Da Treviso fino all’Himalaya: di corsa sull’Everest a 80 anni
Gianpaolo Darsié, trevigiano di Cendon di Silea, si prepara all'Everest Marathon, la podistica più alta del mondo: «Sarei contento di arrivare dopo 8 ore. Poi sogno il deserto di Atacama, in Perù»

A 80 anni da Silea, in provincia di Treviso, all'Himalaya: Gianpaolo Darsié si prepara a correre l'Everest Marathon, la maratona più alta del mondo. La passione per la corsa la porta addosso, nel fisico atletico ma anche nei tatuaggi, che ricordano alcune delle imprese sportive in cui si è cimentato; altre le racconta la sua casa a Cendon, decorata da innumerevoli medaglie di legno.
Sono quelle per i "finisher", per chi porta a termine la gara. Nelle corse che pratica lui, e ancor più alla sua età, arrivare in fondo è già una vittoria. Classe '46, trevigiano di Fiera, da 25 anni Darsié vive con la moglie a Silea; e se per una vita ha venduto ricambi auto, sono decisamente i piedi il “suo” mezzo di locomozione.
L'amore per la corsa nasce un po' per caso, già in età adulta, negli anni '70, e la prima maratona arriva a quasi 60 anni, con la Treviso Marathon del 2004. Ne seguono un'altra quindicina, in tutta Italia. E quando la maratona classica esaurisce la sua attrattiva, Darsié incontra il trail: corse in quota, su tracciati non asfaltati, meglio se declinate su distanze lunghe e lunghissime, come la Notturna del Cansiglio (80 km) o l'Ultratrail di Cortina (120 km). Sedotto dal richiamo del deserto, nel 2018 corre la massacrante 100 km del Sahara, che ripete nel 2022. La sua corsa più recente è la 100 km del Delta del Po, l'ottobre scorso.
E il 16 maggio Darsié lascerà Silea per concedersi l'esperienza unica della Everest Marathon, che parte dal Campo Base dell'Everest a quota 5360 metri. Già arrivare al punto di partenza è un'impresa: giunto a Lhasa, Darsié, come gli altri iscritti, salirà al Campo Base a piedi. Un tragitto di 10 giorni, utile anche ad acclimatarsi all'aria rarefatta. Il 29 maggio via alla gara: 42 km lungo sentieri scoscesi, perlopiù a scendere, ma con due tratti in salita molto impegnativi.
Darsié, data l'età, per potersi iscrivere ha dovuto sottoscrivere un'assicurazione personale. Come sempre l'obiettivo non è il podio: «Tanto questa la vincono sempre i nepalesi», dice, col sorriso. «Di solito le maratone di montagna la faccio sotto le quattro ore, questa sarei contento di farla in otto». Per prepararsi alla gara non sta adottando particolari regimi alimentari o agonistici: si attiene alla sua routine, 15-20 km di corsa due volte a settimana. Darsié corre con le società “Percorrere il Sile” e “Atletica San Biagio”, ed è volontario per Auser Polaris, in cui è referente del gruppo di cammino di Silea.
Tra i tanti auguri, arrivano anche quelli della sindaca Ylenia Canzian: «La cosa più straordinaria è la consapevolezza di chi sa che a ogni età si può sognare in grande». Intanto lui non è ancora partito per il Nepal che già sogna il Perù: deserto di Atacama, 250 km in 6 giorni. «Però mi ci vorrebbe uno sponsor», dice, tra il serio e il faceto.
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