Pedro Pichardo è campione del mondo nel salto triplo
Pichardo, portacolori di Atl-Etica Impresa Sociale di San Vendemiano, si è laureato campione mondiale con la misura di 17,64

Un oro che profuma di Marca ai mondiali di atletica di Tokyo. Pedro Pichardo, da quest'anno portacolori di Atl-Etica Impresa Sociale di San Vendemiano, è campione del mondo nel salto triplo, con la misura di 17,64, davanti all'azzurro Andrea Della Valle. Due terzi del podio sono “azzurri”.
L'ennesimo successo (il secondo mondiale dopo Eugene 2022) per Pichardo, 32enne triplista cubano naturalizzato portoghese, che a fine agosto era stato secondo nella finale della Diamond League di Zurigo con la misura di 17,47.
Una gara in salendo per il “trevigiano” d'adozione che è partito con un 17.07. Al secondo salto il 17.55 che fa capire che potrebbe essere la notte del portoghese, già campione olimpico proprio nello stadio che nel 2021 ha ospitato le Olimpiadi (d'argento lo scorso anno a Parigi). Un salto che lo fa balzare in testa. Stesso risultato, al centimetro, anche nel terzo salto. Buono anche il quarto alle 17.36.
Dalla Valle piazza però il suo 17.64 che potrebbe valere la vittoria. Dopo un nullo al quinto, il 17.91 all'ultimo tentativo che si avvicina alla barriera dei 18 metri, vale la miglior prestazione mondiale 2025 e la vittoria dell'oro mondiale.
Arrivato in ATL-Etica Impresa Sociale grazie alla collaborazione con JUMP, società di marketing sportivo, fondata a Firenze da Gianni Iapichino (che è anche dirigente della società trevigiana), dalla figlia Larissa, stella internazionale del salto in lungo, e dalla manager di lungo corso Silvia Saliti, Pichardo ha un record di 18.08, che rappresenta la sesta prestazione mondiale di tutti i tempi.
Ieri a San Vendemiano in tanti hanno gioito per questa vittoria, in particolare il direttore tecnico di Atl-Etica Impresa Sociale, Andrea De Lazzari, che ha fortemente creduto in questo tesseramento. «tutta l'Italia è felice, dando onore alla grande prestazione di Dalla Valle, una provincia intera d'Italia è un po'ì più felice, perché ha vinto una scommessa, perché a dicembre dello scorso anno quando è iniziata la trattativa in pochi credevano che saremmo riusciti a tesserare un campione come Pichardo. E ancora meno che saremmo riusciti a salire sul tetto del mondo proprio con lui»
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