era confidata, raccontando la sua malattia senza filtri, affrontandola con lucidità e senza retorica.
D’altronde la Bonaccorti ci ha fatto compagnia nelle nostre serate felici o affannate degli anni Ottanta e dei Novanta: e lei, dallo schermo piccolo, ci sorrideva sempre. Una voce di casa. Ora siamo noi a ricambiare quell’affetto.
Un’artista fuori schema, la bella signora di Savona del 1949. La sua eredità è ben chiara. Una televisione più dialogo che show, più personalità che format.
Ben prima di affacciarsi sui nostri tinelli, Bonaccorti si dedicò alla canzone. Oltre a “La lontananza”, contribuì al successo di “Amara terra mia” e, in quei versi sospesi fra malinconia e nostalgia, s’intravede una delle sue qualità più evidenti: la sensibilità narrativa capace di raccontare emozioni semplici con parole chiare.
Mai incline alle convenzioni. Nel suo girovagare dentro il tubo catodico, Enrica Bonaccorti affrontò stagioni assai diverse tra loro. Dal servizio pubblico, si diceva, alla tv commerciale, mantenendo uno stile personale come se tutto ciò che le stava attorno fosse solamente uno sfondo necessario per capire il senso del presente.
Al giro di boa del Novecento non si arrivava in Rai senza aver dimostrato di valere altrove, diciamo con un pubblico di fronte. La chiamavano gavetta. Lavorò come attrice in teatro e il cinema le offrì un’opportunità chiamandola in due produzioni: “Paolo il caldo”, tratto dal romanzo di Vitaliano Brancati con Giancarlo Giannini e Rosanna Podestà e “Beati i ricchi”, di Salvatore Samperi con Paolo Villaggio e Sylva Koscina. Siamo all’inizio del Settanta. Piccole parti utili per il futuro sorpasso in quella tv che rendeva assai popolare chiunque la frequentasse.
Infatti Bonaccorti entrò dentro il “bussolotto” nel 1978 — la si definiva così la scatola parlante che sconvolse il Paese nel 1954 — con un quiz che allora appassionava i divanati: “Il sesso forte” condotto assieme a Michele Gammino. Uomini e donne lottavano per la supremazia.
Nel 1983, da via Teulada, a Roma, Bonaccorti con Mino Damato e poi con Piero Badaloni, animava “Italia sera”, striscia quotidiana che vinse il Telegatto nella categoria attualità e cultura, quando la Rai si ricordava di aver insegnato a parlare agli italiani.
La consacrazione avvenne quando il calendario segnava il 7 ottobre 1985. Titolo dell’operazione: “Pronto, chi gioca”? Andò in onda due anni per un totale di 376 puntate. Enrica ereditò lo spazio prezioso da Raffaella Carrà con, appunto, “Pronto Raffaella”, che nessuno voleva: nemmeno Vianello e Mondaini. Lei disse di sì. Andò talmente bene che la definirono “la miracolata”
Fu la svolta.
Bonaccorti dimostrò di avere la padronanza giusta per affrontare giochi e interviste con milioni di occhi puntati addosso.
“Cari genitori” — che si può serenamente definire uno spin-off di “Tra moglie e marito” — comparve su Canale 5 nel 1988. Si sondava il rapporto fra genitori e figli, mentre agli ordini di Columbro i coniugi tentavano di scoprire l’affinità di coppia.
Lungo è l’inventario di Lady B, da “Vota la voce” del 1992 ai “Fatti vostri”, nuovamente in Rai nel Duemila.
Manca ancora un passaggio, che abbiamo tenuto separato: “Non è la Rai”, trasmissione mitologica, non c’è che dire. Ed emerge dalla memoria il caso del famoso “Cruciverbone”. La concorrente da casa diede la risposta “Eternit”, ancor prima che la Bonaccorti formulasse la domanda: «Qual è quel materiale che è stato bandito perché cancerogeno?». Enrica reagì immediatamente a quell’anomalia e l’episodio finì persino in tribunale.
Improvvisamente perdemmo le sue tracce: Enrica Bonaccorti scomparve dal video. «Mi sono sentita abbandonata», disse. Restarono le scuse al suo pubblico e il ricordo di una televisione che oggi sembra lontana quanto la sua canzone.
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