L’Olympic Fribourg e il legame con Treviso: quando Benetton sbarcò in Svizzera

Il 6 settembre, TvB potrebbe sfidare gli svizzeri dell’Olympic Fribourg, la prima di pallacanestro col brand dei Colori Uniti. Nel 1985 affrontò proprio Treviso in un’amichevole che sapeva di derby

Federico Bettuzzi
L'Olympic Fribourg vestito da Benetton
L'Olympic Fribourg vestito da Benetton

Nel programma della preseason 2026 di Treviso Basket c’è un nome che risalta in particolare. È quello di un club elvetico la cui storia è in parte connessa con quella di un’altra società sportiva trevigiana e, ancor di più, con lo sportsystem dei Colori Uniti che per trent’anni ha dominato la scena in Italia, in Europa e nel mondo.

Quel nome è Fribourg Olympic, formazione pluricampione della lega svizzera, una squadra che dal 1974 al 2007 ha vestito in biancoverde e portando sulle canotte il brand Benetton. Una squadra che il prossimo 6 settembre potrebbe sfidare TvB in un’amichevole che recupera la memoria di un altro test match a suo modo storico.

Fine estate 1985. Il Palaverde esiste da appena due anni, l’A.P. Treviso è saldamente nelle mani del gruppo industriale di Ponzano Veneto che l’ha prima sponsorizzata e poi l’ha rilevata dalle mani di Aldo Bordignon, il signor Liberti. I programmi tecnici sono ambiziosi e certificati da un mercato estivo scoppiettante che ha portato in riva al Sile il ventunenne Massimo Iacopini, guardia acquistata dalla Fortitudo, il veterano Charlie Caglieris in cabina di regia e soprattutto Audie James Norris, il centro strappato ai Portland Trail Blazers della NBA a suon di dollari.

La neopromossa Treviso affidata a coach Massimo Mangano vuol consolidarsi in Serie A1 ma nessuno sa che i sogni si spegneranno in un pomeriggio autunnale, quando nel match contro Caserta Norris subirà un pesante infortunio al ginocchio. Durante la preparazione al campionato emerge quell’appuntamento al Palaverde per un’amichevole così particolare che fa incuriosire gli appassionati trevigiani.

Benetton contro Benetton, Treviso contro Fribourg. Padroni di casa in tenuta bianca e bordi verdi, ospiti in verde con bordi bianchi. Parrebbe un test match tra due squadre gemelle ma non è esattamente così. È in quel pomeriggio che si scopre come da oltre dieci anni una formazione del campionato svizzero abbia il privilegio di indossare quel nome che fino a quel momento pareva esclusiva della Marca e delle sue squadre.

La prima sponsorizzazione sportiva Benetton risale al 1978, nel rugby ex Metalcrom; due anni prima col marchio Sisley era avvenuto il debutto nella pallanuoto a Pescara; poi era arrivata la Formula 1 con gli interventi a favore della Tyrrell e dell’Alfa Romeo prima dell’acquisto (proprio nel 1985, qualche settimana prima dell’amichevole) della Toleman, negli anni ’90 sarebbe arrivata anche la scuderia nel Motomondiale.

Ma nel 1974 il distributore del vestiario dei Colori Uniti per la Svizzera romanda, forte di un rapporto diretto con Gilberto Benetton, aveva chiesto a quest’ultimo il permesso di poter utilizzare il brand per rivestire di biancoverde la squadra cestistica del Fribourg Olympic reduce dalla vittoria del campionato federale elvetico.

Quell’assenso aveva fatto nascere la prima Benetton Basket, a seicentosessanta chilometri di distanza da Treviso dove ancora non esistevano Ghirada, Palaverde e Verdesport. Per trentatré stagioni consecutive gli svizzeri di Fribourg si sono chiamati ufficialmente Benetton, mettendo temporaneamente da parte i colori storici biancoblu per indossare l’iconico verde.

In quel lasso di tempo l’Olympic si è affermato come assoluta potenza dominatrice del panorama cestistico della Confederazione surclassando le varie Ginevra e Lugano e partecipando alle varie competizioni europee.

Eppure gli incroci in biancoverde con la Treviso dei canestri sono appena due. Il primo risale a quella amichevole tra la squadra di Mangano e quella allenata da Celestin Mrazek (padre del futuro campione di Francia Harold) e che annoverava tra le proprie fila la guardia ex NBA Billy Ray Bates. Il secondo riguarda un giocatore americano, Peter Lisicky, firmato dal GM Maurizio Gherardini nel 1998 con la speranza di fargli ottenere un passaporto comunitario: spedito in prestito al SAV Vacallo, Lisicky venne richiamato in Ghirada nell’autunno del 2000 in seguito all’infortunio di Marcus Brown, ma le sue scarse prestazioni convinsero la società a liberarlo al rientro del titolare spedendolo in un’altra Benetton, appunto quella svizzera.

A Fribourg la sponsorizzazione dei Colori Uniti è terminata nel 2007. Un anno di svolta: mentre nella Confederazione l’Olympic festeggiava la prima tripletta scudetto-Coppa nazionale-Coppa di Lega, a Treviso l’onda lunga del caso Lorbek-Cuccarolo avviava il processo di distacco della famiglia Benetton dal basket.

Un processo che si sarebbe concluso nel 2012, con la neonata TvB incaricata di ereditare la passione dei tifosi. Quella TvB che nel torneo di Bourg-en-Bresse il nel weekend del 4-6 settembre ritroverà l’Olympic in un amarcord di intrecci e di un comune background.

 

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