2 Giugno, la Gran Loggia d’Italia: «Ottant’anni dopo il primo voto universale, la democrazia va difesa ogni giorno»
A ottant’anni dal referendum che sancì la nascita della Repubblica e dal primo suffragio universale, il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia Luciano Romoli richiama il valore dell’impegno civile e della partecipazione democratica. Nel suo messaggio per la Festa della Repubblica, spazio anche alle preoccupazioni per i conflitti internazionali e alle sfide del presente

Il 2 giugno 2026 assume un significato particolarmente simbolico. A sottolinearlo è Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Alam, che nel giorno della Festa della Repubblica richiama il valore storico del primo suffragio universale e del percorso democratico avviato ottant’anni fa.
Secondo Romoli, quel voto rappresentò una svolta decisiva per il Paese, aprendo una nuova stagione politica e sociale fondata sulla partecipazione dei cittadini e sui principi che sarebbero stati successivamente sanciti dalla Costituzione italiana.
Il ruolo delle donne nella nascita della Repubblica
Nel suo intervento, il Gran Maestro ricorda in particolare l’importanza della conquista del diritto di voto da parte delle donne, definendola una delle pietre angolari della nuova Italia uscita dalla Seconda guerra mondiale.
Una scelta che, secondo la Gran Loggia d’Italia, contribuì a costruire un Paese più aperto al confronto internazionale e pronto a diventare protagonista del processo di integrazione europea.
«La democrazia è un percorso ancora aperto»
Romoli evidenzia come il cammino democratico non possa considerarsi concluso. Al contrario, sostiene che la società sia chiamata ogni giorno a rafforzare il senso civico e la partecipazione collettiva.
«Siamo sempre all’inizio del percorso», afferma il Gran Maestro, sottolineando la necessità di continuare a perseguire ideali di crescita e miglioramento senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà e dalle crisi che caratterizzano il tempo presente.
I conflitti nel mondo e la necessità del dialogo
Ampio spazio viene dedicato anche allo scenario internazionale. Romoli richiama l’attenzione sui numerosi conflitti che continuano a colpire diverse aree del pianeta, causando sofferenze e instabilità.
Di fronte a queste tensioni, il Gran Maestro invita a recuperare lo spirito di comunità e il rispetto reciproco, indicando nel dialogo, nell’ascolto e nella ricerca delle ragioni dell’altro strumenti fondamentali per contrastare divisioni e violenze.
Verso il Solstizio d’estate, simbolo di speranza
Nel messaggio per il 2 giugno, la Gran Loggia d’Italia collega la ricorrenza repubblicana anche all’imminente celebrazione del Solstizio d’estate, tradizionalmente associato alla luce e al rinnovamento.
Un simbolo che, secondo Romoli, richiama la necessità di guardare al futuro con fiducia, rafforzando il ruolo delle istituzioni e il senso di responsabilità collettiva.
L’auspicio del Gran Maestro
In chiusura, Luciano Romoli rivolge un messaggio di speranza, auspicando la capacità di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita e di incontro.
Secondo il Gran Maestro, la Massoneria è chiamata a proseguire la propria opera culturale e sociale per contribuire ad affrontare le sfide del presente e del futuro, mantenendo vivi i valori di libertà, dialogo e costruzione comune.
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