Maratona dal 2029 fuori dai Mondiali, Pizzolato: «Così si perde tanto»
Dal 2030 la regina delle prove su strada avrà una manifestazione dedicata. I dubbi del campione vicentino: «Rischia di perdere buona parte del suo fascino»

Ancora due edizioni, quelle del 2027 e del 2029. Poi la maratona uscirà dai campionati mondiali di atletica leggera. Dal 2030 la regina delle prove su strada avrà una manifestazione dedicata. Una decisione che ha lasciato perplessi, quella presa dalla World Athletics, anche tra gli addetti ai lavori. Tra loro ha storto il naso il grande Orlando Pizzolato, vicentino di Thiene, due volte vincitore della Maratona di New York (1984 e 1985) e secondo agli Europei del 1986.
«Così si tagliano le gambe alla maratona, che non è seconda a nessuno alle specialità della pista», sostiene.
Pizzolato, già la marcia è stata oggetto di modifiche, viste le nuove distanze di 21,097 e 42,195 km. Ora il già citato “ritocco”. Rappresenta il segnale dei tempi che cambiano?
«Direi più che altro che vogliono far cambiare i tempi. Nel panorama delle discipline su pista i 100 metri sono la specialità regina. Prendendo poi il programma globale, l’altra è la maratona. Isolare la corsa di 42,195 km e inserirla perciò in una manifestazione dedicata equivale a toglierle parte del suo fascino».
La maratona, alla luce della decisione di World Athletics, non avrà più quella eco di prima.
«Esattamente. Stefano Baldini che vince ai Giochi Olimpici di Atene del 2004 la maratona viene visto da tantissime persone in tutto il mondo. In seguito alla novità di cui si sta parlando, se Stefano corresse la stessa gara in un evento dedicato potrebbe avere meno spettatori. A livello mediatico si perde tanto».

Un conto sono le maratone “singole” come New York, che coniugano sport e turismo, un altro è la gara della rassegna iridata.
«La corsa su 42,195 Km dei Mondiali non rappresenta un prodotto da vendere. Si tratta di una competizione riservata ai più forti atleti al mondo».
Si può trovare un aspetto positivo in questo cambio all’orizzonte?
«Se i Mondiali vengono organizzati a novembre il clima è migliore per i maratoneti e può portare ad altrettanto migliori prestazioni cronometriche rispetto a quelle viste nel 2025 ai Mondiali di Tokyo».
Vista questa modifica e le conseguenze legate a essa, alcuni maratoneti ora possono scegliere di partecipare direttamente a una corsa delle “major” come New York?
«Si può impoverire il contesto iridato, con tanti atleti che a novembre possono scegliere di andare a gareggiare appunto a New York anziché ai Mondiali. È un fenomeno che già si verifica adesso».
Pizzolato, per chiudere: come valuta l’attuale quadro della maratona italiana? Tra le donne, possiamo vedere in futuro Nadia Battocletti sui 42,195 km?
«La situazione è molto migliore rispetto a qualche anno fa viste le prestazioni di Aouani e, si spera, quelle di Yeman Crippa, che domenica correrà a Parigi. Poi c’è una serie di atleti che sta crescendo come Pasquale Selvarolo, il fratello di Yeman Crippa, Neka; quindi Ahmedu Ouhda e Daniele Meucci. Su Nadia, l’idea che possa correre in futuro la maratona non è da escludere, ma è difficile dirlo. Va anche tenuto conto che, mentalmente, possa essere appagata dai risultati che otterrà e che non si voglia “esporre” a una prova così snervante».
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