Riccardo Ravagnan confermato alle Olimpiadi di Los Angeles 2028: il meteorologo di Chioggia guida la vela spagnola
Il velista e scienziato veneto Riccardo Ravagnan sarà ancora weather strategist dello staff tecnico della Federazione spagnola di vela. Dopo l’oro di Parigi 2024 studia i campi gara di Los Angeles per preparare i Giochi del 2028

Riccardo Ravagnan è stato confermato anche per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 weather stretegist nello staff tecnico della Federazione spagnola di vela. Velista e scienziato: le due anime che Ravagnan è riuscito a far coesistere.
Nato a Chioggia, laureato in geologia, è un meteorologo specializzato in micrometeorologia applicata alla performance sportiva e contemporaneamente un regatante esperto. Ha navigato in tutte le classi, dalla minialtura nel Nord Adriatico e i Maxi, fino al Giro d'Italia a vela e al mondiale Orc Double handed di Monfalcone.
In cosa consiste il suo ruolo?
«Unisco la competenza scientifica alla capacità di interpretare le condizioni di regata, offrendo un supporto che va dalla strategia meteo-tattica al team management. Il mio punto di forza è la capacità di trasformare i dati meteorologici in decisioni pratiche e vincenti. Analizzo il dato e la psicologia della performance per ridurre l'incertezza nelle decisioni strategiche».
In questi giorni è a Los Angeles per studiare il campo in cui si svolgeranno le regate delle prossime Olimpiadi.
«Dopo mesi di lavoro nello sviluppo di SailData.it, poter osservare coi miei occhi i campi di regata olimpici è stato fondamentale. Vedere il territorio, comprenderne le dinamiche, respirare il vento, osservare la costa e confrontare la realtà coi dati mi ha permesso di ottimizzare ulteriormente il nostro sistema in vista del Test event 2027 e dei Giochi Olimpici del 2028. Una cosa fondamentale nel mio studio è analizzare da vicino l' ambiente e i luoghi dove si svolgeranno le regate. Studio la morfologia, e in questo mi aiuta la mia esperienza di geologo, e poi i venti, le maree e tutte le caratteristiche ambientali che possono influire».
In questi giorni a Los Angeles come si articolano le sue giornate?
«Sto lavorando insieme agli allenatori della squadra spagnola. Al mattino abbiamo il briefing, poi usciamo in mare e, la sera, con tutti i dati che ho raccolto, prepariamo i data base e facciamo un debrifing».
Quanto l'aiuta il fatto di essere un velista?
«Ho navigato in molti posti, e l'orografia la devi vedere dal mare».
Grazie al suo contributo, la squadra spagnola a Parigi è riuscita a conquistare un oro.
«Sì, la medaglia d'oro è arrivata nella classe 49er. A Marsiglia la comprensione profonda delle brezze marine mediterranee e dei fenomeni orografici locali si è tradotta in un vantaggio decisivo. Per Los Angeles, le ambizioni sono ancora maggiori perché ci sono almeno tre equipaggi che potrebbero vincere».
Perché non ha mai seguito la nazionale italiana?
«È un mio grosso cruccio. Ho provato tutti gli anni a convincerli ma, vuoi perché non credono in questo valore aggiunto, vuoi per problemi di budget, non siamo mai riusciti a concludere».
Oltre alla Nazionale spagnola, seguirà anche qualche team di Coppa America?
«Ho costruito un progetto che ho presentato a un team. Non ho ancora ricevuto nessuna conferma ma confido in una telefonata dell'ultimo minuto. In occasione del mondiale Orc che si è svolto a Napoli, ho sviluppato un progetto teorico che vada bene anche per le sfide di Napoli di Coppa America».
Non c'è solo la vela nei suoi progetti...
«In occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina ho fatto delle analisi tecniche sulle piste che sono state pubblicate sulla rivista Sciare Magazine. Attualmente la tecnologia in gara è elevatissima, ma ci sono aspetti ai quali si dà meno importanza. L'obiettivo in questo caso è stato capire la pista come sistema dinamico – vento, neve, luce, temperatura – e, in base a questo, decidere i materiali, il tempo e la tattica di gara. Il mio compito è stato realizzare un'analisi micro-meteorologica della pista, dove inserire tutti i dati».
Lei è stato anche anche volto di Rai Meteo e della redazione del TGR Veneto.
«Comunicare al grande pubblico mi obbligava a una comprensione ancora più profonda dei fenomeni. Avevo proposto anche un progetto di meteo applicato allo sport che era piaciuto, ma per il momento non se ne è fatto nulla. Nel meteo sport c'è mercato, ma è tutto da scoprire».
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