I fratelli Lamparelli e il braccio di ferro: «Disciplina che abbiamo nel cuore»

Il veneto Frank e la sorella Layla hanno questo sport nel sangue: «Ci ha fatto girare il mondo: l’armwresling è spettacolo, grandi platee, luci alla ribalta, girano soldi. Ora l’Europeo»

Alessandro Torre
Da sinistra Layla Lamparelli, Devon Larratt e Frank Lamparelli:l’armwresting è praticato ormai da vent’anni dal chioggiotto
Da sinistra Layla Lamparelli, Devon Larratt e Frank Lamparelli:l’armwresting è praticato ormai da vent’anni dal chioggiotto

Il braccio di ferro nel sangue. Una coppia di campioni dell’armwresting che ha fatto e sta facendo la storia del braccio di ferro italiano, partendo da Chioggia.

Sono i fratelli Lamparelli, Frank, 47 anni, e Layla, di qualche anno più giovane, i quali da molte stagioni sono sulla cresta dell’onda di questa disciplina sportiva. E che a metà marzo nel Supermatch 2026 hanno ottenuto un primo posto categoria 110kg dx, e secondo posto categoria assoluto dx per Frank, e un primo posto categoria 70kg dx per Layla.

Frank Lamparelli con la sorella Layla
Frank Lamparelli con la sorella Layla

La prima gara nel 2001

«Ho cominciato il braccio di ferro nel lontano 2004, anche se la prima gara la feci nel 2001». Racconta Frank Lamparelli che sarà la voce di entrambi i fratelli. «Però poi per tre anni non feci più nulla, perché dopo la prima gara, di notte era morto mio papà con il quale avevo cominciato a fare braccio di ferro a casa. Nel 2004 ho fatto una gara in un chiosco a Sottomarina, dove ho conosciuto gli arbitri, che mi invitarono ad allenarmi con loro a Porto Viro. Sono stato da loro un paio di volte in quindici giorni e si sono convinti a portarmi a Santa Marinella, Roma, dove ho fatto il mio primo campionato nazionale, con un primo posto tra gli esordienti e terzo nei senior. Da lì per me è iniziato tutto. Nel 2006 poi è arrivata anche la prima esperienza mondiale a Manchester con il sesto posto finale. Nella stessa stagione ha iniziato anche mia sorella Layla. Credo abbiamo entrambi una predisposizione genetica per questo sport. Perché da quel momento abbiamo collezionato tante vittorie, tante belle esperienze. Grazie alle nostre vittorie abbiamo viaggiato tanto».

In giro per il mondo

E continua: «Una Federazione come quella del braccio di ferro, può permettersi di portare agli eventi importanti solo i migliori e, grazie ai nostri risultati siamo sempre stati un po’ aiutati dalla Federazione, la quale ha sempre spinto il primo o il secondo assoluto in Italia. Il braccio di ferro mi ha permesso di girare il mondo. Posso dire di essere stato un po’ dappertutto: Brasile, Canada, Las Vegas, Malesia, e l’Europa che ho girato non so quante volte tra impegni con la nazionale e gare internazionali. In Italia le gare più importanti sono il campionato nazionale e l’internazionale che si chiama Super Match. Mi sono sempre e comunque piazzato tra i primi posti, anche tante volte primo e poi c’è l’avventura mondiale. Nel 2022, infine, ho vinto il titolo Master in Turchia».

Layla nelle top ten

Nel frattempo anche Layla ha vinto molti titoli nazionali nella categoria 70 kg e assoluto, classificandosi a tanti mondiali sempre nelle top ten.

«Il suo», dice il fratello, «è sempre stato un crescendo anche se di fronte ha sempre avuto delle avversarie fortissime, perché, soprattutto a livello internazionale, la competizione è altissima. Nell’ultima gara internazionale, lo scorso mese in Austria, ha vinto la categoria massima dimostrandosi ancora tra le migliori del mondo».

Sin qui le gare ufficiali, quelle che con i risultati qualificano alle competizioni nazionali e internazionali.

Lo spettacolo

Ma il mondo dell’armwrestling è anche spettacolo, grandi platee e luci della ribalta. Dove il business viene prima anche della prestazione sportiva. Un mondo che Frank Lamparelli ha toccato con mano, trovandosi a sfidare nelle ultime stagioni veri e propri mostri sacri della disciplina come Devon Larratt, campione canadese, ex membro delle forze armate, soprannome “Devon no limits”.

«Da tre anni ho cominciato a essere invitato a “East vs West”, organizzazione privata dove vengono chiamati i più forti al mondo che si sfidano tra di loro in incontri diretti a cinque tiri. Chi vince più di tre tiri ha vinto la sfida ed entri a far parte di un’elite. Che adesso ha fama e popolarità. Il braccio di ferro negli anni post Covid, grazie ai social, è esploso. Sta diventando molto popolare anche in Italia dove si è passati ad avere da 150 esordienti al nazionale, a 400 o 500 nel giro di tre anni. E così per “East vs West”: la gente ti riconosce, ti chiede l’autografo. Cominciano anche a girare un po’di soldi. Ma ormai per me che ho 47 anni, fare delle sfide con persone che hanno 23, 24 o 30 anni, è difficile. E la differenza si amplia se pensiamo che io che non ho mai fatto uso di doping, mi trovo a scontrarmi con atleti che nell’East vs West sono “incredibili” perché in questo tipo di manifestazioni non ci sono controlli. È stato bellissimo partecipare a un Est vs West in cui tutti mi davano per perdente, e invece sono riuscito a battere Matt Musk, un grande campione, il numero 2 in Canada. Detto questo, mi piacerebbe essere invitato a un East vs West con mia sorella Lyala, per essere i primi fratelli a un appuntamento del genere. Personalmente vorrei fare quest’anno l’Europeo a 110 kg, anche se sarà difficile con il lavoro. Il torneo continentale sarà a maggio a Budapest e sia io che Layla ci stiamo allenando per provare ad arrivarci assieme».

Magari anche assieme all’amico fraterno Daniel Rusu che da sempre è al fianco di Frank Lamparelli nel mondo del braccio di ferro. Perché lui, come gli amici del Gym Club, sono i primi a fare il tifo per i fratelli Lamparelli. Fratelli che non mollano mai.—

 

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