Pasqualin: «Stagione da incorniciare per il calcio a Nordest»
Lo storico procuratore a tutto campo dal calcio italiano ai club del territorio. «I Banzato a Padova? Molto positivo. Treviso torna finalmente dove merita. Udinese? Lunga vita ai Pozzo. Belluno bella novità. Trieste vittima dei dirigenti. Venezia segua Stroppa»

Claudio Pasqualin è nato il 30 maggio del 1944 a Udine e si è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Dopo essere stato calciatore, ha cominciato la sua carriera come segretario generale e, in seguito, vicepresidente dell'Associazione Calciatori fondata dal bassanese Sergio Campana. Vicentino di adozione, Pasqualin è diventato agente di calciatori (se ne contano più di trecento) tra i quali Gianluca Vialli ed Alessandro Del Piero. Grazie alla sua dialettica e, soprattutto, alla grande conoscenza del diritto sportivo, è stato opinionista televisivo e ospite in molti convegni e iniziative non solo di carattere calcistico.
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Anche se l'affermazione potrà provocargli una certa contorsione, l'avvocato Claudio Pasqualin è un pezzo del nostro calcio che sta tra due secoli e che l'ha segnato prima come segretario della nascente Associazione calciatori, fondata da Sergio Campana (“ci chiamavano Don Chisciotte e Sancho Panza, ma per me lui è stato un maestro di vita”), poi agente di calciatori, quasi tutte star, quindi da maneggiare come statuette di porcellana.
Se a questo aggiungiamo inoltre il fatto che Pasqualin è stato anche un giocatore (“ho fatto tutta la De Martino con l'Udinese e ho una presenza in serie C con il Venezia”) e, in età matura, ciclista e cicloamatore (pluricampione italiano Avvocati), capiamo di avere a che fare con uno sportivo di razza. Competente, misurato, ma non per questo un po' provocatore.
Qual è il male del nostro calcio?
Ce ne sono alcuni, ma il principale rimane la massiccia presenza degli stranieri, effetto del dopo-Bosman, in seguito alla sentenza del 1995.
Problema insormontabile?
Per me, no. Basterebbe che il Consiglio Federale, parlo del prossimo, facesse una forzatura giuridica, stabilendo, per esempio, che i calciatori da schierare fossero non meno di sette-otto convocabili dalla nazionale italiana. Mi spiego: i club, se vogliono, ne tesserino anche venti, rispettando perciò il principio della norma comunitaria, ma alla fine, in campo, ne va una certa quota di convocabili per l'Italia.
Una forzatura, appunto.
Certo lo sarebbe, l'ho già detto. Di sicuro provocherebbe critiche e, probabilmente, ricorsi anche in sede europea. Ma almeno si sarebbe fatto qualcosa. Soprattutto se poi seguissse qualcos'altro.
Per esempio?
Un patto tra presidenti che si impegnino a rispettare questo principio.
Mi sembra un po' complicato.
Sarà sempre meglio che l'inerzia. In qualche modo il problema va affrontato.
Che cosa pensa dell'idea di Silvio Baldini, ct ad interim della Nazionale per le due amichevoli di giugno, di schierare la sua Under 21?
Sono contrario, perché non mi sembra che aiuti a risolvere il problema. Noi non abbiamo bisogno di segnali, ma di una riforma. Piuttosto vedrei bene un ingresso del calcio nelle scuole, come il ciclismo per la Slovenia di Pogacar. Tornei scolastici gestiti dal Ministero della Pubblica Istruzione e ovviamente Centri federali qualificati e in tutta l'Italia.
Quale ct sceglierebbe per la Nazionale?
Io sono stato sempre un grande estimatore di Allegri e, nonostante in questo momento le cose al Milan non stiano andando bene, punterei su di lui, perché mi sembra che abbia le caratteristiche giuste e un pedigree per il quale merita di essere premiato.
Altro nodo?
La riforma dei campionati nel calcio professionistico. Serie A di sedici squadre, serie B a diciotto, due gironi di serie C. Si passerebbe dalle oltre cento di adesso a 52, cioè quanto avviene nel resto d'Europa. Altrimenti il sistema collassa. E' vero che storie come quelle del Chievo e, in parte, del Sassuolo, non sarebbero forse più possibili e a me, come a tutti, quelle storie piacciono. Ma bisogna essere realistici e pragmatici. Troppe società non reggono.
