Pirlo e la Nazionale: la scelta enigmatica di un tecnico mai decollato
Maldini e Leonardo lo vogliono in Nazionale come ripiego a Guardiola. E Malagò dovrà spiegare ai club di Serie A perché Conte è uscito dai radar

Per chi davvero ha sognato Guardiola ct della Nazionale italiana, la conversione su Andrea Pirlo, dettata dalla coppia Maldini-Leonardo, non è solo deludente, ma anche destabilizzante.
Ci si chiede, non senza perplessa meraviglia, se per una scelta così di retroguardia bisognasse ingaggiare due dirigenti ritenuti di primo livello, tanto lodati da critica e pubblico, che avrebbero dovuto miracol mostrare alla gente del calcio.
A meno che, affidandosi ad un allenatore che finora ha collezionato due coppe e un esonero con la Juventus, più un altro in serie B con la Sampdoria e un terzo in Turchia al Karagumruk, non si intenda avere un maggiore potere di intervento e influenza sulle scelte tecniche.
So che l'affermazione è malevola e anche un po' volgare, come so che tutti, almeno pubblicamente, si straccerebbero le vesti al cospetto di un'ipotesi tanto insolente. Tuttavia la storia del calcio, senza eccezione per le Nazionali passate o remote, è piena di ingerenze e invasioni di campo.
Pirlo, purtroppo per lui, non è solo un tecnico poco titolato, ma è anche allenatore che, alla Juve - traguardo raggiunto senza neppure un giorno da allenatore, fosse pure delle giovanili - ha mostrato qualche difficoltà a “vedere” e valutare i calciatori, compito fondamentale per un ct.
Ricordate il fenomeno Frabotta? Dicesi di quell'esterno di sinistra che Pirlo prelevò dall'Under 23 per lanciarlo in prima squadra.
Non che sia vietato o censurabile (anche Yildiz veniva dalla seconda squadra), ma è curioso constatare come questo onesto calciatore romano, dopo aver collezionato 16 presenze in bianconero, l'anno dopo sia stato ceduto al Verona (2 presenze anche se con qualche infortunio), poi al Lecce (zero presenze), quindi a Frosinone in serie B (22 presenze), Bari (7 presenze), Cosenza (15 presenze), West Bromwich (6 presenze). Ora Frabotta gioca titolare in serie B nel Cesena, probabilmente la sua reale dimensione, che non era certo quella pensata da Pirlo.
Il problema non è ritrovarsi Frabotta in Nazionale, ma capire se Pirlo sa di calciatori, oltre che di calcio (di quello sa di sicuro). Perché il mestiere di ct per metà è tecnico-tattico e per l'altra metà, se non di più, è simile a quello di direttore sportivo, ovvero designa la capacità di reperire calciatori adatti sia al proprio sistema di gioco, sia all'esigenze della Nazionale.
Ecco perché azzardo che il duo Maldini-Leonardo possa mettere il becco sulle scelte tecniche, ecco perchè Maldini ha voluto la qualifica di direttore tecnico, ecco perché Leonardo è così affine a lui.
Ammesso che questi ragionamenti abbiano un fondamento, una speciale attenzione merita l'operato di Giovanni Malagò, neo presidente della Federcalcio, le mosse del quale sono assolutamente inequivocabili.
Se è vero, infatti, che l'ultima parola sulla nomina del ct spetta a lui, è altrettanto vero che, chiamando Maldini e Leonardo, il capo della Figc si è creato un alibi solidisssimo.
Dovesse andar male sarebbero i due ad aver sbagliato. Andasse bene, ci sarebbe gloria per tutti. Piuttosto Malagò, sempre che ci riesca, dovrà spiegare alla Lega di serie A, che lo sponsorizzava apertamente, perché Antonio Conte, da favoritissimo della corsa al posto, sia scivolato dietro tutti. Così come un pensiero va rivolto a Roberto Mancini.
Era il candidato preferito di Malagò, al quale lo lega una vecchia amicizia. Era l'unico ad avere vinto un trofeo pesante come il campionato Europeo. Poteva vantare una lunghissima striscia di imbattibilità in azzurro mai superata. Sarebbe stato disposto anche ad accettare una corposa riduzione all'ingaggio rispetto al passato.
E, però, forse per quella fuga ferragostana verso l'Arabia, ha finito per pagare un ostracismo che più avanti potrebbe rivelarsi controproducente anche per altri.
Quindi, a giorni, forse a ore, avanti con Pirlo. Il quale, per la verità, nell'ultima esperienza, ha ottenuto la promozione alla massima serie dell'United Fc, squadra di serie B degli Emirati Arabi.
Non è molto, ma resta un punto di partenza positivo.
Anche se – lo ripeto – bisognerà verificare se Pirlo sarà ct con pieni poteri o potrà essere condizionato dalla schiacciante presenza di direttore tecnico e consulente brasiliano. Non so bene cosa augurarmi. Ma mi pare che, comunque, la si osservi, la situazione presenti più ombre che luci. E che Pirlo, alla fine, non potesse proprio dire no.
Riproduzione riservata © il Nord Est








