La formula Del Piero con gli inni per tutti e 26 i giocatori

Il nuovo cerimoniale adottato dalla Fifa: in campo tutti i giocatori delle due squadre, accompagnati dai bambini, senza distinzione fra titolari e riserve, con le bandiere delle rispettive nazioni. Al momento degli inni nazionali i due gruppi si schierano a centrocampo, uno di fronte all’altro

Giuseppe Pisano
Alessandro Del Piero con la Coppa del Mondo a Berlino 2006
Alessandro Del Piero con la Coppa del Mondo a Berlino 2006

I Mondiali di calcio regalano spettacolo, non soltanto nei 90 minuti di gioco. Gli spettatori più attenti si saranno accorti del nuovo cerimoniale adottato dalla Fifa per l’esecuzione degli inni nazionali prima del calcio d’inizio. La curiosità è che l’idea appartiene a un’icona del calcio italiano: il veneto Alessandro Del Piero, campione del mondo nel 2006 con gli azzurri a Berlino e storica bandiera della Juventus.

Addio al tradizionale ingresso in campo dei ventidue titolari, disposti a cavallo della metà campo, rivolti verso la tribuna e inframezzati dalla quaterna arbitrale. La novità prevede che prima del fischio d’inizio entrino in campo tutti i ventisei giocatori delle due squadre, accompagnati da bambini, senza distinzione fra titolari e riserve, con le bandiere delle rispettive nazioni a coprire le due metà campo e il logo della Fifa nel cerchio di centrocampo.

Al momento solenne dell’esecuzione degli inni nazionali i due gruppi si schierano attorno al cerchio di centrocampo, uno di fronte all’altro. La Fifa ha inoltre precisato che, nel corso del torneo, la cerimonia può includere effetti scenici aggiuntivi come fumo colorato e giochi pirotecnici.

Il colpo d’occhio è decisamente molto suggestivo, i giocatori vivono il momento dell’inno nazionale con un senso d’orgoglio e d’appartenenza ancora maggiore. A svelare il nome dell’ideatore di questo nuovo cerimoniale è stato il presidente della Fifa Gianni Infantino.

«Vogliamo sempre fare qualcosa di nuovo, non si tratta in questo caso di un’idea legata al business. Tutto è nato da una conversazione con Alessandro Del Piero. Qualche mese fa mi ha detto: “Perché non fate entrare tutti i giocatori in campo per l’inno? Facciamo tutti parte della stessa squadra”. Non so se me l’ha detto perché ha realizzato un gol storico, contro la Germania ai Mondiali 2006, partendo dalla panchina. Però mi è sembrata un’idea interessante, l’abbiamo proposta a giocatori e allenatori e tutti si sono detti favorevoli. Nel calcio di oggi abbiamo undici titolari più cinque sostituzioni, quindi tutta la rosa può scendere in campo, è una cosa positiva che tutti i calciatori possano vivere il momento dell’inno».

«Tutto molto bello» direbbe l’indimenticato e indimenticabile Bruno Pizzul, però fa uno strano effetto pensare che l’idea sia venuta a un italiano nonostante fra i 48 inni da eseguire durante questa rassegna iridata extralarge non ci sia quello di Mameli.

 

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