Mondiali, il pronostico di Aldo Serena: «Se la Spagna non cade in trappola batte l’Argentina»
L’ex bomber azzurro gioca per noi la finale di domenica: «Messi a volte si assenta ma quando conta sa decidere. Yamal? Finora gli è mancata la giocata decisiva, magari...»

Il tiki taka della Spagna contro la garra dell’Argentina. Due filosofie di calcio diverse a confronto domani al New Jersey Stadium, con in palio la Coppa del Mondo. A presentare la finalissima per noi è Aldo Serena, centravanti azzurro a Messico 1986 e Italia 1990. Classe 1960, nato a Montebelluna, attualmente è opinionista sulle reti Sky.
Serena, l’Argentina ha vinto la semifinale in rimonta, come a Napoli nel 1990. Ricorda?
«Sì, non mollare mai è una loro caratteristica, così come provocare e simulare come nel primo tempo con gli inglesi. È un calcio un po’ primitivo, che non guarda a logiche di rispetto degli avversari e fa venire fuori il peggio. Poi nel finale ha meritato la vittoria, ma nel complesso il calcio sudamericano di lingua spagnola non ha fatto una bella figura, vedi anche il Paraguay».
Spagna-Argentina è una finale giusta?
«Forse sono le due squadre più forti, anche se facendo uno screening delle rose la migliore era la Francia, che in semifinale è apparsa involuta sia atleticamente che tecnicamente. C’è chi si è perso per strada in un torneo giocato spesso con 35° e tanta umidità».
In Inghilterra-Argentina c’è stato più demerito dei primi o merito dei secondi?
«Dopo la gara contro la Norvegia Tuchel è andato un po’ contro i giocatori, facendo arrabbiare Bellingham, dicendo che voleva ritmo più alto e aggressività. Memori di ciò, contro l’Argentina l’Inghilterra ha fatto molto bene per un’ora, pressando alto, salvo crollare fisicamente. Tuchel se n’è accorto, si è messo a cinque dietro con due centrali alti, ma se le gambe smettono di girare anche la testa va in confusione».
E in Francia-Spagna?
«Gran merito alle Furie rosse, che sono una cooperativa di altissimo livello. Giocano un calcio armonioso, gli uni per gli altri, pressando alti con linee strette. Voglio sottolineare una cosa: la rincorsa di Lamine Yamal per contrastare Mbappè. Forse era da cartellino giallo, ma ciò che conta è il suo spirito di sacrificio: mai visto così al Barcellona».
Meglio Scaloni o De la Fuente?
«De la Fuente. Fu criticato per aver lasciato a casa qualche giocatore di alto livello, ma è un ct con le idee sempre chiare e fa giocare la squadra come da filosofia spagnola, con pressione alta, possesso palla e niente mezzucci».
Messi o Yamal?
«Messi a volte si assenta dal gioco, ma quando conta sa essere decisivo con gol e assist. Finora a Yamal è mancata la giocata eclatante, quella che regala titoloni sui giornali. Magari domani..».
In mezzo Rodri o Fernandez?
«La qualità di Rodri è da migliore al mondo. Imposta con autorevolezza a sa quando c’è da contrastare. Nessuno è completo come lui, che dopo l’infortunio mi sembra al top della forma».
Chi vede favorito domenica?
«Spero che la Spagna non cada nelle provocazioni: ha valori più alti ed è favorita. Ma abbiamo visto come l’Argentina sappia riemergere quando è alle corde».
La delusione di questi Mondiali?
«Brasile e Germania. I verdeoro non erano all’altezza dei fasti del passato, dai tedeschi mi aspettavo di più, avevano un bel mix fra giocatori giovani e altri più affermati e abituati a vincere».
Da ex centravanti, chi il miglior attaccante?
«Haaland è una potenza, finalizza e fa giocare la squadra. Mbappè in Nazionale si è ritrovato, credo che il feeling con Deschamps lo aiuti. E poi ovviamente Messi».
Come ct azzurro preferirebbe Pirlo o Mancini?
«Se Malagò ha dato carta bianca a Maldini, allora deve lasciare a lui la scelta. Se invece vuole Mancini avrebbe dovuto dire a lui e Leonardo “Io ho già scelto il ct”. Detto questo, io su Pirlo ho qualche remora per la poca esperienza, anche se alla Juve ha vinto due trofei che non sono poco. Andrei su Mancini, sorvolando sul fugace addio per andare in Arabia. Ricordiamoci che l’ultimo trionfo azzurro è cosa sua».
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