Vogliamo dire qualcosa anche sul conto degli agenti?
Certo, anche se so che non me la perdoneranno. Ho qui davanti la Gazzetta del 1975, a pagina 5 c'è un articolo sull'Associazione calciatori e una nostra minaccia di sciopero. Al punto 1 trovo scritto: sanzioni pesanti a carico di chi si avvale di mediatori.
Che differenza c'è tra procuratore e mediatore?
Che il procuratore è il rappresentante di una delle due parti, il mediatore spesso di nessuna, però lucra inserendosi nella trattativa. Ma io mi dico: se devo per legge pagare un procuratore, chi me lo fa fare di pagare anche un mediatore.
Chi appunto?
E' una specie di erba cattiva che ha attecchito e tanti colleghi hanno fatto il salto della barricata.
Un po' di panoramica del calcio del Nordest: Udinese.
Lunga vita ai Pozzo, la loro esperienza è fondamentale. Hanno trovato un operatore serio e competente in Gianluca Nani e non hanno sbagliato acquisti. Non arrivo a dire che in squadra vorrei qualche friulano in più, ma qualche italiano sì. Perchè il calcio è anche difesa del campanile. Tuttavia l'Udinese è una società moderna nella quale si vede il lavoro di Magda Pozzo e della mamma Giuliana. E poi c'è lo stadio, un gioiello assoluto”.
Venezia?
Intanto è l'unica società di serie A ad avere un presidente donna. La salvezza che, credo, sia il primo obiettivo del club, dipenderà dal mercato. L'importante è che arrivino calciatori dalle caratteristiche funzionali alle richieste di Stroppa, bravissimo sia in A che in B. La prospettiva di un nuovo stadio è importante. E anche se lasciare il Sant'Elena, per questioni romantiche, sarà doloroso, il nuovo impianto in terraferma offrirà al club opportunità notevoli.
Il Padova ad un padovano: Alessandro Banzato.
Questo è un fatto molto positivo, la proprietà italiana, soprattutto di un grande imprenditore, sente e vive il calcio in maniera diversa. Massimiliano Mirabelli è un grande direttore sportivo che viene dal calcio di altissimo livello, avendo lavorato con Inter e Milan.
Ci ha visto benissimo scegliendo Andreoletti e quest'anno è riuscito non solo a mantenere la squadra in B, ma, nel finale di campionato, anche di avvicinarla ai play off. Un paio di partite e ce l'avrebbe potuta fare. Padova è una grande piazza, lo dico da tifoso metà friulano e metà vicentino, ha un bravo direttore e una proprietà molto solida. Farà bene.
Vicenza, visto che il suo cuore è diviso a metà?
Dopo la promozione c'è un clima bellissimo, la gente, anche in serie C, andava allo stadio con gioia, per il piacere di vedere calcio. Bravissimo l'allenatore Gallo che, per l'anno prossimo, ha chiesto due pedine per reparto e che crede così tanto nel settore giovanile da avere preteso in prima squadra quanti più giovani possibile.
Il Treviso è finalmente tornato in serie C.
Ci mancava molto perchè nel passato ci aveva abituato a palcoscenici diversi, fino alla serie A. Faccio i complimenti al ds Strano per avere conquistato la promozione in una piazza un po' scettica nei confronti del calcio e gli auguro di ripetere i successi del suo maestro Perinetti.
La favola del Cittadella è stata ridimensionata?
Assolutamente no, almeno fino a quando ci saranno Gabrielli e Marchetti, cioé responsabilità e sagacia. Detto che il Cittadella in C ha già di più di quel che dovrebbe avere, sono convinto che presidente e direttore generale verranno premiati con la promozione. Anche se la serie C è un campionato durissimo e, con la riforma, dovrebbe cambiare il numero delle squadre promosse.
Come giudica la Dolomiti Belluno?
Una simpatica novità di provincia. L'ho seguita anche perché è stata allenata, fino ad un certo punto, da Zanini, Da calciatore rischiò di far saltare Vialli alla Juve perché Borea lo voleva a tutti i costi e alla fine lo ottenne. La Dolomiti è un buon esempio per tanti.
Chiudiamo, ahinoi, con la Triestina.
La dirigenza è stata determinante in senso negativo. Tentare di rimediare con quel grande uomo e allenatore di Tesser è stato giusto, ma tardivo. Auguro a Trieste una pronta risalita.
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