Alessandro Garbisi del Benetton in un'azione
Alessandro Garbisi del Benetton in un'azione

Rugby a Nordest, un futuro senza stelle

Al Benetton nuovo corso improntato su più italiani e giocatori del vivaio, il Petrarca verso l’anno zero ridimensiona dopo il rimpasto al vertice

Simone Varroto

Rugby a Nord Est, anno zero. La stagione 2026/27 nascerà con un chiaro ridimensionamento, quantomeno sulla carta, delle due squadre più rappresentative: Petrarca Padova e Benetton Treviso.

Qui Benetton

La tribuna Sud in costruzione - sarà finita per la prossima Urc - completa il gioiello di Monigo, sempre più tempio. Le incursioni felici di Alessandro Benetton, dal blitz all'Olimpico per la storica vittoria sugli inglesi alla recentissima visita in Ghirada per vedere i babyrugbisti del "città di Treviso" - hanno sancito il passaggio generazionale nella dynasty ed in società, dove Antonio Pavanello ha raccolto il timone da Amerino Zatta.

Ma la svolta, maturata in una stagione chiave, segna al tempo stesso una continuità ed una discontinuità sul piano finanziario. Treviso e la piazza avranno un Benetton diverso, con pochi stranieri e nessuna stella. O meglio per averle, dovrà lanciarle di "persona" nel firmamento internazionale. Quella fatte in casa, a km zero: come Menoncello e Garbisi, o le pepite scoperte dove nessuno le aveva viste, da Brex ad Albornoz a Ioane. Adesso dovrà portare le proprie in vetrina: una cantera ovale dove i talenti dei nostri vivai, in una precisa filiera nostrana, potranno crescere con i veterani, sempre più chiocce del gruppo, destinato a diventare ancora più (bianco)verde e futuribile.

Impossibile competere con i colossi, specie francesi, su contratti, ingaggi, opportunità e benefit. E infatti proprio in questi giorni partono, destinazione Oltralpe, i Leoni più non solo Tommy Menoncello, ma anche Albornoz e Gallo, e altri stranieri come Snyman.

I Leoni muteranno pelle, in una diversa gestione della risorse assicurate da Edizione e dagli altri sponsor. Il primo paletto del nuovo ciclo è fissato al 2028, scadenza del contratto con l'Urc del contratto federale con le due franchigie tricolori partecipanti al torneo intercontinentale. Il secondo al 2029, capolinea dei contratti assicurati ai pilastri italiani del gruppo.

Al nuovo coach Pivac si chiederà di far dimenticare l'ultima negativa stagione e contestualmente di creare con i giovani il telaio di domani. Prime pietre già posate negli scampoli di questa stagione riflettor su Aminu, Gasperini, Gallorini, Marini e Midena, dietro May, Drago, Zanandrea.

Una scommessa forte, per una piazza esigente. Sfida difficile, entusiasmante, ma che mette tutti alla prova.

Qui Petrarca

A Padova si è passati da un'occasione storica, saltata sul più bello, alla scelta di ripartire dai talenti di casa, in versione autarchica. Dall'esaltazione collettiva, per la prospettiva di approdare nel campionato professionistico URC, al bagno di umiltà all'indomani della semifinale vinta a Rovigo, con l'annuncio da parte della dirigenza di un "anno zero" con riduzione del budget.

«Un sistema più sostenibile», ha indicato Corrado Covi, presidente del club dallo scorso marzo dopo aver rilevato il testimone da Alessandro Banzato, rimasto nel consiglio di amministrazione ma intenzionato a diminuire il suo contributo alla prima squadra. Questo mentre il Petrarca è in procinto di giocarsi lo scudetto con il Valorugby Emilia, martedì 2 giugno allo stadio Plebiscito di Padova. Il dato economico è chiaramente in primo piano.

E la sostanza è che dopo un decennio di «vacche grasse», sotto l'egida Banzato, in cui i budget per affrontare il massimo campionato italiano sono oscillati tra 1 e 2 milioni di euro a stagione, si tornerà a una somma inferiore al milione, tutta da quantificare e al momento non specificata dalla società, impegnata anima e corpo nella preparazione della finale. Meno risorse significa meno giocatori in rosa o stipendi più bassi, oppure un insieme delle due cose.

Difficilmente si potrà lottare per il titolo, come nelle ultime 10 stagioni. Linea verde, quindi un salto all'indietro notevole, dopo una lunga serie di stagioni da "regina del mercato" e rose zeppe di giocatori dal pedigree internazionale.

L'ultimo ricambio generazionale importante, in questo senso, risale al campionato 2012-13, quando la squadra fu affidata ad Moretti e Salvan e ringiovanita con i talenti petrarchini Bellini, Favaro, Conforti, Sarto, Favaretto, Morsellino, Furia e i padovani Bettin e Menniti-Ippolito (cresciuti nel Rubano), affidando la fascia di capitano al 22enne Targa, altro rubanese maturato tra giovanile e prima squadra al Centro Geremia.

La stessa politica verde fu portata avanti nelle stagioni seguenti, lanciando tra gli altri il romano Trotta e il petrarchino doc Nostran, all'epoca ventenni, che nelle ultime sette stagioni sono stati capitano e vice capitano dei tuttoneri.. In quel caso però la scelta dipese solo in parte dalle contingenze economiche, perché Enrico Toffano - oggi nel cda del club - era diventato presidente tre anni prima e rimase in carica fino allo scudetto vinto nel 2018.

Banzato, che all'epoca era vice-presidente, ha preso questa decisione dopo gli sviluppi di un 2025 il suo interesse principale nello sport è slittato dalla palla ovale a quella rotonda, smarcando definitivamente il Petrarca dalla pista URC - per la complessità di prendere il posto delle Zebre - e acquistando la proprietà del Calcio Padova. L'industriale padovane continuerà a rimanere dentro alla società di via Gozzano ma è chiaro che un'epoca è finita.

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